L'intervista

La sfacciataggine ispanica di Manuelita

La ricerca intima della psiche umana è il vero motivo dominante di "Manuelita Cicuta Mulata" il nuovo romanzo dello scrittore catanese Antonio Ciravolo

Il luogo evidente è un’isola a forma di occhio, quello nascosto è l’animo umano con le sue sfaccettature. In "Manuelita Cicuta Mulata", il nuovo romanzo dello scrittore catanese Antonio Ciravolo, i temi sono quelli condivisibili e che nascono dalla quotidiana convivenza tra esseri umani: «Adulterio, omosessualità, fede, colpa, misticità sono tangibilmente presenti anche se mai nessuno di questi aspetti venga scientemente nominato»


Antonio Ciravolo

Lo scrittore Antonio Ciravolo

Un artista pittore mi confessò, tempo fa, la sua necessità di dipingere per dare forma alle tantissime immagini che gli affollavano la mente e che altrimenti, non liberate da sé, lo avrebbero reso quasi folle. L'arte dello scrivere avrà, immagino, una simile genesi quando consente di dare rappresentazione narrativa ai personaggi ed alle storie che lo scrittore ha dentro e che chiedono di essere scritte per vivere l'unica vita possibile, farsi romanzo.
Ho percepito qualcosa di simile parlando con Antonio Ciravolo, scrittore catanese, e del suo ultimo libro Manuelita Cicuta Mulata edito da Splen, nelle librerie da ottobre scorso.

Manuelita Cicuta Mulata

“Manuelita Cicuta Mulata” illustrazione di Alessandro Ferraro

Ed è lui stesso a parlare dei suoi personaggi e di una sorta di loro autonomia nel momento in cui, finalmente vivi nella finzione narrativa, si prendono perfino qualche libertà. «Uno scrittore non deve avere volontà scrivendo - confessa l'autore - un personaggio prima si manifesta, poi la sua storia si impossessa di chi la scrive e progressivamente il racconto va quasi da sé e prende la strada che il personaggio stesso sceglie».
La storia del suo ultimo romanzo è ambientata su una irreale isola a forma di occhio situata tra tre continenti ma l’ambientazione fortemente sudamericana si respira ovunque ed è quasi la trama di fondo su cui si intesse l’insieme degli eventi e che aggiunge in più un velato senso magico che aleggia sulla storia.
L’autore spiega: «L’ambientazione non nasce necessariamente prima della storia. I personaggi che prendevano forma, a poco a poco hanno cominciato ad avere una sorta di “sfacciataggine ispanica”, un rimando a realtà che erano collocate in quel mondo, una musica di sottofondo che aveva suoni del Sudamerica, la “Mulata” ad esempio, nome che si insinua ad un certo punto della storia, è un tipo di rhum che si beve a Cuba».

Chiedo ad Antonio se ha mai sentito, da scrittore siciliano, il bisogno di una ambientazione che rimandi alla sua terra, condizione comune peraltro a molti scrittori, siciliani in particolare. La sua risposta è rassicurante: «Non c’è bisogno di scrivere di Sicilia per farla venire fuori dato che in qualsiasi gesto, in qualsiasi descrizione, in qualsiasi condizione riaffiorano elementi legati a questa terra: in fondo se parlo di pietre descrivo la pietra lavica, se immagino un’alba è quella che potrei vedere dal mare, molto della misticità presente nel romanzo ha echi siciliani e così via».
E poi in quest'ultimo libro, e peraltro anche nei precedenti, gli elementi legati alla ambientazione sono presenti ma mai preponderanti. Il romanzo è in effetti una rappresentazione di stravolgimenti emotivi che si svolgono in spazi contenuti ed in tempi relativamente brevi: il luogo è l’animo umano con le sue incredibili sfaccettature, il tempo quello presente dell'azione, il momento dell'emozione vissuta. «I temi che affronto sono quelli condivisibili e che nascono dalla quotidiana convivenza tra esseri umani: adulterio, omosessualità, fede, colpa, misticità sono tangibilmente presenti anche se mai nessuno di questi aspetti venga scientemente nominato».

Manuelita Cicuta Mulata

La ricerca intima della psiche umana è il vero motivo dominante del romanzo se, con una capacità analitica verbale di grande potenza, l'autore scandaglia vite di coppia, rapporti umani, intime emozioni, costruendo tessuti psicologici riconoscibili nelle diverse condizioni: ora è madre, donna, adolescente o uomo adulto e non disdegna anche di confrontarsi sul confine che dal reale passa al surreale conferendo comunque all'insieme una sorta di inevitabile credibilità.
In totale accordo con l’autore, scegliamo di non soffermarci sulla trama in quanto caratteristica di questo romanzo, come di quelli che lo hanno preceduto, è il trascinare il lettore in un’incalzante emozione narrativa che lo soprende di pagina in pagina fino a condurlo ad una esperienza decisamente straniante. E cos'altro si può chiedere ad una lettura se non l'accompagnarci a questa forma intrigante di “anestesia” letteraria?

ggermenia@hotmail.com

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