Il disco

Dino Rubino: «La felicità? Arriva quando non la cerchi»

Anticipato dal singolo Van Gogh - «Un racconto della fragilità umana» -, è stato pubblicato dalla TùK Records di Paolo Fresu "Where is the happiness?" il nuovo disco del pianista e trombettista etneo

"Where is the happiness?", il nuovo disco del pianista e trombettista jazz etneo, da anni trasferitosi a Parigi, nasce da un'esigenza emotiva: «L’arte non si trova solo nell’arte; è nella vita di tutti i giorni, perché in fondo saper vivere la vita
nelle sue infinite sfumature, belle e meno belle, è una arte»

Dino Rubino

Il pianista etneo Dino Rubino

Anni fa, il regista Gabriele Muccino, a Hollywood, andava alla ricerca della felicità in compagnia di Will Smith. Intanto, Bobby McFerrin, cantava di “non preoccuparci. Di essere felici”. La ricerca della felicità, in fin dei conti, è un argomento sempre d'attualità. Dipende da come lo affronti. E con chi. Se la cercho solo ed esclusivamente per te o anche per chi ti sta accanto, per chi ti circonda.
Dino Rubino, originario di Biancavilla, vecchia volpe della musica jazz e dintorni, lo fa a modo suo, il migliore, con alcuni compagni di viaggio di prestigio con i quali ha registrato il suo nuovo cd per la Tùk Music di Paolo Fresu. Un viaggio nella geografia della felicità che parte da Joyfull e arriva sull'Etna, si tinge dei colori di Blanc et Noir per poi planare sul Mondo e trovare la quadra proprio in Happiness. E se al centro ci sta la musica, tutta la musica di Rubino, il contorno è fatto di poesia...

Dino Rubino Where is the happiness

Where is the Happiness? appare, come è ormai tua abitudine, un prodotto estremamente curato sia dal punto di vista musicale che per il cosiddetto “packaging”. L'immagine di Joanna Gniady in copertina, e un corpo di poesie ognuna delle quali “cammina” insieme ad un brano. Puoi raccontare, passo dopo passo, la realizzazione di questo cd?
«Questo disco, come un po’ tutti gli altri, nasce da una esigenza emotiva. Penso che chi scrive musica, poesie, chi dipinge quadri e chi si avvicina alle arti in generale, lo fa perché sente di avere qualcosa dentro da voler comunicare col mondo esterno. Allo stesso tempo credo che l’arte non si trovi solo nell’arte; l’arte è nella vita di tutti i giorni, in ogni singolo istante perché in fondo saper vivere la vita nelle sue infinite sfumature, belle e meno belle, è una arte. Tutti, dunque, siamo chiamati a diventare artisti».

Il cd è accompagnato anche da uno splendido video. Come “interagiscono” musica e immagini?
«Gianluca Premananda e Giovanni Tomaselli (che ha curato il montaggio) sono stati ottimi compagni di viaggio, ragazzi pieni di talento, passione, creatività e sensibilità. La musica è, per me, immagini. Nel caso specifico del videoclip, sia il brano Van Gogh, sia il senso del video, è in fondo un racconto sulla fragilità umana. Fragilità intesa come fragilità ma anche come forza, fragilità intesa come emarginazione e allo stesso tempo come genialità».

Ad accompagnarti in questo viaggio alla ricerca della felicità ci sono alcuni musicisti che rappresentano il “gotha” del jazz, e non solo, di marca tricolore. Puoi parlarci di come hai costruito questa formazione di “all stars”?
«Ogni singolo musicista presente nel disco ha una storia a sé e mi piacerebbe dire due parole su ognuno di loro. Angelo Bonaccorso (corno nda) e Gaetano Cristofaro (clarinetto nda) sono due bravissimi musicisti siciliani che suonano strumenti rari e particolari, rispettivamente corno francese e clarinetto basso. Con entrambi ho avuto il piacere di collaborare anche nel disco precedente, Kairòs. Adam (Nussbaum, batteria nda), Paolino (Dalla Porta, contrabbasso nda) ed Emanuele (Cisi, sax nda), come spesso capita nel jazz, li ho conosciuti “on the road". Avendo avvertito una affinità artistica è per me una gioia collaborare con loro. Giuseppe (Mirabella, chitarre nda), oltre ad essere un bravissimo musicista, è un mio carissimo amico con il quale condivido molti momenti al di fuori della musica».

Where is the happiness? è prodotto dalla Tùk Music, l'etichetta creata da Paolo Fresu che del disco è anche il produttore. Il vostro è un rapporto di reciproca stima che va avanti da diversi anni. Con Paolo suoni anche in quella che definirei una sorta di “attività diversificata”. Puoi parlarci dei tuoi vari progetti musicali?
«Al momento c’è l’On Air Trio il trio con Paolino Dalla Porta ed Enzo Zirilli ed il piano solo, con cui qualche anno fa ho registrato un disco a Parigi Roaming Heart. Vorrei aggiungere due progetti i quali, pur non essendo leader, sento molto vicini; il trio di Aldo Romano, batterista di origini italiane che da più di sessant’anni vive a Parigi, con cui ho appena registrato un disco prodotto in Francia Mélodies en noir et blanc assieme Michel Benita al contrabbasso, ed un nuovo progetto musico/teatrale di Paolo Fresu che partirà in ottobre 2018 di cui farò parte».

Dino Rubino e Paolo Fresu

Dino Rubino e Paolo Fresu

Undici brani compreso Sugar Man di Sixto Rodriguez. Come mai hai inserito questo pezzo del cantautore americano?
«Una sera mi trovavo a Vicenza dentro la mia camera di albergo e messaggiando con una amica mi suggerisce di vedere un film/documentario sulla vita di un certo Sixto Rodriguez, Sugar Man. La sua storia, la sua vita, il suo volto e soprattutto la sua voce mi colpirono talmente tanto che questo artista, con la sua musica, iniziò ad accompagnarmi nei miei vari momenti di vita. Da qui la decisione di incidere Sugar Man».

Dino Rubino

Dino Rubino, foto di Roberto Cifarelli

Anni fa, il batterista dei Queen, Roger Taylor, pubblicò un album dal titolo Happiness?. La canzone diceva che “tutto ciò di cui abbiamo bisogno è la felicità”. Tu, dove la cerchi questa “happiness”?
«Vorrei rispondere a questa domanda con una bellissima poesia di Hermann Hesse: Fin quando dai la caccia alla felicità / non sei maturo per essere felice / anche se quello che più ami è già tuo. / Fin quando ti lamenti del perduto / ed hai solo mete e nessuna quiete / non conosci ancora cos’è pace./ Solo quando rinunci ad ogni desiderio / e non conosci né meta né brama / e non chiami per nome la felicità. / Allora le onde dell’accadere non ti raggiungono più / e il tuo cuore e la tua anima hanno pace».

l.lodato@lasicilia.it

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