Wroom, motocicletta che passione

Alberto Granieri Galilei: «La moto vuol dire libertà»

Il racconto del centauro calatino grande appassionato di mototurismo

La Sicilia per lui ha ormai pochi segreti, per non parlare del Nord Italia. Diversi, inoltre, i Paesi esteri visitati dal centauro calatino sulla sua Ktm 990: «Su due ruote sfogo lo stress. Amo i deserti, e sogno di andare in Giappone via terra»

Alberto Granieri Galilei

Il centauro calatino Alberto Granieri Galilei e la sua Ktm 990 sui Pirenei

«Io sono centauro praticamente da sempre, da quando a sedici anni truccavo la mia Vespa 50, ai tempi forse la più veloce di Caltagirone». Quasi una “confessione”, poco meno di 40 anni dopo per il calatino Alberto Granieri Galilei.
Oggi a 53 anni per Granieri Galilei, la moto vuol dire soprattutto libertà. Libertà di esprimersi in lunghi viaggi, in compagnia di pochi ma fidati amici, alla scoperta di luoghi e persone. «La passione per la moto è una grande valvola di sfogo, ti liberi dagli stress della vita quotidiana. La moto è un grande calmante. Io pratico il mototurismo, coniugo la passione per le due ruote con la voglia di viaggiare, di scoprire luoghi, altre culture. La moto è libertà».

Alberto Granieri Galilei

L’arrivo nell’oasi di Ksar Ghilane in Tunisia

Alberto non è contrario alle moto elettriche, un po’ la tendenza del momento - «Sono convinto che un vero motociclista che ama la natura sceglie la moto elettrica perché ti aiuta a proteggere la natura ma secondo me la tecnologia deve ancora fare progressi» - ma non nasconde, però, che il rombo della moto gli piace. «Io al momento ho una Ktm 990 Smt del 2010, con scarichi Akrapovich, e il suo rombo ce l’ha, ci divertiamo come i ragazzini talvolta».
I compagni di viaggio cambiano di volta in volta. Si potrebbe anche partire anche da soli, ma da soli possibilmente vengono a mancare le motivazioni. «Se hai voglia di andare in un luogo preciso si lancia l’amo tra gli amici motociclisti e poi si parte in due, massimo tre persone. Meglio poche persone, si va più velocemente se si ha la stessa andatura, si decide più velocemente. C’è un detto che circola fra i motociclisti, “se vuoi litigare con un amico, escici in moto”. Ed è vero perché sì in moto ti liberi da varie tensioni ma se ne creano altre, ci possono essere situazioni di nervosismo che possono innescare tensioni nel gruppo».

Alberto Granieri Galilei

Montenegro, ansa del fiume Crnojevica

Il mototurismo è innanzitutto conoscenza, avendo sotto di sé un valido alleato, la moto, che oggi, grazie all’evoluzione tecnologica, è anche più fedele di un cavallo di razza. Ed ogni mototurista ha i suoi paesaggi preferiti: «Io amo il deserto, l’immensità del deserto. Io visto quello tunisino, quello marocchino, ho visitato la fascia predesertica dell’Anatolia in Turchia. I miei sono giri prevalentemente stradali, io non faccio enduro o fuoristrada, posso attraversare tuttalpiù delle piste leggere. Poiché per me queste sono anche vacanze, io preferisco sempre avere la sera un tetto, anche se modesto, e un letto, e una doccia per rinfrancarmi dalla giornata, non amo campeggiare anche se non escludo che prima o poi possa capitarmi».
Per forza di cose da quando è nato suo figlio Francesco, due anni e mezzo fa, Granieri Galilei ha dovuto un po’ rallentare con la moto. «Mia moglie Matilde mi lascia coltivare questa passione in tutta libertà. Lei non è mai salita sulla mia moto, ci siamo ripromessi tante volte di uscire insieme ma non è mai successo. Prima ero sempre in giro ogni domenica, per la Sicilia, e il Sud Italia. E poi una, o due volte l’anno, mi dedicavo una vacanza lunga, di 10/15 giorni, per destinazioni estere».

Alberto Granieri Galilei

Cappadocia (Turchia), i camini delle fate

Tra i viaggi all’estero di Alberto ricordiamo Turchia, Marocco, Tunisia, la Bosnia, il Montenegro, la Grecia, la Spagna del Nord, le Alpi francesi. Va da sé che il mondo è grande e sogni nel cassetto ce ne sono sempre. «Intanto c’è tanta Europa da visitare, Germania e Polonia, innanzitutto. Mi piacerebbe, poi, andare in Iran, una terra bellissima dove ci sono i deserti che io amo e la gente è molto cordiale. Due veri sogni nel cassetto ci sono: il primo è raggiungere il Giappone via terra, attraversando tutta la Russia. Il secondo è quello di attraversare l’Argentina fino alla Terra del fuoco, attraverso la Ruta 40, una strada lunga 5 mila chilometri. Una cosa che mi dà fastidio sono i confini. Ce ne sono alcuni veramente difficili da attraversare – vedi la Tunisia e il Marocco -, a causa di controlli eccessivi di polizia che ti sballotta tra un ufficio e un altro e dove rischi di aspettare 8/9 ore prima di avere i permessi, pur avendo regolari passaporto e permesso di soggiorno. In questo il web è utile per avere le informazioni utili».
A inizi di novembre Granieri Galilei era a Milano all’Eicma, il principale salone delle due ruote in Italia. L’aggiornamento, quindi, è imprescindibile. «La moto tu la segui nell’evoluzione estetica ma soprattutto tecnologica. Negli ultimi anni, grazie alla tecnologia, viaggiare è diventato molto più sicuro».

@Gnc1963

Alberto Granieri Galilei

Ai confini con la Turchia

Alberto Granieri Galilei

E ai confini con il territorio spagnolo

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