L'intervista

Francesco A. Russo: «Ho messo su carta i miei lampi alcolici»

Non è un saggio nè un romanzo ma una via di mezzo tra un libro e un taccuino "Scrivo per dimenticare", l’ultima opera dello scrittore catanese. Una Peruzzina d'autore fatta di poesie, parole intime e pensieri senza filtri

Nello spazio di una Peruzzina d’autore, lo scrittore catanese ha raccolto una sessantina di pensieri nati in un bar, in una sera di forti emozioni. Nasce così "Scrivo per dimenticare", poesie, parole intime e pensieri senza filtri. Con sopresa finale. Dopo la presentazione a Milano, domenica 17 dicembre a Catania: «È un modo per metabolizzare la società contorta»

Francesco A. Russo

Lo scrittore catanese Francesco A. Russo

«La scrittura non mi ha solo salvato, mi ha proprio fatto conoscere il vero me stesso e mi ha reso libero. Ho cominciato a scrivere nel 2001, quando ho perso mio padre, e da allora scrivere è la mia terapia». Una terapia che ha portato lo scrittore e giornalista catanese Francesco A. Russo, classe 1980, a lavorare con la parola in tutte le sue forme – Russo tiene corsi di scrittura creativa e collabora come autore, sceneggiatore, editor e copywriter con agenzie pubblicitarie e case editrici – e a pubblicare vari libri, tra cui Il vestito cucito addosso (oggi alla sesta ristampa) e a tradurre Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry.
E una terapia da cui ora è nato il nuovissimo Scrivo per dimenticare, un volume originale, edito da Peruzzo Editoriale, che raccoglie nella prima parte (la seconda è fatta di pagine bianche come in un semplice taccuino) poesie, parole intime e pensieri senza filtri che l’autore definisce lampi alcolici.

Francesco Russo Scrivo per dimenticare

«Ho voluto chiamarli così – spiega lo scrittore - perché, di fatto, sono pensieri nati in un bar, in una serata in cui un foglio vuoto di word sul mio pc ha incontrato i fumi dell’alcol. Era il 18 dicembre 2015, una serata strana, quando, in meno di due ore, buttai giù una sessantina di pensieri che poi rimasero abbandonati in un angolo remoto del mio hard disk finché non si è presentata questa interessante opportunità. Questi pensieri potevano anche convogliare in un altro tipo di progetto, però, la forma della Peruzzina d’autore, un libro taccuino che invita anche il lettore a lasciarsi andare e buttare giù i propri stati d’animo e le proprie emozioni, mi è sembrata la formula migliore».

Andrea G. Pinketts

Lo scrittore Andrea G. Pinketts

Dopo la presentazione di ieri sera a Le Trottoir Alla Darsena di Milano, il libro-taccuino Scrivo per dimenticare sarà presentato in prima regionale domenica 17 dicembre al MA di Catania (ore 19.30) durante una serata alla quale prenderanno parte, insieme allo stesso autore, lo scrittore Andrea Pennisi e il creativo catanese Lorenzo Guarnera che ha avuto un ruolo importante con la realizzazione delle illustrazioni interne.
Oltre alla collaborazione di Guarnera, il progetto editoriale, curato dall’editore e da Lorenzo Menini e Gianluca Politi della Peruzzo Industrie Grafiche, si avvale della collaborazione dello scrittore e giornalista Andrea G. Pinketts che ha curato la prefazione, dell’artista nisseno Giuseppe Veneziano, protagonista della copertina con l’opera Il declino del ragno «che si sposa perfettamente all’idea del bere per dimenticare e al concetto su cui torno spesso, ovvero “siamo tutti supereroi oggi, depressi a volte, e vomitiamo parole perché incapaci di contenere”».

Giuseppe Veneziano

L'illustratore Giuseppe Veneziano

«Mi capita di scrivere per dimenticare – sostiene lo scrittore nella sua prefazione – soprattutto quando sono saturo di detriti quotidiani. È un modo per metabolizzare la società contorta con cui inevitabilmente ho a che fare, per far uscire la mia realtà interiore, intrisa di verità, essenza, coerenza a me stesso».
Come nel caso di queste poesie da bar, appunto, che sono venute fuori, come spiega Russo «senza pianificazione, durante una sorta di trans letterario, senza freni inibitori. Ho veramente scritto di tutto, dedicando, pensando, anticipando persino l’immaginazione. Ricordo benissimo quei lampi: scrivevo il titolo e le poesie venivano fuori da sole, in quel bar che come tanti altri, dovrebbe davvero essere riconosciuto patrimonio dell’umanità».

Lorenzo Guarnera

Il creativo Lorenzo Guarnera

Un po’ come il bar parigino Le progrès dove Russo, da sempre innamorato della città francese, trascorre lunghe ore ogni volta che torna nella capitale francese, città dove si sente veramente a casa. «Parigi è la città del cuore – confessa –. Anche se ho deciso di restare a vivere a Catania, non riesco a fare a meno di tornarci almeno quattro volte l’anno. Ho bisogno di respirare quell’aria, quell’energia e di immergermi nelle atmosfere bohémien che sento particolarmente vicine a me».
Ed è proprio tra Parigi e Catania, tra corsi di scrittura ed editing, che Francesco Russo continua a lavorare al suo nuovo romanzo: La ripetizione incantevole delle cose in cui racconta del viaggio di un uomo alla ricerca di se stesso e del padre.

Andrea Pennisi

Andrea Pennisi

mariaenzagiannetto@gmail.com

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