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Kacyo: «Aiuterò i breaker italiani a qualificarsi alle Olimpiadi»

Il palermitano Giuseppe Di Mauro, forte di tante vittorie in trofei nazionali, pensa di trasformare la sua break dance in show

Il palermitano Giuseppe Di Mauro è l’unico italiano ad aver partecipato, arrivando in finale, al Red Bull Bc One Last Chance Cypher. Ha alle spalle 2 vittorie al Red Bull Bc One National Cypher e 5 campionati italiani, e forte del successo a "Italia’s Got Talent" medita il suo futuro nello show business. E, intanto, seguirà il team Coni per le qualificazioni ai Giochi olimpici

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Il breaker palermitano Giuseppe Di Mauro in arte Kacyo

«Un breaker non deve allontanarsi mai per troppo tempo dalla strada, per evitare di correre il rischio di imborghesirsi e non perdere la forza che arriva dal contatto con la gente».
Seduto sul divano dell’hotel di design, a due passi dal porto e dal centro di Amsterdam, all’indomani della finale mondiale del Red Bull BC One, il siciliano Giuseppe “Kacyo” Di Mauro, unico italiano ad aver partecipato al Last Chance Cypher, ultima possibilità per qualificarsi a quella finale che è riuscito a conquistare, tirava le somme della sua ultima avventura. «Non riuscire ad andare avanti in una competizione fa parte delle eventualità di chi accetta di mettersi in gara», ha spiegato con l’immancabile cappello nero, che è parte integrante del suo essere un breaker, sul capo. Un cappello importante, «era di mio nonno, lo usava per andare a raccogliere la frutta, mi ha dato una grande energia e un’ispirazione continua, simboleggia lo street show, esprime le radici della mia famiglia e della mia danza», raccontava Kacyo la cui storia di b-boy è partita da Palermo.

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Kacyo al Red Bull Bc One Italy Cypher

Le origini
«A 14 anni avevo appena cominciato a frequentare la scuola superiore per grafico pubblicitario e fui subito attratto dai “diversi” della scuola che seguivano la cultura hip-hop. Dopo un primo approccio come graffitaro, capii che ad attrarmi era la break-dance perché, solo attraverso la musica e il movimento riuscivo a sentirmi completamente libero di esprimere la mia personalità», ha continuato il ballerino con un passato di atleta di ju jitsu.
«Con le arti marziali ho cominciato a 5 anni ed è indubbio che questa formazione ha influenzato il mio modo di ballare in quella che, di fatto, è una danza “bastarda”, nel senso di non codificata – chiarisce -. C’è chi ci mette elemento di capoeira, chi di ginnastica artistica e chi di arti marziali. Ognuno, però, poi la personalizza con la propria creatività perché la danza è il modo in cui il breaker parla alla gente».

A influenzare la danza di Kacyo sono stati i b-boy conosciuti a Palermo e anche la frequentazione della scuola di danza della mamma, a Capaci, che ha alimentato la passione del figlio per la breakdance. A Palermo Kacyo, all’inizio degli anni 2000, entra nella crew Savage. Nel 2008 si trasferisce a Roma per entrare nel Fluido Klan, formazione nella quale confluirono bboy in arrivo da tutta Italia. «Purtroppo la cosa non funzionò, il progetto non continuò e io con Walrus e Rohan ho fondato la crew Deklan della quale faccio parte ancora oggi».

Passione e lavoro
Trentatré anni, tanti ne ha Kacyo, non è certo l’età ideale per un breaker. «È solo una questione di carta d’identità, io mi sento sempre un coetaneo degli altri concorrenti nelle competizioni cui partecipo», ammette. «La scintilla si può sempre alimentare», spiega Kacyo che ha alle spalle dodici partecipazioni, con due vittorie, al Red Bull Bc One National Cypher, e cinque campionati italiani.
«Col tempo ho fatto diventare la mia passione per la break dance un lavoro – continua -. Non mi limito soltanto a ballare, cerco di divulgare al meglio la mia disciplina che è arte a tutti gli effetti. Tengo workshop, alleno altri bboy, vado in giro in l’Italia e nel mondo. Posso considerarmi a tutti gli effetti un veterano. Per mantenere questi ritmi devo mantenere una grande disciplina nell’alimentazione, nel riposo e, paradossalmente, mi alleno molto meno di quando ero un ragazzo».

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Kacyo alza il trofeo del Red Bull Bc One National Cypher

Le Olimpiadi
Da quando Kacyo ha cominciato a muovere i primi passi nella break dance a oggi tanto è cambiato. E tanto cambierà. Nel 2018, per esempio, ai Giochi olimpici giovanili di Buenos Aires la break dance entra come sport.
«Questa è un’ottima opportunità per i giovani e per divulgare la nostra arte», ammette il breaker che sta collaborando con la Federazione Italiana Danze Sportive (Fids) affiliata al Coni, seguendo il team selezionato a ottobre per le qualificazioni olimpiche. Intanto Kacyo continua a lavorare con i suoi “B-students”, quelli che frequentano l’omonima accademia di musica, arte e ballo fondata dallo stesso breaker, «dove si balla tutti insieme. Mi piacerebbe portare il format anche a Palermo, un posto che amo, ma dove è molto complicato vivere e dove torno ormai solo per brevi periodi. Non sono stato coraggioso, so che ci sono persone che combattono di più per realizzare i sogni nella propria terra».

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Sfida alla forza di gravità per Giuseppe Kacyo Di Mauro

Il futuro
Un giorno, che non si sa ancora quanto lontano, anche Kacyo smetterà con le gare. E al futuro ci sta già pensando.
«Ultimamente ho cercato di dare un'impronta più artistica al mio modo di ballare, per raccontare delle storie a chi mi viene a vedere. In questo senso quella di Italia’s Got Talent, al quale ho partecipato un anno fa, è stata un’ottima vetrina per farmi conoscere in un modo diverso. Prima di allora avevo partecipato soltanto a gare, ma non mi ero mai cimentato in uno show. Quell’esperienza mi ha permesso di arricchire il mio bagaglio artistico e culturale e di pensare ad altre possibilità».
Tra queste c’è l’ideazione di uno spettacolo. «L’anno scorso ho portato in scena, in strada a Santa Maria in Trastevere a Roma, uno piccolo show di una ventina di minuti, e adesso sto lavorando a qualcosa di più complesso da portare in teatro, anche se non abbandonerò mai la strada. Si tratta di un percorso più difficile di una gara perché non si hanno davanti dei giudici qualificati, ma un pubblico di cui devi conquistare il cuore. E ho capito che voglio fare innamorare la gente della mia danza».

@mariellacaruso

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