Il concerto

Haley Morgan Myles: «La Sicilia, e soprattutto Catania, avrà sempre un posto speciale nel mio cuore»

Intervista alla giovane pianista americana che il 10 novembre aprirà la stagione della Società Catanese Amici della Musica

Sarà la pianista americana a inaugurare la stagione della Società Catanese Amici della Musica, che riparte sotto la presidenza di Tony Maugeri e la direzione artistica di Daniele Petralia. Un’ allieva di quest’ultimo, per l’occasione, è la protagonista del concerto pianistico del 10 novembre avviando così un calendario di 18 eventi sino a giugno 2018

haley morgan Myles

La pianista americana Haley Morgan Myles, allieva a Catania di Daniele Petralia

Sarà la pianista americana Haley Morgan Myles a inaugurare la stagione 2017-2018 della Società Catanese Amici della Musica, che riparte sotto la presidenza di Tony Maugeri e la direzione artistica di Daniele Petralia. Un’ allieva di quest’ultimo, per l’occasione, è la protagonista del concerto pianistico che  avrà luogo venerdì 10 novembre al Katane Palace Hotel alle 19, avviando così un calendario di 18 manifestazioni sino a giugno 2018.

Haley Morgan Myles e Daniele Petralia

Haley Morgan Myles e Daniele Petralia

La pianista,  che ha conseguito nel 2016 la Laurea in Pianoforte all’Università dell’Arkansas con il massimo dei voti, formandosi sotto la guida di Jura Margulis e risultando destinataria della borsa di studio dedicata a Stella Boyle Smith, oltre ad essersi esibita come solista in Austria, Germania, Stati Uniti, Italia, Regno Unito e Portogallo, ha partecipato attivamente a Master Classes Internazionali con illustri docenti e pianisti quali Boris Petrushansky, Daniele Petralia, Paul Badura Skoda e Piero Rattalino, e presso istituzioni prestigiose (Mozarteum di Salisburgo, Accademia Pianistica di Imola).  

L’artista vive a Londra dove frequenta il Master in Music Performance presso il London College of Music sotto la guida di Alvin Moisey. Attualmente si sta perfezionando col pianista catanese Daniele Petralia, curando un ampio repertorio da Bach sino al Novecento di Schoenberg, con una spiccata preferenza per l’ambito classico e romantico. Il programma del concerto si delinea dal Settecento della “Ciaccona in re minore per pianoforte dalla seconda partita per violino” di Bach-Busoni, all’alveo romantico dei Notturni di Chopin op. 27 n. 2 in Reb maggiore e op. 48 n. 1 in do minore, e della “Vallée d’Obermann” (da Anni di pellegrinaggio, primo anno.”Svizzera”) di Franz Liszt, sino alla modernità di Alberto Evaristo Ginastera  con 3 Danzas Argentinas op. 2 (Danza del vecchio pastore, Danza della bella fanciulla, Danza del cowboy arrogante).

Abbiamo avuto l’opportunità di rivolgere qualche domanda alla pianista.

Quale ruolo  ha avuto la musica nella sua vita?
«Ho amato la musica sin da quando ero piccola. Il mio primo strumento era il violoncello, in seguito mi sono accostata al flauto. La passione per il pianoforte e la musica mi ha dato sollievo e conforto soprattutto quando mi sono trasferita dagli Stati Uniti alla Spagna, all’età di 15 anni: è stato allora che ho ripreso lo studio del piano e ho deciso di continuarlo dal punto di vista professionale».

Quale aspetto reputa fondamentale in un docente e ha colto maggiormente nel suo apprendistato pianistico?
«Ho incontrato docenti che si limitavano a un’ora di lezione alla settimana, senza tenere conto delle esigenze degli studenti. Quello che ho apprezzato in particolare nel Maestro Petralia è la disponibilità a prolungare il tempo della lezione in ampia misura accertando che i suoi allievi abbiano compreso i suoi insegnamenti. Talvolta alcuni docenti peccano  di eccessivo criticismo perché  considerano il piano classico molto competitivo, ma questo metodo arreca solo danno e nessun beneficio. Invece gli aspetti più importanti sono l’entusiasmo, il supporto morale che si offrono all’alunno,  e  l’abilità o il modo di comunicare l’idea musicale che permette di conseguire risultati quasi istantanei, come quelli che raggiungo grazie al mio maestro».

Quando ha conosciuto la Sicilia? Cosa metterebbe in rilievo di questa terra e dei siciliani?
«Ho viaggiato per la prima volta in Sicilia a quindici anni, quando ho visitato Palermo. Sin da allora sono ritornata nell’isola innumerevoli volte, persino rimanendo a Catania tre mesi lo scorso anno. Per la mia esperienza i siciliani sono incredibilmente calorosi e il cibo è  straordinario: io amo l’arancino e la granita. La Sicilia, e soprattutto Catania, a cui lego memorie di estati passate, avrà sempre un posto speciale nel mio cuore».

annaritafontana@virgilio.it

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