Musica

Pocket Poetry Orchestra, nuovo canzoniere siciliano

Mercoledì 28 novembre al Cine Teatro Odeon di Catania “Amàri” con Biagio Guerrera e la Pocket Poetry Orchestra per la stagione dell'Associazione Musicale Etnea

Sul palco Biagio Guerrera, Matilde Politi, Simona Di Gregorio, Faisal Taher, Vincenzo Gangi, Alessandro Pizzimento, Giovanni Arena, Riccardo Gerbino, spcial guest Stefano Zorzanello, Sara Castrogiovanni, Alessandra Pirrone, Benedetta Carasi e il poeta Moncef Ghachem

La Pocket Poetry orchestra

La Pocket Poetry orchestra

Un nuovo canzoniere siciliano, una raccolta di versi ma anche di canti, arrangiati insieme ad alcuni dei protagonisti della nuova scena musicale isolana. Mercoledì 28 novembre al Cine Teatro Odeon di Catania è in programma “Amàri” con Biagio Guerrera e la Pocket Poetry Orchestra per la stagione dell'Associazione Musicale Etnea. 

“Lo si poteva intitolare Amùri, invece si intitola Amàri. Amore e Amare non significano la stessa cosa: Amore è nome ma anche idea, concetto, spesso ideale; Amare invece è verbo e atto che, declinato a seconda delle circostanze, racconta storie ed emozioni, si ascolta o si bisbiglia, si urla a squarciagola. L’Amare è pervaso, sì, dall’Amore, ma contiene in sé anche la quotidianità, l’odore e i dolori di una vita sola e di tante. Ecco allora cos’è Amàri: poema e canto di una vita sola e di tante.”  Mesogea                                                                                

Biagio Guerrera voce
Matilde Politi voce, chitarra, tamburello
Simona Di Gregorio voce, organetto
Faisal Taher voce
Vincenzo Gangi chitarra
Alessandro Pizzimento plettri e zampogna
Giovanni Arena contrabbasso
Riccardo Gerbino percussioni

ospiti speciali:
Stefano Zorzanello flauti ed elettronica
Sara Castrogiovanni, Alessandra Pirrone e Benedetta Carasi voci
e il poeta Moncef Ghachem

Biagio Guerrera 
poeta, attore, regista, curatore, è nato a Catania nel 1965.
Ha curato diverse antologie e pubblicato: Idda (Il Girasole 1997), Cori niuru spacca cielu (Mesogea, 2009)Amàri (Mesogea, 2014) e il cd Quelli che bruciano la frontiera (Folkstudio ethnosuoni, 2011) insieme al poeta tunisino Moncef Ghachem e alla Pocket Poetry Orchestra. Sue poesie sono state pubblicate in Polonia, Inghilterra e Tunisia.
Il suo interesse per il siciliano lo ha portato ha collaborare con il regista e drammaturgo Carmelo Vassallo (Lupo e To re Show) e a firmare diverse regie in proprio tra cui Idda (Santarcangelo dei Teatri) e l’incittà con testi suoi,  Iu mi spensu, Ancora na notti di ventu e Nenti sutta u suli nenti subra con testi di Salvo Basso e il lavoro teatrale con marionette (oltre che il video in animazione) U spavintapassari, da un cuntu di Nino De Vita. Firma anche la regia di Le vecchie e il mare dalla corale di Ghiannis Ritsos. Svolge un’intensa attività di curatore e operatore culturale in diverse associazioni (Associazione Musicale Etnea, Festival Internazionale di poesia Voci del Mondo, Leggerete, SabirFest). Suoi testi sono stati pubblicati in varie riviste e antologie, in Italia e all’estero.

 
La Pocket Poetry Orchestra nasce nel 2007 da un’idea di Biagio Guerrera, che dà seguito e amplia l’esperienza dell’incontro poetico-musicale tra il poeta tunisino Moncef Ghachem e il gruppo italo- palestinese dei Dounia (esperienza confluita nel reading “Dalle sponde del mare bianco”, inciso su cd e contenuto nell’omonimo libro pubblicato nel 2003 da Mesogea).
La PPO ha un organico variabile che può comprendere i quattro componenti dei Dounia (il cantante palestinese Faisal Taher, il chitarrista Vincenzo Gangi, il contrabbassista Giovanni Arena e il percussionista Riccardo Gerbino) con l’aggiunta della cantante Matilde Politi, della percussionista Marina Borgo, del polistrumentista e compositore Stefano Zorzanello e di Biagio Guerrera in qualità di attore e regista. Il gruppo base si compone di volta in volta con l’aggiunta di poeti e solisti ospiti in base alle esigenze delle diverse produzioni.
La PPO vuol essere un ensemble che si pone come scopo peculiare quello dell’indagine sonora tra musica e parola, per creare un tessuto musicale e vocale omogeneo: un flusso sonoro che possa porgere all’ascoltatore un unico suono in cui la parola del testo è completata dalla musica, e mai inibita.
Dopo il primo lavoro, “quelli che bruciano la frontiera” su testi di Moncef Ghachem e Biagio Guerrera, pubblicato nel 2011 dai tipi di Ethnosuoni, sempre nel 2011 ha debuttato il reading con Ronny Someck ed Eyal Maoz (poeta e chitarrista israeliani). Del 2012 invece è “Nenti sutta u suli nenti subbra” con testi del poeta Salvo Basso, reading presentato in occasione del decennale dalla morte. L’ultima produzione del 2015 è Sicilia Segreta con i testi di Guido Ballo, Jaroslaw Mikolajewski, Moncef Ghachem e Peter Waterhouse e i video di Documenta, Carlo Lo Giudice e Raffaella Piccolo.

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