Teatro

A Catania gli amanti maledetti di "Orchidea nera"

Il 12 gennaio, alle 21, e il 13 gennaio, alle 18.30, alla Sala Chaplin la messinscena di Elisa Franco dal testo di Mario Bruno

Un eros ad alto rischio, eros inquinato dal vizio più dissoluto. La piéce, vietata ai minori di anni 14, porta in scena la tragedia dei marchesi Casati Stampa di Soncino che tanto clamore suscitò, nel luglio del 1970, in tutt'Italia, particolarmente negli ambienti dell'alta borghesia e della nobiltà

Elisa Franco

L'attrice e regista Elisa Franco

Il brivido corre sui tacchi alti della lussuria. Un eros ad alto rischio, eros inquinato dal vizio più dissoluto, pervade la tragedia dei marchesi Casati Stampa di Soncino che tanto clamore suscitò, nel luglio del 1970, in tutt'Italia, particolarmente negli ambienti dell'alta borghesia e della nobiltà. Sono questi gli ingredienti piccanti di Orchidea nera, gli amanti maledetti, spettacolo teatrale dal testo di Mario Bruno messo in scena da Elisa Franco alla Sala Chaplin di Catania sabato 12 gennaio alle 21 e domenica 13 gennaio alle 18.30. A causa del linguaggio esplicito e per alcune scene raccontate nella loro crudezza lo spettacolo è vietato ai minori di anni 14. In scena, con la Franco, Maurizio Nicolosi, Alberto Hitch Abbadessa, Tony Gravagna, Rosa Lao, Orazio Marletta, Viviana Toscano e Massimo Magnano.

Lui, discendente della Monaca di Monza, reso impotente da un intervento chirurgico demolitivo e con la mente offuscata dalla sifilide, nutriva per la moglie una passione malsana che lo portò ad amarla per interposta persona, ovvero attraverso rapporti mercenari con maschi occasionali. Lui, come l'ultimo dei voyeur, osservava e filmava gli amplessi, lei accettava passivamente queste esperienze squallide e pericolose che però le garantivano una vita nel lusso e nello sfarzo. Gli eccessi sessuali e la smania di provare emozioni proibite sempre più audaci, porteranno però la diabolica coppia sull'orlo del baratro che spalanca le porte dell'inferno. Da sottolineare l'attualità della fosca vicenda, in quanto, alla morte del marchese, la sua sontuosa villa San Martino di Arcore, in Brianza, fu venduta dalla figlia, unica erede, per l'irrisoria cifra di 500 milioni delle vecchie lire, a un imprenditore rampante che avrebbe fatto molto parlare di sé: Silvio Berlusconi, detto anche il Cavaliere.

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