Teatro

A Vittoria "Chet!", vita e tormenti di Chet Baker

Il 14 giugno alle 19.30, nel Chiostro del Convento delle Grazie, per il Vittoria Jazz Festival, il monologo di Laura Tornanbene con lo stesso attore ragusano in scena che ne firma la regia con l'autrice

Giovanni Arezzo, attore attento e raffinato, ha deciso, vestendo i panni di Martin, il primo e unico amico del trombettista americano, di raccontarne la vita e la morte, proprio dove l’anima del grande genio del jazz era andata a ricollegarsi con un’altra dimensione

Giovanni Arezzo in Chet!

Giovanni Arezzo in "Chet!", foto di Franco Giorgio

Non è un concerto jazz ma una perfomance su uno dei maggiori trombettisti e cantanti di musica jazz. Giovanni Arezzo, nell’ambito dell’undicesima edizione del Vittoria Jazz Festival diretto da Francesco Cafiso, giovedì 14 giugno alle ore 19,30 nel Chiostro del Convento delle Grazie, porta in scena “Chet!”, una perfomance nata da un’idea dello stesso Arezzo e di Laura Tornanbene la quale oltre ad essere autrice forma la regia con l'attore ibleo. In scena la partecipazione straordinaria di Angela Dispinzieri.

Giovanni Arezzo, attore attento e raffinato, ha deciso, vestendo i panni di Martin, il primo e unico amico di Chesney Henry Baker jr, più noto come Chet Baker, di raccontarne la vita e la morte, proprio dove l’anima del grande genio del jazz era andata a ricollegarsi con un’altra dimensione. Arezzo nel suo monologo parte dalla fatidica data del 13 maggio del 1988 quando, alle tre del mattino, viene ritrovato sull’asfalto il cadavere di Chet che, caduto dalla finestra, giace rannicchiato sull’asfalto, davanti al Prins Hendrick Hotel di Amsterdam in cui aveva preso una stanza. Arezzo-Martin parla di un’esistenza bruciata di corsa tra musica, amori tempestosi e droga. Quando muore, Chet ha solo 59 anni ma sembra che ne abbia 80. Ed è così che, solo sul palco, attorniato da una miriade di ricordi, il protagonista ripercorre la vita e tutto ciò che rimane di uno dei più noti trombettisti e cantanti di musica jazz, famoso per il suo stile cool lirico e intimista.

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