Il concerto

A Catania la carica dal vivo di Lello Analfino e i Tinturia

Venerdì 27 aprile al MA il concerto della band agrigentina tra i gruppi simbolo del pop Made in Sicily a livello nazionale e internazionale

In puro stile “made in Sicily”, ogni volta la scaletta non è mai la stessa perché ogni volta è un racconto, un dialogo con il pubblico. Analfino: «Portiamo in giro la Sicilia senza coppola e baffetti, che ride dei problemi senza sottovalutarli, quella che non ha colore politico»

Tinturia

I Tinturia dal vivo

Tinturia venerdì 27 aprile e Kunsertu, sabato 28 aprile. Si annuncia ricco di grandi band siciliane il week end del MA di Catania, il club di via Vela, da 13 anni palcoscenico privilegiato della musica e dell’intrattenimento. Si comincia, quindi, venerdì 27 aprile con il concerto dei Tinturia di Lello Analfino, all’interno del format Fun or Nothing. Da mezzanotte e mezza si passa alla Main Room con i dj set di Fun or Nothing, che questa settimana si affida alla coppia in rosa formata dai resident dj’s Mariagrazia Vinciguerra e Frea Gerbo affiancata da Ugo Macaluso. Dalle 23 in Birreria partono le selezioni di Fabrizio Serio e Antonio Oliva.

Lello Analfino e Tinturia. La formazione: Lello Analfino voce; Angelo Spataro batteria; Lino Costa chitarra; Peppe Milia chitarra; Edoardo Musumeci chitarra; Domenico Cacciatore basso. Come sempre, in tantissimi li aspettano per ballare gli storici successi e i brani dell’ultimo album “Precario”, che dà anche il nome al tour che li vede sempre in giro, anche oltre lo Stretto. Immancabile dal vivo il “tormentone” “92100”, divenuto un inno siciliano, scelto anche dagli amici Ficarra e Picone per “L’ora legale” dando – letteralmente – inizio al film con le inconfondibili e familiari note del brano. Un’intesa decennale quella tra i comici palermitani, Analfino e il gruppo, iniziata nel 2002 con la colonna sonora del film “Nati stanchi” e proseguita con delle serenate più intense di sempre – Cocciu D’Amuri, colonna sonora di “Andiamo a quel paese”.
Nati nel 1996 a Raffadali, nell’Agrigentino, i Tinturia hanno fatto cantare e ballare migliaia e migliaia di persone nelle piazze più importanti della Sicilia, la loro sicilianità ha attraversato lo Stretto, portando sul palco ironia, protesta e voglia di normalità: dal rock al folk, dal pop al rap, dall’indie al reggae, dal metal all’elettronica, con tanta sperimentazione e voglia di divertirsi e divertire il pubblico. In puro stile “made in Sicily”. «Ogni volta la scaletta non è mai la stessa perché ogni volta è un racconto, un dialogo con il pubblico. Portiamo in giro la Sicilia senza coppola e baffetti, che ride dei problemi senza sottovalutarli, quella che non ha colore politico», continua Analfino.


A giugno del 2017 il gruppo si è esibito al The Garage di Londra, ospiti della rassegna "Sicilian Mood: Music, Style and Culture from the Island", nata grazie al regista nisseno Luca Vullo per valorizzare la Sicilia e i talenti isolani in un contesto internazionale. Un mese dopo sul palco del Teatro di Verdura di Palermo i Tinturia sono stati protagonisti di un evento unico nel suo genere, insieme agli 80 musicisti dell’Orchestra giovanile siciliana, un concerto evento che ha sposato un’orchestra classica con il sound pop della band. Lo scorso settembre Lello Analfino ha pubblicato un remake del celebre brano dei Righeira “L’estate sta finendo” riarrangiato e reinterpretato in una chiave più malinconia, con un suono rarefatto e psichedelico che è tanto piaciuto allo stesso Jhonson Righera. Ad accompagnare il pezzo un video straordinario, che con grande sensibilità, Lino Costa, che ne ha curato la regia, invita a riflettere sulla solitudine dell’uomo e sul tema della migrazione. Il leit motiv del gruppo, diventato il tormentone, è “pace, amore e tinturia pittuttavita” (per tutta la vita), divenuto hashtag ufficiale riportato da migliaia di persone.

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