La mostra

A Palermo il fotogiornalismo di Robert Capa

Dal 25 aprile al 9 settembre, il Real Albergo dei poveri ospita la mostra "Robert Capa retrospective" promossa dall’Assessorato regionale ai beni culturali e all’identità siciliana in occasione di Palermo Capitale della Cultura 2018. Sono esposte 107 fotografie in bianco e nero, che il fotografo, tra i fondatori di Magnum Photos, ha scattato dal 1936 al 1954

Eliminando le barriere tra fotografo e soggetto, le opere di Capa raccontano la sofferenza, la miseria, il caos e la crudeltà della guerra. La mostra, divisa in 12 sezioni, si conclude con una sezione dedicata ai ritratti di amici e artisti, da Ernest Hemingway, a Pablo Picasso, da Henri Matisse a Truman Capote. La mostra comprende una sezione speciale dedicata alle fotografie scattate da Capa in Sicilia durante l'ultima Guerra

Scatto di Robert Capa

Scatto di Robert Capa in Indocina (l'attuale Vietanam) nel 1954

«Se le tue foto non sono abbastanza buone, non sei abbastanza vicino» Robert Capa.

La mostra “Robert Capa Retrospective”, dedicata alla figura di spicco del fotogiornalismo del XX secolo, in occasione delle celebrazioni dei 70 anni dalla fondazione di Magnum Photos, giunge a Palermo presso il Real Albergo dei Poveri, dal 25 aprile al 9 settembre. La rassegna è promossa dall’Assessorato regionale ai beni culturali e all’identità siciliana in occasione di Palermo Capitale della Cultura 2018 ed è organizzata da Civita in collaborazione con Magnum Photos, e la Casa dei Tre Oci.

Robert Capa (Budapest, 22 ottobre 1913-Thai Binh, Indocina, 25 maggio 1954), è stato lo pseudonimo di Endre Friedmann, inventato nel 1936 insieme alla compagna Gerda Taro. Il progetto curatoriale di Denis Curti, fa fede alla mostra originariamente curata da Richard Whelan. La rassegna, presenta 107 fotografie in bianco e nero, che il fotografo, fondatore di Magnum Photos nel 1947 insieme a Henri Cartier-Bresson, George Rodger, David “Chim” Seymour e William Vandivert, ha scattato dal 1936 al 1954, anno della sua morte in Indocina, per una mina anti-uomo.

Robert Capa Contadino siciliano

Robert Capa, contadino siciliano indica ad un ufficiale americano la direzione presa dai tedeschi nei pressi di Troina, 4-5 agosto 1943

Eliminando le barriere tra fotografo e soggetto, le sue opere raccontano la sofferenza, la miseria, il caos e la crudeltà della guerra. Gli scatti, divenuti iconici – basti pensare alle uniche fotografie (professionali) dello sbarco in Normandia delle truppe americane, il 6 giugno 1944 – ritraggono cinque grandi conflitti mondiali del XX secolo, di cui Capa è stato testimone oculare. «Se la tendenza della guerra – osserva Richard Whelan, biografo e studioso di Capa – è quella di disumanizzare, la strategia di Capa fu quella di ri-personalizzare la guerra registrando singoli gesti ed espressioni del viso. Come scrisse il suo amico John Steinbeck, Capa “sapeva di non poter fotografare la guerra, perché è soprattutto un’emozione. Ma è riuscito a fotografare quell’emozione conoscendola da vicino, mostrando l’orrore di un intero popolo attraverso un bambino».

L’esposizione si articola in 12 sezioni: Copenhagen 1932, Francia 1936-1939, Spagna 1936-1939, Cina 1938, Gran Bretagna e Nord Africa 1941 – 1943, Italia 1943 – 1944, Francia 1944, Germania 1945, Europa orientale 1947, Israele 1948-1950, Indocina 1954. La mostra si conclude con una sezione dedicata ai Ritratti di amici e artisti: Gary Cooper, Ernest Hemingway, Ingrid Bergman, Pablo Picasso, Henri Matisse, Truman Capote, John Huston, William Faulkner, Capa stesso insieme a John Steinbeck, e infine un ritratto del fotografo scattato da Ruth Orkin nel 1951.

Robert Capa Pablo Picasso e francoise gilot

Robert Capa, Pablo Picasso e Francoise Gilot, Golfe-Juan, Francia, agosto 1948

La mostra comprende una sezione speciale dedicata alle fotografie scattate da Capa in Sicilia. Il fotografo era giunto qui nel luglio del 1943 imbarcato su una nave che portava rifornimenti e fungeva da copertura per l'avanzata della Settima Armata del generale George D. Patton. Le truppe americane spingevano verso Palermo, dove trovarono ad accoglierle la popolazione esultante per la fine dell'occupazione tedesca. Sarà messa a disposizione di tutti i visitatori, inclusa nel biglietto di ingresso, una audioguida in italiano e in inglese, con cui seguire tutto il percorso espositivo.

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