Lo scultore

Michele Valenza: «Spoglio la pietra non le persone»

L'artista nisseno, noto per le sue opere di matrice erotica, è tornato da poco da Cipro dove ha realizzato un Ulisse dormiente

 L'artista di Villaba non è nuovo allo "scandalo" destato dalle sue opere in marmo alabastro. Il suo Peperoncino fallico fu bandito e fatto sparire da un'esposizione Calabria, ma poi rifatto. Anche i suoi nudi sono stati spesso contestati. Valenza, però, ribatte: «Nulla di volgare, la mia è arte»

Michele Valenza

Lo scultore nisseno Michele Valenza a Cipro con una delle sculture di nudo di donna

A fine ottobre, lasciato per l’ennesima volta il suo eremo sulle dolci colline di Villalba, lo scultore Michele Valenza ha sorvolato il Mediterraneo per tornare a Cipro, isola dove lo scorso anno realizzò due opere, invitato nella città di Ayia Napa per il Symposium d’autunno che è terminato a fine novembre. «Durante la mia permanenza in quell’isola magnifica – racconta l’artista nisseno -, ho realizzato una grande scultura che rappresenta Il riposo Ulisse le cui misure sono di cm 240x100x80. Ayia Napa è una piccola cittadina ubicata nella parte greca dell’isola, che negli ultimi anni è diventata una delle località turistiche più gettonate dai russi e dagli inglesi. Lo scorso anno venni invitato dagli organizzatori a cui avevo presentato il mio progetto Fiori della pace che mi era stato richiesto in quanto avevano già avuto modo di apprezzare il progetto simile realizzato anni fa in Cina, ovvero una scultura marmorea di 3.40 metri. A Cipro impiegai pochi giorni a realizzare la scultura, tant’è che rimasero parecchio sorpresi e la Commissione mi chiese di realizzare una nuova opera. E così scolpii Ulisse, e fui l’unico artista a realizzare due sculture».

Michele Valenza Il riposo di Ulisse

“Il riposo di Ulisse” realizzato a Cipro dallo scultore di Villalba Michele Valenza

Valenza in quell’occasione gettò le basi per un eventuale gemellaggio tra Cipro e la sua Villalba: «Abbiamo molte cose in comune come le lenticchie e i pomodori che loro coltivano, ma finora la mia a proposta, per vari motivi, non s’è concretizzata». E’ ormai una consolidata consuetudine quella dello scultore siciliano che anno dopo anno sbarca in questo o quell’angolo di mondo dove la sua arte è conosciuta e apprezzata. A volte però non manca di dare scandalo, come avvenne durante il gemellaggio tra la sua Villalba e la ridente località marina di Diamante, a causa del peperoncino fallico, statua poi misteriosamente sparita. «Era in corso un gemellaggio tra la mia cittadina, nota produttrice di pomodori, e Diamante, in provincia di Cosenza nota per il proprio peperoncino. Ero stato invitato e scolpii due pomodori con un peperoncino al centro, una statua innocua ma che in lontananza poteva trarre in inganno. Il sindaco di Diamante non voleva assolutamente esporre la scultura, io mi impuntai e ne nacque una baruffa verbale di cui si occuparono anche i giornali. Durante la notte, poi, la porta del Comune fu forzata e l’opera venne rubata. Io comunque scolpii un’altra statua che finì al museo del peperoncino».

Il peperoncino di Michele Valenza

Il peperoncino fallico dello scandalo realizzato da Michele Valenza per un'esposizione in Calabria

Nella sua accogliente casa/studio centinaia di sculture fanno bella mostra di sé e lì riceve entusiasti visitatori, scolaresche comprese. La collezione è ricchissima e la componente erotica è quella che più salta all'occhio ed e proprio quella che gli procurò problemi già quarant’anni fa quando scolpì una donna incinta messa in croce. Quando l’incauto acquirente la espose nella sua casa e la vide un prete, apriti cielo. Sulla nudità delle proprie opere però Valenza puntualizza: «Spoglio la pietra e non le persone. Scolpisco nudi perché è una mia forma espressiva, nulla di volgare, soltanto arte e nell'arte non esistono aspetti immorali».

Michele Valenza

Corpi nudi scolpiti nel marmo da Michele Valenza

Una passione che divampa quando è appena diciannovenne quella di Valenza: «Cominciai nel 1969 a scolpire il legno. Poi, nel ’72, dopo avere ammirato le statue di Michelangelo a Firenze, mi resi conto che la pietra, soprattutto l’alabastro, rendeva perfettamente quello che veramente desideravo esprimere. All’inizio comperavo la pietra a Volterra, poi però scoprii che esiste un ottimo alabastro nella vicina Sutera».
Michele Valenza nella sua carriera ha scolpito oltre 800 statue e soltanto a Seul, capitale della Corea del Sud, ce ne sono ben 110. «Mi trovavo a Roma dove esponevo. Il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Seul si innamorò delle mie opere, venne a trovarmi a Villalba dove nascono tutte le mie sculture e mi invitò in Corea. Fu un successo e da allora ho girato il mondo e le mie opere si trovano nella piazza centrale di Wellington in Nuova Zelanda, a Vilnius in Lituania, in Brasile, in Galles e in altri posti ancora come Francia, Cina, Cipro. Per altro anche io ho organizzato dei simposi a Monte-doro e Vallelunga Pratameno con artisti provenienti da ogni parte del mondo».
La scorsa estate Valenza è stato ospite con due distinte mostre che hanno riscosso notevole successo, a Mussomeli, capitale del Vallone e a Cefalù, tra le capitali mondiali del turismo.

Michele Valenza

Un'altro nudo di donna realizzato da Valenza

robmistretta@libero.it

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