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A Sambuca di Sicilia un percorso museale tra arte e fede

La seicentesca Chiesa del Purgatorio, riaperta a 50 anni dal terremoto, è uno dei nuovi poli espositivi del Museo diffuso di Agrigento

Il percorso di visita della Chiesa del Purgatorio è caratterizzato da un susseguirsi di sale tematiche che accolgono opere di pregevole valore artistico provenienti dalle chiese colpite dalla devastazione causato dal terremoto della Valle del Belìce

Chiesa del purgatorio

La Chiesa del Purgatorio- Sambuca di Sicilia

Nel cuore del Belìce che diede i natali Giovanni Becchina, in arte Gianbecchina, l’Arcidiocesi di Agrigento e la Comunità ecclesiale, in collaborazione con il Comune la Soprintendenza di Agrigento, hanno realizzato un percorso di arte e fede nei locali della Chiesa del Purgatorio di Sambuca di Sicilia, danneggiata dal sisma del 1968 e recentemente restaurata. Il paese agrigentino che conta meno di seimila abitanti, insignito del titolo di Borgo dei Borghi nel 2016, è già uno scrigno d’arte proprio grazie al lascito del suo figlio illustre Gianbecchina le cui opere sono custodite in parte all’interno della chiesa di San Calogero, e in parte alla pinacoteca dell’Istituzione Gianbecchina, sorta nel dicembre 1997 in seguito alla generosa donazione di 190 opere dell'illustre artista al suo paese natio.

Pinacoteca Gianbecchina

pinacoteca dell’Istituzione Gianbecchina

Terra di vigneti e di ottimi vini, nonché custode anche di un patrimonio archeologico di prim’ordine come quello dell’Adranone, Sambuca da pochi giorni è uno dei nuovi poli espositivi del Museo Diocesano di Agrigento, inaugurato lo scorso 5 gennaio dall’assessore regionale ai Beni Culturali Vittorio Sgarbi, che fa parte del più ampio progetto di Museo-diffuso. Il Mudia (Museo diffuso di Agrigento) ha una sua sede centrale nella città di Agrigento e altre sedi espositive diffuse sul territorio della Diocesi, tra cui il Museo della Chiesa Madre di Aragona allestito nelle sale attigue alla Chiesa Madre, e il Museo della Chiesa Madre di Sciacca (in corso di allestimento). L’allestimento del museo sambucese è formato da semplici quinte architettoniche e vetrine che lasciano intatta la percezione degli spazi originari della seicentesca Chiesa del Purgatorio, riaperta dopo 50 anni. Il percorso di visita nella chiesa fondata dal sacerdote don Giuseppe Cicio con il nome di Miseremini Cappuccinelli e per lungo tempo sede della Confraternita della Buona Morte, è caratterizzato da un susseguirsi di sale tematiche che accolgono opere di pregevole valore artistico provenienti dalle chiese colpite dalla devastazione causato dal terremoto della Valle del Belìce.

Mudia

Uno dei pezzi custoditi all'interno della Chiesa del Purgatorio


Dopo l’inquadramento topografico dei siti coinvolti, l’esposizione segue per sale tematiche: la sala Feliciana, allestita dentro la chiesa, dedicata alla vita del frate cappuccino Fra Felice e alla sua arte pittorica attraverso l’esposizione dei dipinti più rappresentativi, tra cui l’unica pala firmata dal frate, da sempre esposta sull’altare maggiore di questa chiesa, che raffigura il Purgatorio e la purificazione delle anime. Dentro la chiesa un piccolo spazio è dedicato alle opere più rappresentative della chiesa di Santa Caterina, legate a nomi di artisti autorevoli e rappresentativi del Tardo-Rinascimento locale, quali Fra Innocenzo da Petralia e gli scultori della famiglia Lo Cascio di Chiusa Sclafani. Nei locali attigui, la Sala Planeta dedicata a Monsignore Diego Planeta, ultimo Giudice dell’Apostolica Legazia, che accoglie i parati liturgici a lui appartenuti, e una ricostruzione storica del Legato papale, nato in seguito alla dominazione normanna e in vigore fino alla prima metà del XIX secolo. Concludono il percorso espositivo la sala dei Paramenti e delle Suppellettili liturgiche e la sala San Giorgio, dedicata all’ex-Chiesa di San Giorgio e alle sue opere più significative.
La nascita del Polo espositivo sambucese è volta alla ricostruzione ideale di un patrimonio e di una immagine urbana parzialmente perduta, attraverso l’esposizione delle testimonianze artistiche ancora presenti.

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