Il mestiere del libraio

Le sacerdotesse della lettura

Si legge sempre meno? L’e-book farà scomparire gli scaffali? Fortunatamente in Sicilia, senza nascondere le difficoltà, pare che non sia così. Parlano quattro libraie di Catania, Palermo e Siracusa

Lo abbiamo chiesto a quattro donne - Anna Cavallotto, Angelica Sciacca, Caterina Pusateri e Marilia Di Giovanni - che spendono la loro vita tra i testi e che non hanno dubbi: il rapporto personale con i clienti resta il punto forte delle librerie

Anna Cavallotto

Anna Cavallotto dell'omonima libreria catanese

Se ci fossero più librerie il mondo sarebbe migliore. Forse. Ma di certo ci sono comunità, paesi, in cui non se ne trovano e questo fotografa una realtà molto triste. Poi ci sono loro, le libraie, che con determinazione e forza difendono un lavoro, il loro, da chi, a causa dei prezzi più bassi, determina una concorrenza sleale. Da una parte all’altra della Sicilia, donne che amano stare in mezzo ai testi e non hanno dubbi: il libro migliora le coscienze e l’e-book non può sconfiggere la libreria. Come dire, le parole vanno toccate. Diverso il discorso della vendita on line. Quello sì che è un pericolo.


Lo dice chiaramente Anna Cavallotto, terza generazione della libreria catanese, punto di riferimento della cultura siciliana. «E’ facile abbassare i prezzi quando non si pagano gli affitti, la luce o i dipendenti non sono ben retribuiti. Chi ci sta danneggiando non è il virtuale, perché chi legge, vuole farlo anche sulla carta, o comunque il lettore forte non ci rinuncia. Ma di certo lo sconto eccessivo dei megastore on line provoca uno squilibrio del mercato. Bisogna combattere ad armi pari e non in questo modo: noi siamo molto penalizzati».
C’è anche la qualità che secondo Anna Cavallotto, si sta perdendo. «Ci sono mestieri come l’editor – dice - che non possono essere sottovalutati. Questo provoca l’immissione di prodotti con strafalcioni. I libri bisogna farli amare da piccoli, fare un lavoro nella scuola. E lavorare con loro è bellissimo: se motivati, istruiti adeguatamente i ragazzi leggono».

Sorelle sciacca

Le sorelle Maria Carmela e Angelica Sciacca della libreria catanese Vicolo Stretto


Da pochi anni invece la liberia Vicolo stretto costituisce un’altra realtà etnea. «Con mia sorella Maria Carmela – racconta Angelica Sciacca - abbiamo deciso di rilevare i 23 metri quadrati che ci connotano come la libreria più piccola d’Italia. Proprio questo ci permettere di rafforzare il rapporto con i clienti. Noi ricordiamo tutti quelli che entrano e addirittura il romanzo che hanno preso o che abbiamo consigliato. La nostra scelta avviene sui cataloghi ma accettiamo i consigli dei nostri clienti. Abbiano anche gruppi di lettura. Scegliamo un paese, leggiamo un romanzo e un saggio e poi per concludere il circuito mangiamo i piatti tipici di quel luogo».


Per essere dei buoni librai bisogna leggere molto. Loro sono delle macchine da guerra: «La mia media – dice Angelica Sciacca - è di 12/15 testi al mese, mia sorella di più». Sul fatto che si legga meno non è proprio convinta. «Non è vero che si legge meno – aggiunge -. Se così fosse non esisteremmo più, magari si legge in maniera più consapevole. Si accettano i consigli per scoprire anziché i classici best seller. Non tutti meritano di stare in classifica».
Di questi parla Caterina Pusateri, punto di riferimento della Feltrinelli di Palermo. Chiunque voglia leggere un bel libro si rivolge a lei, capofila di persone che sui due piani di Via Cavour, amano dispensare consigli.

Caterina Pusateri

Caterina Pusateri della Libreria Feltrinelli di Palermo


«Le case editrici sembrano professare un unico credo che è quello di cavalcare l’onda del momento. Dopo un determinato fenomeno arrivano inevitabilmente valanghe di libri dai titoli, copertine e sinossi praticamente identiche ai best seller che hanno fatto da apripista. Un esempio – esclama – è La ragazza del treno di Paula Hawkins cui hanno fatto seguito Ragazze nel parco, Ragazza bugiarda e via dicendo. O le decine di libri erotici pubblicati dopo il boom delle 50 sfumature. Questo mondo è cambiato molto da quando ho iniziato». Anche lei legge ovunque: «Mentre i miei figli studiano, aspettando che cuocia quel che c’è in pentola, ogni volta che posso».

Marilia di giovanni

Marilia Di Giovanni de La Casa del Libro Mascali di Ortigia


Ancora un donna. Questa volta a Siracusa. Marilia Di Giovanni che ha rilevato un gioiello nato nel 1930 ed è ancora un punto di riferimento ad Ortigia: La casa del libro Mascali. «La storia della città si lega con la libreria – afferma. Oggi è nel centro storico, zona a forte vocazione turistica, e quindi rispetto al passato il cliente è il turista colto, mentre nel periodo invernale ritorna il pubblico di affezionati al dialogo con il libraio e agli eventi culturali. La grande novità che ho apportato è quella di aprire tutti i luoghi della libreria compreso un vecchio magazzino. Poi ci sono gli eventi culturali che non si fermano alla presentazione ma coinvolgono i clienti, dal circolo di lettura al gruppo di scrittura ai vari settori».
E anche a Siracusa il problema non è il libro virtuale ma il mercato on line. «Per sopravvivere a questo cambio di civiltà - conclude Marilia Di Giovanni - la nostra formula è puntare sulla identità storica riconosciuta e sulle relazioni. La libreria è ancora un luogo dove incontrarsi e dialogare in modo significativo e non casuale».
cinzia.zerbini2@gmail.com

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