Musica

A Palermo 500 anni di musica con Michele Marco Rossi

Venerdì 9 novembre ai Cantieri Culturali alla Zisa il concerto-performance del violoncellista per la stagione "Ri(E)Voluzione -Musica Ribelle" di Curva Minore

Nel concerto-spettacolo eseguirà un programma che copre più di 500 anni di musica, tra strumentale e vocale, includendo pezzi per strumento a percussione, musica elettronica, prime esecuzioni assolute, rielaborazioni e trascrizioni, in una formula in continuo cambiamento

Michele Marco Rossi

Michele Marco Rossi

Il secondo capitolo della stagione di Curva Minore mantiene sempre il titolo Ri(E)Voluzione -Musica Ribelle, sotto cui si stringono i giovanissimi Maria Merlino e Marco Marotta. Venerdì 9 novembre alle ore 21 allo Spazio Perriera dei Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo toccherà a Michele Marco Rossi, violoncellista performer che, neanche trentenne, ha già alle spalle più di cento prime esecuzioni assolute e nazionali della Nuova Musica. 

Definito da critici e prestigiosi colleghi - del calibro di Giovanni Sollima, Ivan Fedele, Michael M. Kasper (Ensemble Modern) e Krzysztof Penderecki - un musicista flessibile, intelligente, dallo straordinario talento, dall’orecchio sottile e di un elevato livello tecnico interpretativo a cui si affianca una spontanea passione per la ricerca assolutamente personale, il talento e la curiosità di Rossi lo hanno portato, nel corso della sua  già intensa e prolifica carriera, ad affrontare un repertorio che spazia con nonchalance dal periodo classico alla contemporaneità, comunicando ad una vasta platea, e non solo di intenditori, un’espressività in grado di catturare il percorso di una storia musicale, anche quando si tratti di musica contemporanea.

Nel concerto-spettacolo eseguirà un programma che copre più di 500 anni di musica, tra strumentale e vocale, includendo pezzi per strumento a percussione, musica elettronica, prime esecuzioni assolute, rielaborazioni e trascrizioni, in una formula in continuo cambiamento. Attraverso percorsi tematici diversi intitolati, a seconda dei casi,  Live Set - Solo Cello Project, Roots of Traces, ...et rapida aqua..., Stultifera Navis, De Culpa Sonoris, il violoncellista offrirà un’interpretazione musicale che, pur mantenendo sempre un profilo artistico approfondito, rimarrà fruibile ad ogni generazione e fascia di ascoltatore attraverso la forza delle formule comunicative da lui stesso create per il palcoscenico.

«Il violoncello è da sempre il mio compagno di viaggio silenzioso e modesto – ha detto  Michele Marco Rossi - Senza mai invadere in maniera plateale il mio spazio, i miei pensieri e le mie giornate, negli anni è rimasto in un angolo e da lì ha agito nel tempo come una spugna: senza che me ne accorgessi, ha assorbito tutti i miei incontri artistici, ha filtrato tutte le mie grandi passioni e sogni (la voce, l'opera lirica, il teatro, la scrittura, la poesia, l'arte contemporanea, le canzoni), e ora mi restituisce tutto indietro, nel mio studio in solitudine e sul palcoscenico, facendomi capire che nel tempo niente va perduto, a volte i legami più profondi sono quelli più silenziosi, e che forse è l'inaspettato a darci l'immagine più chiara di noi stessi»

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