Lo scrittore

Christian Maria Giuseppe Bartolomeo, il primo siciliano nel palmares de La Giara

Con il suo romanzo d’esordio "Le Quindici", l'ingegnere- scrittore originario di Raffadali, nell’Agrigentino, ha vinto il secondo premio al concorso letterario di Rai-Eri: «Portare a casa un premio ispirato al genio di Pirandello, e mai vinto da un siciliano, è stato un onore»

"Le Quindici" è un romanzo ironico ambientato nei primi Anni 60, in un piccolo centro dell'agrigentino: don Salvo, parroco del paese, viene ritenuto in odore di santità e tutti pretendono i suoi “favori”, perfino il vescovo e il mafioso di turno. Bartolomeo ha già pronto un nuovo romanzo, "Malagloria", che è entrato nella terna dei finalisti del Mursia Romanzo Italiano, il concorso nazionale indetto da RTL 102.5 in collaborazione con la nota casa editrice Mursia, il cui vincitore sarà decretato il prossimo 19 giugno

Christian Maria Giuseppe Bartolomeo

E’ stato appena pubblicato da Navarra Editore, Le Quindici, romanzo d’esordio del quarantenne Christian Maria Giuseppe Bartolomeo, ingegnere per l’Ambiente e il Territorio, originario di Raffadali, nell’Agrigentino.
Il romanzo è stato selezionato per rappresentare la Sicilia alla VI edizione del prestigioso concorso letterario La Giara indetto da Rai e Rai-Eri, ideato per dare spazio e visibilità a giovani scrittori di tutta Italia. Tra i tanti manoscritti pervenuti, la commissione Rai Sicilia ha scelto proprio quello dell’ingegnere siciliano, sposato e padre di tre figli, che per motivi di lavoro vive attualmente a Gioia Tauro, in Calabria.

Le quindici di Christian Maria Giuseppe Bartolomeo

Alla fase nazionale il romanzo è entrato nella terna dei finalisti e la giuria, presieduta da Daria Bignardi, lo ha premiato col posto d’onore: "La narrazione è strutturata come una rocambolesca commedia degli equivoci, che unisce toni popolari e dialettali a linguaggi più elevati. Il gioco dei miracoli annunciati, delle coincidenze incalzanti, delle soluzioni impreviste, alimenta abilmente l’ambiguità tra caso e intervento divino”, si legge nelle motivazioni.
A consegnare materialmente la Giara d’argento è stato il noto presentatore televisivo Giancarlo Magalli, nella Sala degli Arazzi di viale Mazzini, a Roma, sede della Rai, durante una cerimonia in cui sono stati anche letti alcuni brani dei tre romanzi finalisti da Deborah Caprioglio, Pino Caruso e Gianfranco Iannuzzo.

«Adoro Pirandello, Verga, Camilleri e l’ironia di Melania Mazzucco - dice Christian Maria Giuseppe Bartolomeo -, sono appassionato delle vite dei santi e di viticoltura, ma con scarsi risultati! "Le Quindici" è il mio primo romanzo, ho iniziato a scriverlo perché Luigi, l’ultimo dei miei tre figli, voleva dormire fra le mie braccia e non nella culla. Non riuscendo a far altro, ho iniziato a dare sfogo alla mia fantasia. E’ stato la mia fonte di ispirazione insieme alle Quindici orazioni di santa Brigida. Oltre la mia Sicilia, dove sono nato e cresciuto, conosco molto bene anche la Calabria che mi ha adottato, e quindi per il mio romanzo ho preso spunto proprio dall’identità di queste due regioni, così vicine, così simili, eppure tanto diverse, dove vive tanta buona gente».

Christian bartolomeo e Giancarlo Magalli

Lo scrittore agrigentino Christian Maria Giuseppe Bartolomeo con Giancarlo magalli durante la premiazione del premio La Giara

Le Quindici è un romanzo ironico ambientato nei primi Anni 60, in un piccolo centro dell'agrigentino: don Salvo, parroco del paese, viene ritenuto in odore di santità e tutti pretendono i suoi “favori”, perfino il vescovo e il mafioso di turno. Non manca il compaesano di buon cuore, l’unico che il parroco vuole salvare, Antonio Tuttolomondo, un gigante silenzioso rientrato in paese dopo molto tempo per ricevere l’eredità del fratello, e al quale un sogno premonitore ha annunciato morte certa entro quindici giorni. L’uomo è gravato da un peccato che lo opprime da anni e che, secondo una superstizione legata alle Orazioni di Santa Brigida, potrà espiare solo con una morte fulminea allo scadere – appunto – del quindicesimo giorno dal sogno premonitore. Intanto i “miracoli” sembrano compiersi, ma proprio come accade nella commedia classica, svelati tutti i retroscena, i “miracoli” non sembreranno che interventi del destino per distribuire equamente punizioni e buona fama. Un gioco tra chi a parole sempre più convinte sbandiera e si fa scudo della sua presunta fede e chi, in silenzio e discrezione, coltiva i mille dubbi che la fede vera provoca.

«Il premio letterario La Giara - aggiunge l’autore - è stata un’occasione che è andata oltre le mie aspettative. Per me che sono agrigentino, portare a casa un premio ispirato al genio di Pirandello, e mai vinto negli anni da un siciliano, è stato un grande onore».
Bartolomeo ha già pronto un nuovo romanzo, Malagloria, che è entrato nella terna dei finalisti del Mursia Romanzo Italiano, il concorso nazionale indetto da RTL 102.5 in collaborazione con la nota casa editrice Mursia, il cui vincitore sarà decretato il prossimo 19 giugno. «Scrivere – conclude Bartolomeo - è un modo per esprimermi pienamente. Quando lo si fa non si può essere timidi, si esce al naturale. In un mondo mordi e fuggi, che va troppo veloce, dove conta molto l’attimo, la scrittura è un privilegio: si ha modo di riflettere bene, cancellare o correggere, perfezionarsi sempre».

robmistretta@libero.it

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