La mostra

Pigrecoerrequadro di Giuseppe Livio, in arte veritas

Nella sala di invecchiamento delle Cantine Privitera di Gravina di Catania è in corso di svolgimento l’esposizione dell’artista catanese con quadri ispirati dalle Isole Eolie e i nuovi affreschi della cantina ispirati alla socialità del vino

Da tempo l’artista aveva in cuore di portare il vento che soffia intorno alle isole Eolie sulla isola madre. La scelta è quella di unire questa intenzione con il “terreno” quotidiano legato alla tradizione delle Cantine Privitera di Gravina di Catania un luogo autentico e familiare, parte della vita di Livio e origine delle sue pulsioni. Tutto questo si condensa nella mostra in corso fino all'11 febbraio cui si associano i sei affreschi ispirati alla socialità del vino realizzati con Ugo Vaccaielli nella sala di invecchiamento della cantina

Giuseppe Livio Pigrecoerrequadro

Le opere di Giuseppe Livio alle Cantine Privitera di Gravina di Catania. Gli affreschi sono opera di Livio e di Ugo Vaccaielli

Sull’Isola esistono, per fortuna, artisti e creatori differenti, alcuni stanno dentro la casta della severa figurazione rappresentativa altri sotto il palco del concetto, pochi riescono a vivere ed esprimere la relazione tra arte e libertà. Giuseppe Livio rientra tra i liberi imprevedibili, accesso da un fuoco inestinguibile che gli fa compiere segni audaci dentro una pittura visionaria e anche gesti di principio e di coraggio. Da tempo l’artista aveva in cuore di portare il vento che soffia intorno alle isole Eolie sulla isola madre per contaminare e mostrare quelle forme ispirate da lunghe permanenze su Vulcano, luoghi nei quali la vita si avvicina all’estremo naturale. La scelta è quella di unire questa intenzione con il “terreno” quotidiano legato alla tradizione delle Cantine Privitera di Gravina di Catania un luogo autentico e familiare, parte della vita di Livio e origine delle sue pulsioni, ambiente denso di una storia lunga, fatta di immagini e consuetudini, stagioni e tempo. E alle Cantine Privitera è in corso la mostra Pigrecoerrequadro.

Antonio Vitale e Giuseppe Livio

Il curatore Antonio Vitale con l'artista Giuseppe Livio durante il vernissage

«La mia intenzione - racconta Giuseppe Livio - è quella di far vedere che esiste un’anima dietro l’artista, anima che si trasferisce, se pura, nelle opere, i miei lavori mi divertono e al contempo trovano la via per comunicare e sensibilizzare». Dalla pittura di Giuseppe Livio non bisogna aspettarsi affinità dirette, meglio predisporsi ad un viaggio onirico dentro i gironi della vita che facilmente dimentichiamo, tra volti eccessivi di uomini e animali e visi di donne accesi in sguardi aperti e diretti, colori estranianti che persistono, a ben guardare, in questo mondo proposto troppo spesso vissuto con schermate a toni di grigio.

Giuseppe Livio Pigrecoerrequadro
Non esistono mezze misure nella serie Transfer, ogni visione è consegnata uguale alla sua apparizione, non filtrata dalle sovrastrutture di un pensiero castrante, ma liberate come creature nella natura ed «è esattamente quella la mia strada - afferma Livio -, sono sempre più convinto che tutto quello che appartiene alla natura racchiude l’esempio per noi esseri umani, non voglio più stare lontano dalla relazione tra ciò che è naturale e il mio linguaggio, non sono interessato a rappresentare, mi sento a mio agio solo se riesco a tenere gli occhi aperti». Cosa c’è di più limpido e coraggioso della volontà di mostrare i propri lavori guardando alle botti di legno come lo spazio naturale per le proprie opere, illuminarle pensando alla Sala di invecchiamento come il più istintivo dei musei o come il luogo migliore dove sostare e lasciarsi affascinare dall’arte.

Giuseppe Livio Pigrecoerrequadro

Anche i soffitti della sala, creata per far riposare il vino, ospitano grandi pitture disposte in sei scene, ispirate ad una raccolta di incisioni e xilografie del ’700, una gremita schiera di personaggi, tra re e regine, locandieri e avventori, tutti guardano in giù verso il centro della sala. Giuseppe Livio, che le ha realizzate insieme all’amico Ugo Vaccaielli, ha in mente di ribaltare le dimensioni e di far mescolare il pubblico alle vicende dipinte, ai sobri e agli ubriachi oppure ai nobili e ai viandanti che dal soffitto sembrano descrivere le loro esistenze, parlare per gesti, per situazione e per colore. L’ispirazione alle acqueforti francesi è solo la radice dell’idea perché la vibrazione e la follia escono dalle molte figure che albergano nell’artista, veri e propri fantasmi che hanno assunto il profilo di una nuova mitologia dentro la sua mente.

Giuseppe Livio Pigrecoerrequadro

Chi ha avuto il tempo e la curiosità di ascoltare Giuseppe Livio, avrà fatto tesoro di visioni laceranti, illuminate o incredibilmente buie che passano continuamente dagli stati d’animo più alti verso l’annichilimento totale per poi contagiare di una nuova e furente febbre tutto quello che lo circonda. Lui è il simbolo dell’artista indomabile che la Sicilia accudisce come una madre apprensiva e fiera, visionario per nascita e impossibile da chiudere in qualche recinto artistico o critico, ma lucido e consapevole sulla condizione umana.
Dalle Isole Eolie l’artista porta la ragione della natura che dovrebbe far di nuovo parte della ragione umana, l’arte è il suo mezzo e il suo contrappunto. Una volta, poco tempo fa, mi disse così: «Siamo ospiti non graditi di un mondo fantasticamente perfetto, l’arte salverà il mondo, soltanto se ci saranno ancora residui di umani veri».

Giuseppe Livio Pigrecoerrequadro

L'affresco "Le roi boit"

La scheda della mostra

Evento: Pigrecoerrequadro di Giuseppe Livio
Dove: Cantine Privitera, via Nino Martoglio 33, Gravina di Catania
Curatore: Antonio Vitale
Orari: fino a domenica 11 febbraio 2018, da lunedì a sabato dalle 8.30 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 19.30, domenica e festivi dalle 8.30 alle 13.30. Ingresso gratuito
Organizzatori: SPAZIOVITALEin e GLART
Info: 095.411965 e 338.2201643

luciforafrancesco@gmail.com

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