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La scuola è diventata davvero "urticante"

Atuttascuola, la "classe" non è acqua / Dopo l'inquietante episodio degli studenti livornesi che hanno ferito compagni e professori con lo spray al peperoncino per saltare il compito in classe, riusciranno i docenti a trasmettere ancora i buoni vecchi valori, con tutto un mondo che rema contro?

Che cosa non si farebbe per evitare un compito in classe. Anche intossicare professori e compagni. E mettere in subbuglio un’intera scuola. E la cosa preoccupante è che il fenomeno sembra voler diventare addirittura seriale. E’ successo qualche giorno fa a Livorno, all’istituto Commerciale “Amerigo Vespucci”. Per evitare una noiosa verifica, basta uno spray al peperoncino. Un po’ di paura, il tempo scorrerà e niente compito.

Spray al peperoncino

Ma in che scuola viviamo? Spray al peperoncino per saltare il compito in classe

Quante cose belle, costruttive ed edificanti accadono tra le pareti delle nostre scuole? Tante, tantissime. Sono frutto del lavoro di dirigenti e docenti attenti e volenterosi;  e soprattutto di alunni meno distratti e svogliati di quanto spesso, forse ingiustamente, si creda.

Di questa miriade di cose belle che nascono in classe il blog Atuttascuola sarà la vetrina privilegiata, che ospiterà tante storie di studenti modello o di buone iniziative che ancora oggi gli operatori dell’istruzione, pur tra mille difficoltà, abbracciano e sostengono. Parallelamente intendiamo offrire un servizio a tutti gli istituti siciliani per la diffusione di iniziative, concorsi, attività che possano testimoniarne la vitalità.

Perché nella scuola isolana, a dispetto di qualche ombra, c’è tanta vita, tanto impegno. Che Atuttascuola possa, come il mitico Caffè di illuminista memoria, parlare con prontezza e con vivacità dei temi più attuali, dei bei lavori di crescita e formazione dei giovani siciliani, per il raggiungimento di uno scopo morale e sociale insieme: l’utilità dei lettori e la divulgazione del bello e del buono. Perché la scuola, se è davvero buona scuola, forgia i cittadini di domani, creando una coscienza civile solida e duratura. Forse tutti insieme, a poco a poco, con la semplice forza della parola e i vostri contributi, possiamo farcela. Ad maiora.

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Che cosa non si farebbe per evitare un compito in classe. Anche intossicare professori e compagni. E mettere in subbuglio un’intera scuola. E la cosa preoccupante è che il fenomeno sembra voler diventare addirittura seriale.

E’ successo qualche giorno fa  a Livorno, all’istituto Commerciale “Amerigo Vespucci”. Per evitare una noiosa verifica, basta uno spray al peperoncino. Un po’ di paura, il tempo scorrerà e niente compito.

Invece non è andata esattamente così. Lo spray, infatti, ha finito causato irritazioni agli occhi a una ventina di studenti e anche a un'insegnante, che soffriva di allergia: per sette malcapitati, dunque, si sono aperte le porte del Pronto soccorso per intossicazioni non gravi, ma l'intero edificio è stato poi evacuato per precauzione.

Grande caos generale, con massiccio intervento di vigili del fuoco, polizia e volontari del 118. La dirigente, Simonetta Costagliola, ha subito convocato d’urgenza un consiglio di classe disciplinare in forma straordinaria, al quale hanno partecipato tutti gli studenti della seconda coinvolti, insieme, naturalmente, ai professori e ai genitori. Sono stati così individuati, dopo lunghe e travagliate indagini, a causa del muro di silenzio eretto dai ragazzi attorno agli autori, i nomi dei tre responsabili del grave episodio.

Conclusione dell’increscioso boicottamento del famigerato compito: quattro giorni di sospensione con obbligo di frequenza all’intera classe e niente più gite. Agli alunni incriminati ulteriori dieci giorni di sospensione alla ripresa delle attività didattiche, col rischio che si profilino conseguenze penali per procurato allarme e interruzione di pubblico servizio.

Compito in classe

Ma la cosa tragica è scoprire, con triste meraviglia, che la pratica  sta diventando una moda. Agli inizi di ottobre, all’Itis Nobili di Reggio Emilia, otto studentesse di 14 anni sono finite in ospedale, con tosse, irritazioni alla gola, al naso e agli occhi, sempre per uno spray al peperoncino. Indagando, è stato scoperto che una ragazza aveva portato a scuola lo spray, che le era stato comprato, udite udite, dai genitori per autodifesa. Da qui a giocarci un po’, il passo è stato breve.

E sempre a Livorno la settimana precedente all’Iti Galilei era accaduto un episodio simile con numerosi studenti e insegnanti finiti al Pronto soccorso.

Dobbiamo leggerla alla leggera, come una bravata di adolescenti? O azzardare un’interpretazione più approfondita? Evitare le responsabilità. O scavalcare l’ostacolo con espedienti e mezzucci di fortuna. Oppure, come spesso accade, copiare, copiare, copiare. La scuola si conferma un microcosmo della società. Vince chi se la cava, chi sa giocare non proprio pulito, chi fugge la prova invece di affrontarla, tanto poi la si passa (quasi) liscia.

Riusciranno i docenti a trasmettere ancora i buoni vecchi valori, con tutto un mondo che rema contro? La scuola è diventata davvero urticante, meno male che Fortuna audaces iuvat…

silvalaporta@tiscali.it

Silvana La PortaL'autore

Silvana La Porta è docente liceale di Lettere a Giarre e giornalista pubblicista. Collabora stabilmente al magazine di informazione scolastica "La tecnica della scuola" e recensisce libri e spettacoli per "La Sicilia".

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