L'intervista

La banalità del 50enne fedifrago e il sorriso delle donne

Nelle librerie "Divagazioni amorose" della scrittrice catanese Daniela Ginex

In "Divagazioni amorose" la scrittrice catanese Daniela Ginex si mette nei panni maschili del protagonista, il professor Ermes Iannello, l’ennesimo uomo non giovane che perde la testa per una ragazza: «Fino a quando gli uomini avranno accanto donne spalaneve, gli Ermes saranno tanti. L’unico modo per sopravvivere è coglierne gli aspetti paradossali e riderci su»

Daniela Ginex

La scrittrice catanese Daniela Ginex

Il diario intimo di un uomo cinquantenne scritto da una donna. Questo è l’estratto del succo di Divagazioni amorose, romanzo di debutto della catanese Daniela Ginex (ha già pubblicato racconti e curato una rubrica umoristica su Paidòs), uscito da poche settimane per i tipi di Algra edizioni. Ermes Iannello è un professore di lettere in un liceo classico catanese, con una moglie, una famiglia e una cultura, che però non completano il suo mondo. Così Ermes cede alla potenza attrattiva della giovane sensualità di Silvia, sua ex-allieva, fino a una lunga relazione clandestina, alla gravidanza non voluta, alla confessione tardiva alla moglie, alla separazione e alla conclusione definitiva della loro relazione trentennale, e al matrimonio con Silvia. Sembra quasi tutto banale, ma non è la vita ad esser così: è come si raccontano i propri giorni a dare un senso che mira all’unicità. 

Divagazioni amorose

Daniela Ginex riesce nella sfida di esser uomo e a narrare nei dettagli le pieghe di una scelta, con tutti i dubbi, le ansie, le pulsioni, dimostrando tre cose importanti che tengono bene questa storia e incuriosiscono il lettore: il ritmo, il senso dell’umorismo, i dialoghi. Si perdonano a Ermes la sua irritante irresponsabilità e la sua ripetuta vigliaccheria, si condona perfino il suo fastidioso distacco dal figlio in procinto di laurearsi, perché Daniela Ginex sa cucire la trama attorno al confine del corpo umano: i sensi, appunto.
Poche e limitate, le descrizioni di esterni – la Civita, l’Etna –, proprio per la scelta di scrivere in prima persona, come fosse, infatti, un diario, che inizia e finisce al tempo presente. «La città di Catania – dice la Ginex – per me è uno sfondo molto importante della storia, anche se preferisco descriverla attraverso personaggi e modi di essere che attraverso gli ambienti. Una vera protagonista, anche se questa storia potrebbe svolgersi in qualsiasi città: in fondo la provincia si somiglia, e la borghesia ha comportamenti e tic universali».

Tranne Ermes, il protagonista, sono tutte figure femminili (Doralice, Silvia, Sabrina, Virginia, Emma…), e l’uomo viene tracciato come vittima del suo istinto sessuale, sentimentalmente irresponsabile e fedifrago irredimibile: un immaturo. Insomma, sono le donne a sorreggere il mondo?
«Lungi da me volere accendere una guerra di sessi, o fornire un’interpretazione sociologica dei rapporti uomo-donna. Ho voluto raccontare una storia banale, il cinquantenne che perde la testa per una ragazza. L’uomo irresponsabile e le donne che sorreggono il mondo? Questo schema si ripete perché siamo noi donne a creare questi mostri, prima allevandoli da madri e poi assecondandoli da compagne e mogli. Fino a quando gli uomini avranno accanto donne spalaneve, che assecondano in tutto e per tutto il loro narcisismo, deresponsabilizzandoli, gli Ermes saranno tanti».

C’è un suono di fondo, che accompagna la storia, eppur non si manifesta. Si muove distante, ondeggia, sembra avvicinarsi per poi riprendere la macchia. E’ sua maestà il Dolore, pozzo senza fine a cui attingono molte storie di pancia, che possono portare alla nausea profonda o all’attrazione viscerale, da parte di chi legge. In Divagazioni amorose questo non accade per due ragioni: uno, perché, ci confida la Ginex, «la storia, o almeno parte di essa, nasce in laboratorio (la scuola di Luigi La Rosa, raffinato scrittore ed eccellente maestro); oltre a farmi avvicinare a interessanti autori, alcuni dei quali nemmeno conoscevo, la scuola ha dato una disciplina alla mia attività, regolando un senso in direzione del confronto con il lettore piuttosto che come esercitazione autoreferenziale; il principale spunto è stato provare a raccontare da un obiettivo maschile»; due, per il perfido, liceale, a volte sfrenato senso dell’umorismo, che fa da contrappeso a qualcosa che regola comunque la nostra vita – il sesso –, e che funge da sempre, nel cuore e nella penna di Daniela Ginex, come intelligente antidoto alle inevitabili amarezze. «L’unico modo per sopravvivere è coglierne gli aspetti paradossali e riderci sopra, così da allontanare paura e disperazione», sorride Daniela.

sir.joe23@alice.it

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