Teatro

Luca Vullo e Lello Analfino "Senza maschera"

Venerdì 28 settembre a Caltanissetta la prima dello spettacolo che vedrà sul palco anche i musicisti Gianpiero Risico e Lino Costa con le grafiche e animazioni di Roberto Gallà

Più che uno spettacolo si tratta di un esperimento psicologico e sociale, scritto e diretto da Luca Vullo, che vede in scena lo stessa regista e produttore nisseno con il frontman dei Tinturia, alla sua prima esperienza teatrale

Luca Vullo foto di Daria Addabbo

Luca Vullo foto di Daria Addabbo

“Chi c’è dietro la maschera che indossiamo ogni giorno per essere accettati dalla società?”.
E' partito da questa domanda lo spettacolo “Senza maschera” che più che uno spettacolo ma un esperimento psicologico e sociale con lo scopo di capire la concreta possibilità di togliere tutte le maschere che usiamo abitualmente. Lo spettacolo - scritto e diretto da Luca Vullo e interpretato da Lello Analfino e Luca Vullo - è prodotto da Ondemotive Productions Ltd e MCN, organizzato dal Comune di Caltanissetta e Puntoeacapo.

Lello Analfino

Lello Analfino

Presentato in anteprima nazionale all'interno del settembre nisseno, debutterà venerdì 28 settembre (ore 21.15, ingresso libero) in Corso Umberto I a Caltanissetta.
Si tratta della prima esperienza teatrale del cantante e frontman del gruppo Tinturia che dopo aver conosciuto Vullo tramite il tour europeo del suo progetto “Sicilian Mood” ha deciso di mettersi in gioco insieme a lui.
I due artisti saranno protagonisti sul palco insieme ai musicisti Gianpiero Risico (percussioni e fiati) e Lino Costa (chitarra), che eseguiranno dal vivo le musiche originali, con le grafiche e animazioni di Roberto Gallà.

"Senza Maschera" è in realtà una sorta di esperimento psicologico e sociale che ha lo scopo di capire la concreta possibilità di togliere tutte le maschere che usiamo abitualmente. Con pungente autoironia Luca e Lello hanno accettato di mettersi completamente a nudo davanti a tutti parlando dei propri difetti fisici, caratteriali ed esprimendo liberamente tutti i propri pensieri sulla società. Gli artisti insieme ai musicisti daranno la possibilità al pubblico di vivere l'esperienza diretta dell'esperimento e di farne attivamente parte. Lo svelamento delle maschere e il linguaggio universale della musica saranno la chiave giusta per un onesto incontro con l’altro?

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