Tradizioni

Marina Castiglione: «Le fiabe non sono utili solo ai bambini»

La docente nissena in forze all’Università di Palermo è la curatrice di "Fiabe e racconti della tradizione orale siciliana", un volume nato da una ricerca al centro della Sicilia pensata per gli insegnanti (non solo dell’infanzia) che vogliono inserire le fiabe nel programma

Castiglione, “armata” di registratore, telecamera, carta e penna, per un anno è andata in giro per le strade, nelle piazze, nelle case degli abitanti di quattro paesi dell’entroterra siciliano (Delia, Sommatino, Licata e Canicattì) alla ricerca di fiabe. Dopo la sua Caltanissetta, domenica 24 giugno presentazione a Catania

Marina Castiglione

La ricercatrice universitaria nissena Marina Castiglione

Sono soprattutto donne le narratrici delle fiabe del centro Sicilia raccolte nel volume Fiabe e racconti della tradizione orale siciliana, curato da Marina Castiglione, frutto di una ricerca sul territorio.
Il libro, edito dal Centro di studi filologici e linguistici siciliani, presentato ieri nella sua Caltanissetta, sul sagrato della chiesa San Giuseppe, per il primo appuntamento della rassegna I dialoghi di Alchimia, e domenica 24 giugno nella Piazza dei libri di Gammazita di Catania, alle ore 19, dalla dialettologa modicana Elvira Assenza, a cui sarà affiancata l’esposizione pittorica di Lorenzo Ciulla, autore della copertina.

Fiabe e racconti della tradizione orale siciliana di Marina Castiglione

La docente nissena Marina Castiglione, professore associato di linguistica italiana all’Università degli studi di Palermo, “armata” di registratore, telecamera, carta e penna, per un anno è andata in giro per le strade, nelle piazze, nelle case degli abitanti di quattro paesi dell’entroterra siciliano (Delia, Sommatino, Licata e Canicattì) alla ricerca di fiabe. Non tanto per un piacevole ritorno all’infanzia, quanto per raccogliere e custodire un patrimonio culturale che viene tramandato per via orale e che col tempo si sta perdendo. Marina Castiglione non è nuova a questo tipo di studi: portano la sua firma, infatti, numerose raccolte di testi orali popolari, in particolare relativi al lessico delle miniere e a quello dell’alimentazione. Le fiabe raccolte nel nuovo volume sono uniche, non tanto per gli argomenti e i protagonisti che ritornano sempre in uno schema narrativo tradizionale, come classificati da Aarne Thompson o secondo le funzioni della fiaba di Vladimir Propp, quanto invece per la forma del racconto. «Sono versioni che non si trovano in questa forma –spiega la docente- la tradizione orale è in movimento, in evoluzione».

Partendo dall’assunto che alla fine dell’ottocento la Sicilia, insieme alla Toscana, ha fornito la maggiore quantità di testimonianze fiabistiche grazie alla raccolta di Giuseppe Pitrè, tanto che ben 42 delle 200 Fiabe Italiane di Italo Calvino sono tratte dal repertorio siciliano, Marina Castiglione si è chiesta quante di queste fossero ancora presenti sul territorio.
«In corso d’opera la mia ricerca ha cambiato direzione - spiega la docente - perché mi sono resa conto che nel tempo il repertorio si è frammentato».

In Fiabe e racconti della tradizione orale siciliana ci sono incontri, esperienze, voci e sorrisi che insieme alle fiabe sono diventati oggetto di studio, lasciando un segno in chi ha raccolto le testimonianze. Il libro nasce da un’esigenza didattica, è scritto per gli insegnanti che vogliono inserire lo studio della fiaba nel corso di studi dei loro alunni, in una collocazione non necessariamente infantile. «Noi semplifichiamo ciò che non si dovrebbe semplificare - dice Marina Castiglione - cioè la lingua. La fiaba non è per bambini, ha in sé tutte le componenti che consentono ai docenti di esaminare livelli diversi della realtà».
Il volume, infatti, è diviso in due parti: la prima più esplicativa dello studio condotto, mentre nella seconda ci sono i testi trascritti così come registrati dalla viva voce delle narratrici, anziane signore che in alcuni casi sono state anche filmate (la documentazione completa si trova sul portale dialektos.it, dedicata al volume).

Giufà

Nelle fiabe trascritte, le matrigne si trasformano in orchesse, i papà in draghi, i giovani in animali e le donne in piante. L’azione narrativa si muove in uno spazio tra magia e realismo: i racconti sono pieni di santi e di demoni che intervengono nella vita degli uomini per modificarla, mentre sono intenti nelle loro faccende quotidiane, dal fare il pane all’innamorarsi. Un capitolo a parte merita Giufà, il personaggio sempre esistito sin dai tempi dell’antica Persia. Anche la copertina del libro è frutto di una ricerca: il disegnatore Lorenzo Ciulla, uno degli artisti emergenti della pittura siciliana, racconta con i disegni i colori di una Sicilia onirica, immaginifica, fatta appunto di mostri, di sirene e di orchesse. «Anche la grafica doveva parlare della nostra tradizione – conclude la docente - da un paio di anni la ricerca pittorica di Lorenzo Ciulla si è concentrata soprattutto nella rappresentazione di animali e di metamorfosi. Ciò lo ha condotto a riproporre esseri legati alla storia della Sicilia, che ben si affiancano al volume».

Nell'immagine Giufà nella iconografia tradizionale siciliana

ivanabaiunco@gmail.com

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0