L'intervista

Mauro Ermanno Giovanardi: «Abbiamo il diritto di vivere senza barriere»

Il musicista lombardo è direttore artistico di "Equilibri Tutti siamo diversi", la rassegna di Avola che promuove il rispetto delle diversità, fisiche e culturali

L'ex leader dei La Crus è ad Avola per dirigere per il secondo anno consecutivo "Equilibri Tutti siamo diversi", la rassegna di Avola che promuove il rispetto delle diversità, fisiche e culturali: «Ho conosciuto Giovanni Parentignoti e mi ha raccontato la sua storia e quella di suo figlio Sergio e quando mi ha chiesto di collaborare con lui non ho potuto farne a meno»

Mauro Ermanno Giovanardi e Giovanni Parentignoti

Mauro Ermanno Giovanardi e Giovanni Parentignoti

Nella vita, a volte, accadono cose strane. Ci sono luoghi, situazioni e direzioni che trascinano senza che nemmeno ci si possa accorgere di essere già dentro a un progetto, a cui è impossibile non partecipare. E allora può capitare che da ospite di un festival in una piccola provincia del Sud si possa diventare il direttore artistico e portare musicisti di grande spessore, i quali suonano e sposano la stessa causa. E' un po' quello che è accaduto a Giò, Mauro Ermanno Giovanardi, il quale ha deciso di curare il festival organizzato ad Avola, piccolo gioiello della provincia siracusana, dove Giovanni Parentignoti, presidente dell'associazione Azahar e papà di Sergio, ha scelto di realizzare Equilibri - Tutti siamo diversi, per difendere i propri diritti e quelli del suo bambino.

«E' successo tutto per caso - racconta Giò -. Sono stato ospite del festival nella sua edizione del 2015 e, non so come, mi sono ritrovato a esserne il direttore artistico. Ho conosciuto Giovanni e mi ha raccontato la sua storia e quella di suo figlio Sergio e quando mi ha chiesto di collaborare con lui non ho potuto farne a meno. Ed eccoci qui, a organizzare, a pianificare, a chiamare i miei amici per collaborare, per suonare qui, ad Avola, in Sicilia, per Sergio e tutti coloro che hanno bisogno che certe barriere siano abbattute per vivere come tutti gli altri».

Mauro Ermanno Giovanardi

Giò, in fondo della Sicilia non può farne a meno. Ne respira l'atmosfera magica, ne ascolta suoni e sente profumi che lo hanno ispirato nel corso della sua carriera. A Siracusa, aveva anche una casa e una... «...Zita - confessa -. Sì qui avevo anche la zita (ride mentre racconta). Ho vissuto per tanto tempo qui al Sud e un po' rappresenta la mia seconda casa. Ci sono persone che considero "me frati", come Giovanni».

Conosce anche il dialetto e, nella conversazione, ci mette dentro qualche parola in siciliano. Scherza ma si capisce subito che
il festival è un progetto che gli sta davvero a cuore. «Stiamo cercando - continua - di dargli una connotazione sempre più nazionale, spingendoci anche fuori dai confini siciliani. E in qualche modo ci siamo riusciti. Stiamo cercando di farci conoscere perché più siamo, più lontano arriviamo. E qualcuno ci sta ascoltando. Persino Andrea Bocelli ha saputo del festival e ha mandato una lettera. Capisci, Andrea Bocelli ha mandato una lettera per dare il suo sostegno e chissà che un giorno non possa partecipare anche lui a "Equilibri". Sono queste coincidenze che ti fanno capire che sei sulla strada giusta e, ti posso dire, che chi fino a oggi non ha potuto partecipare, ha dovuto declinare l'invito solo per impegni lavorativi».

Un momento di Equilibri dello scorso anno: il duetto fra Giovanardi e Rachele Bastreghi dei Baustelle

Sono in tanti quelli che sono già venuti al festival e Giò ne conosce tanti altri, di amici artisti, che vorrebbero venire. Con i La Crus o da solista, Mauro Ermanno Giovanardi è un musicista che ha attraversato un bel pezzo di storia della musica italiana. E lo ha amato, in modo viscerale ma anche attento, analitico. La mia generazione, suo ultimo lavoro discografico è il figlio di questa passione e di una stagione musicale passata ma ancora tanto presente, che può dare un contributo importante, non solo musicalmente, ma anche umanamente. Delle volte succedono delle congiunzioni astrali, fortunate, e in questi anni si è verificata proprio una di queste. Così da quell'età dell'oro, come la definisce lui, ha chiamato gli artisti, e li continua a chiamare, ogni anno fino a quando sarà il direttore artistico di un festival che ha davvero tanto da raccontare a tutti e, soprattutto, alle nuove generazioni. Avranno molto da raccontare Cristina Donà, la quale con i La Crus e con i Massimo
Volume ha un rapporto speciale. Quest'anno verranno anche i PastisIrene Grandi, i quali saranno presenti per il grande concerto finale che chiuderà il sipario della IV edizione di Equilibri - Tutti siamo diversi. Salirà sul palco lo stesso Giò suonando con la sua generazione per sensibilizzare, diffondere e far conoscere un mondo a cui apparteniamo tutti e in cui tutti dobbiamo essere uguali.

«Abbiamo - conclude - il diritto di vivere senza quelle barriere che ci complicano la vita. Come Sergio e i suoi genitori, Cinzia e Giovanni. La vita è strana e ti capitano situazioni che non sempre è facile affrontare. Ci si potrebbe fare abbattere e, invece, tiriamo fuori una forza che non pensavamo di avere. A volte, ti capitano coincidenze che ti danno lo stimolo per continuare. Ti racconto un'ultima cosa che è capitata grazie a questo festival. Cercavamo uno strumento che ci serviva e abbiamo contattato un amico che poteva procurarcelo. Il cugino di questo amico ce l'avrebbe dato volentieri. Giovanni lo ha contattato e parlando ha capito che quella persona era la stessa che aveva salvato la vita di suo figlio prendendo la decisione di portarlo in elicottero all'ospedale di Messina. Se queste non sono strane coincidenze, beh, non saprei come altro definirle».

lobellomariolina.mlb@gmail.com

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0