La performance

Fabrice Moireau, due giorni di arte dal vivo con gli studenti palermitani

Il noto acquarellista francese, attualmente in esposizione alla Fondazione Federico II con la mostra "Sicilia, il Grand Tour", venerdì 26 e sabato 27 gennaio sarà a tu per tu con gli studenti e darà vita a ad una performance dal vivo: realizzerà uno schizzo con l’ispirazione di Palazzo Reale e della Cappella Palatina, per poi rispondere alle domande dei ragazzi

Nel dettaglio sono due gli appuntamenti: venerdì 26 gennaio alle 15.30, l’acquerellista incontrerà un gruppo di giovani dell’Accademia di Belle Arti di Palermo del corso di Tecniche Pittoriche, di Pittura e Grafica d’Arte. Sabato 27 gennaio alle 10,30 sarà invece la volta degli studenti del Liceo Classico Statale Umberto I e del Don Bosco Ranchibile, con le classi che seguono il percorso di alternanza scuola-lavoro con la Fondazione Federico Secondo

Fabrice Moireau

L'acquarellista francese Fabrice Moireau

«Sarà emozionante. Da trent'anni vado in giro per il mondo e disegno quello che vedo. Stavolta lo farò davanti ai giovani che vivono questa terra unica, un piccolo continente con mare, montagna, arte e storia». 
La terra in questione è la Sicilia. Le parole sono di Fabrice Moireau, l’artista-viaggiatore francese, famoso per i suoi acquerelli, tecnica con la quale sta ridisegnando il mondo. E che adesso si “metterà a nudo” per la prima volta, dipingendo davanti ad un pubblico selezionato.  
Moireau ha viaggiato in lungo e in largo ma più di ogni altro luogo, è stato affascinato dalla Sicilia, un tempo raccontata e ammirata dallo scrittore e poeta tedesco Wolfgang Goethe. Ed è così che nasce la mostra “Sicilia, il Grand Tour”; un lavoro durato due anni di ricerche e scoperte trascorsi nell’Isola sulle tracce degli antichi viaggiatori. 
 
Venerdì 26 e sabato 27 gennaio, si terrà un evento nell’evento. Moireau sarà, infatti, a Palermo a tu per tu con gli studenti e darà vita a ad una performance dal vivo: realizzerà uno schizzo con l’ispirazione di uno tra i luoghi più suggestivi al mondo, Palazzo Reale e la Cappella Palatina. Dopo aver eseguito lo schizzo di uno scorcio del Palazzo, Moireau risponderà alle domande dei ragazzi. 
 

Fabrice moireau acquerello di Palazzo Reale Palermo

Palazzo Reale di Palermo in un acquerello di Fabrice Moireau


Nel dettaglio sono due gli appuntamenti: venerdì 26 gennaio alle 15.30, l’acquerellista  incontrerà un gruppo di giovani dell’Accademia di Belle Arti di Palermo del corso di Tecniche Pittoriche, di Pittura e Grafica d’Arte. Sabato 27 gennaio alle 10,30 sarà invece la volta degli studenti del Liceo Classico Statale Umberto I e del Don Bosco Ranchibile, con le classi che seguono il percorso di alternanza scuola-lavoro con la Fondazione Federico Secondo. 
 
Il gradimento da parte dei visitatori, che hanno apprezzato l’esposizione oltre ogni aspettativa, ha spinto la Fondazione Federico II a prorogare fino al 28 febbraio la mostra, attualmente esposta nelle Sale Duca di Montalto al Palazzo Reale di Palermo. “Sicilia, il Grand Tour” è anche un libro edito dalla Fondazione Tommaso Dragotto.
 
Adesso i riflettori sono puntati sulla performance: quel momento intimo, di comunione tra luogo e artista, diventerà per una volta pubblico. Ai giovani artisti siciliani del futuro la chance di osservare quel contatto tra l’anima dei luoghi e l’anima di Moireau. La Sicilia attraverso lo sguardo dello straniero. Stavolta tuttavia ci troviamo di fronte ad un esperimento: il flusso di energia coinvolgerà infatti anche un terzo elemento, il pubblico stesso. 
 
E se sarà un’emozione per l’artista, lo sarà anche per i ragazzi dell’Accademia, che già fremono, come Rossella e Carmen, studentesse di Modica. «Abbiamo visto gli acquerelli di Moireau – dicono – e ci ha colpito che non completa mai tutto il soggetto, lascia un alone come fosse una storia da completare. Gli chiederemo perché. E poi non immaginavamo di trovare anche Modica col Duomo di San Giorgio. E’ uno che viaggia davvero». E in effetti il viaggio di Moireau è capillare. C’è, per fare un esempio, Canicattì. Dalla cittadina agrigentina proviene Dina, un’altra studentessa dell’Accademia. E’ entusiasta: «Sarà una bella esperienza. Non mi stupisco che anche Louis Vouitton lo abbia scelto per realizzare degli acquerelli, una tecnica che si sposa benissimo col mondo della moda». 
Ma la docente di tecniche pittoriche, Giovanna Filippello, invita gli studenti a sfruttare concretamente questa opportunità. «Incontriamo spesso difficoltà – dice - a reperire notizie sulle tecniche quando studiamo nei testi, dove troviamo invece il contesto storico culturale o cenni biografici. Mi riferisco non solo all’indicazione della tecnica, se olio o acquerello, ma ai processi di esecuzione dell’opera. Questa è un’opportunità che va sfruttata fino in fondo, anche perché spesso gli artisti non sono generosi nel raccontare il loro percorso di lavorazione della materia e svelare alcuni segreti. E’ pure un modo per misurarsi».   
 
Tecnica ed emozioni. Del resto, come si legge in una citazione riportata nel libro “Sicilia, il Grand Tour”, «L’intensità della vita non si misura con il numero dei respiri, ma in base ai luoghi e ai momento che ci hanno fatto mancare il fiato» e per due secoli uomini d’ingegno sono approdati nell’Isola con la consapevolezza che qui avrebbero trovato il senso alle domande più profonde della loro anima. 
 
Questa due giorni rappresenta anche il primo step di un nuovo programma sui giovani, ben più ampio e articolato, che la Fondazione Federico II porterà avanti nel prossimo triennio. 
 
ORARI. Palazzo Reale, Cappella Palatina e mostra “Sicilia, il Grand Tour” sono visitabili dal lunedì al sabato dalle ore 8.15 alle ore 17.40 (ultimo biglietto ore 17.00). Domenica e festivi dalle 8.15 alle 13 (ultimo biglietto ore 12.15).

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