Arte

Giovanna Lentini: «Senza rosso non c’è vita»

L’artista marsalese, trasferitasi per lavoro sul Lago di Como ha dedicato all’affascinante specchio d’acqua lariano undici tele dove il lago è rappresentato con i suoi colori pacati e polverosi

In quasi tutte le opere di Giovanna Lentini è presente un pizzico di rosso brillante: «Rappresenta la passione e l’energia delle nostre azioni»

Giovanna Lentini foto Clara Greco

L'artista Giovanna Lentini foto di Clara Greco

Il mare di Marsala la culla, il lago di Como oggi la avvolge. Giovanna Lentini, artista apprezzata dalla critica e dai collezionisti, dipinge le sue opere trascinata da un flusso interiore ispirato ai suoi luoghi, d’origine e dove vive. Perché attraverso l'arte si comunicano le emozioni e ogni ciclo di vita rappresenta un'emozione da esternare.
«L’arte non è altro che sentimento e libertà, gioia di vivere e comunicare – afferma l’artista marsalese -. Le circostanze della vita mi hanno portato nel novembre del 2015 a trasferirmi nel Nord Italia (sono una precaria della scuola che per avere l’immissione in ruolo ha dovuto lasciare la Sicilia), trasferendomi così dal nostro splendido mare al pur incantevole Lago di Como, due realtà molto diverse ma che hanno in comune la bellezza della natura. Ho scelto di vivere a Cernobbio e di ricreare il mio mondo in questo magnifico comune della provincia di Como, conosciuto in tutto il mondo per le sue attrattive turistiche. Il lago mi ha affascinato e dopo averlo esplorato e ammirato, ho sentito il bisogno di rappresentarlo con i suoi colori pastello, pacati e polverosi, con il verde lussureggiante dei monti che lo circondano. Il mio spirito ha trovato un attimo di tranqullità e quiete, un intervallo azzurro dopo il dinamismo delle pennellate rosse sul bianco. Da queste emozioni sono nate 11 tele dedicate al lago di Como che definisco un abbraccio con i suoi monti che lo circondano e proteggono, un luogo rassicurante dove proteggersi e stare tranquilli, a differenza del mare, che definisco a braccia aperte immenso, infinito e che accoglie tutti , con la linea d’orizzonte che fa trascendere e immaginare. La natura e la spiritualità sono il leit motiv della mia arte e da qui sono nate le opere del 2015/16 Noi/Natura ispirazione lago, che ho esposto a Villa Carlotta sul Lago di Como lo scorso anno».

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Tre delle tele di Giovanna Lentini dedicate al Lago di Como


I colori rappresentano stati d'animo: tra il bianco dominante e toni del blu c’è sempre il rosso, anche quel filo che contraddistingue le opere?
«I colori ci permettono di esprimere e rappresentare non solo la realtà che ci circonda, ma anche la nostra personalità. Chi mi conosce sa che quasi in tutte le mie opere è presente un pizzico di rosso brillante e vivo sul bianco, perché, come dico spesso, “senza rosso non c’è vita” e per rosso intendo la passione, cuore, energia, volontà, dinamismo e forza, cioè quanto ogni nostra azione richiede per ottenere dei risultati e vivere con entusiasmo, trasmettendo impegno, ottimismo e generosità. Mai niente fu fatto senza la passione e l’energia del rosso. Anche il filo, che rappresenta la continuità della vita, è un altro elemento che contraddistingue la mia ricerca artistica, filo prezioso argenteo, di seta e lana, a volte originato solo dal colore e altre ricamato sulla tela con pazienza e amore, la pazienza e soprattutto l’amore che la vita richiede senza mai perdere il fil rouge. Si tratta quasi di cucire sogni e frammenti dell’esistenza. Nel 2013 proprio con i fili e tessuti preziosi, ho creato il ciclo di opere Elogio dell’imperfezione esposte alle Cantine Florio di Marsala con catalogo edito da Itinera Lab, e dove ho cercato di rappresentare il senso di precarietà e imperfezione della nostra esistenza, e allo stesso tempo, la bellezza insita in essa. L’arte da sempre guarisce le ferite e dona oblìo».
Un’artista contemporanea è più libera di esternare un’espressione assoluta in ciò che dinanzi a una tela vuole rappresentare?
«Sì, oggi viviamo in una società che ci consente se abbiamo dentro la forza (il rosso) di essere liberi, non soltanto di essere pittori o scultori… ma anche di amare chi vogliamo e come vogliamo. Da sempre essere artista significa avere il coraggio di sentirsi libero e identificarsi nelle proprie creazioni, avere il coraggio di mettersi a nudo attraverso le opere. Solo così un’opera diventa unica ed indimenticabile, coinvolgendo i fruitori in un’esperienza liberatoria e in un nutrimento spirituale, visivo e intellettuale che cerca, almeno per un po’, di far volare alto e alleggerire l’uomo dal peso della realtà. L’arte è la più alta forma di resistenza alla bruttezza e alle ingiustizie del mondo».
La Sicilia sempre nel cuore, con il suo calore e i suoi colori forti. Poi la vita in Nord Italia e quei paesaggi dai toni più tenui e omogenei. Che nomi si possono dare a due collezioni concepite ognuna in luoghi così diversi?
«Cerco sempre di cogliere la bellezza e la poesia del mondo che mi circonda, ma la Sicilia e Marsala, la mia città, rappresentano le mie radici bianche e luminose come il sole dell’Isola, le bianche distese di sale, e sono per me nettare e linfa vitale».
Le mostre: ci saranno imminenti vernissage?
«Sto esponendo alcune opere nella sede di Banca Generali Private a Marsala e nel periodo di Natale parteciperò a una mostra collettiva a Como organizzata dall’associazione culturale Segreta Isola della quale mi onoro di far parte. Per altri appuntamenti già in programma dobbiamo aspettare il 2019: la felicità viene da te stesso, non dall’esterno, questo è il mio punto di partenza per il nuovo anno».
agatapatriziasaccone@gmail.com

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