L'intervista

Roberto Mistretta: «L’alto senso della giustizia fa di Bonanno un uomo speciale»

Ripubblicato da Frilli editore per la sezione noir regionali, "Il canto dell’upupa" il secondo romanzo della saga del maresciallo dei carabinieri nato dalla penna del giornalista e scrittore nisseno: «Mi sono ispirato ad una storia di pedofilia accaduta a Palermo»

Oggi la presentazione a Mussomeli, domani a Lercara Friddi, martedì a Casteltermini

Roberto Mistretta

Roberto Mistretta, giornalista e scrittore, originario di Mussomeli

Burbero e fumantino, ha il cuore d’oro, il fiuto di un segugio, il vizio del fumo e un debole per la cucina. Il simpatico maresciallo dei carabinieri Saverio Bonanno creato dalla penna versatile di Roberto Mistretta - scrittore e giornalista originario di Mussomeli, autore per conto di prestigiosi quotidiani nazionali di inchieste sociali e civili, - torna in libreria per i tipi dell’editore Frilli di Genova, nella sezione dei Tascabili dedicata ai gialli di ambiente regionale, con una nuova appassionante indagine. Secondo in ordine di pubblicazione dei sette volumi previsti dal progetto editoriale, dopo il titolo d’esordio Il maresciallo Bonanno. Un’inchiesta siciliana, Il canto dell’upupa è un racconto ancora ambientato nell’entroterra siciliano, la provincia di Caltanissetta e il territorio del Vallone, che nell’immaginario letterario assume il nome di Montanvalle.
Costruito sul modello accattivante del noir americano dalla fitta trama in cui si intrecciano molte vicende, il romanzo parla di temi scottanti, prostituzione e abusivismo, sullo sfondo di un crimine orribile, la pedofilia, che Mistretta racconta con allusiva visionarietà senza indulgere su particolari morbosi, attenendosi a un registro di lucida denuncia che non risparmia dal giudizio morale i turpi profanatori dell’infanzia.

Il canto dell'upupa di Roberto Mistretta

Non a caso il volume si apre con la prefazione di don Fortunato Di Noto, il coraggioso prete avolese che da più di un quarto di secolo si batte contro l’abuso sessuale dei bambini, che l’avvento di Internet ha reso sempre più difficile da arginare. «La mia amicizia con don Di Noto risale alla prima uscita nel 2002 del Canto dell’upupa, allora pubblicato da un editore siciliano - spiega Mistretta -. Fu proprio lui a presentarlo a Siracusa, convinto che anche un romanzo può servire a fare luce su un problema così drammaticamente diffuso». E all’eroico sacerdote il papà di Bonanno rende un piccolo omaggio nelle pagine finali del Canto dell’upupa, evocandolo nel personaggio di un prete che fisicamente, come nella realtà don Di Noto, somiglia a Bud Spencer.

Protagonista di storie quasi sempre ispirate a fatti di cronaca, anche questa volta il maresciallo deve risolvere un caso che prende spunto dall’esperienza sul campo del giornalista Mistretta. «Mi sono ispirato a un fatto realmente accaduto in un quartiere di Palermo, dove ragazzini di scuola elementare venivano adescati da adulti e abusati. Solo attraverso la confessione ai sacerdoti e alla conseguente denuncia si venne a conoscenza del fatto. La cosa che più mi colpì fu che i genitori si scagliarono, più che contro i pedofili, contro i preti che avevano fatto emergere il problema. Un’ulteriore violenza dovuta all’ignoranza e al clima di omertà».

Sulle tracce del pestaggio che ha ridotto in fin di vita un pappone, seguito dall’efferato omicidio di un mite elettricista con la passione per la tecnologia, Saverio Bonanno si affaccia sull’abisso più tetro dell’animo umano simboleggiato dall’upupa, l’uccello erroneamente descritto da Ugo Foscolo ne I sepolcri come lugubre animale notturno, e scelto come sigla sulla Rete di una inquietante organizzazione di pedofili. «Bonanno è il carabiniere che tutti vorremmo poter chiamare al momento del bisogno. Credo sia la sua assoluta normalità, fatta di umana sensibilità e di alto senso della giustizia, a renderlo speciale. È un uomo provato dalla vita: abbandonato dalla moglie, deve pensare da solo con l’aiuto della madre, donna Alfonsina, alla figlia adolescente Vanessa. Ma è tenace e ben radicato nei valori che contano».

Carabiniere

Non ha un volto “noto” il maresciallo Saverio Bonanno, dalla penna di Roberto Mistretta sappiamo, però, che è un uomo sì provato dalla vita ma che è tenace e ben radicato nei valori che contano

Circondato dalla consueta galleria di personaggi che Mistretta caratterizza con rapide pennellature ironiche - in testa il fido brigadiere Steppani patito di motori -, in questo romanzo Bonanno conosce Rosalia, l’avvenente assistente sociale destinata a diventare importante nella vita dell’impacciato maresciallo. «Da oltre un decennio, prima ancora che in Italia, Saverio Bonanno ha conquistato il mercato dei lettori europei, in testa Austria, Germania e Svizzera. La casa editrice Luebbe nel maggio scorso ha proposto una versione digitale della serie con una nuova veste grafica che sta avendo molto successo. L’editore Frilli mi ha anche detto che c’è qualche interesse da parte di una casa editrice americana. Incrociamo le dita».

Intanto Mistretta lavora alla revisione del Diadema di pietra, terza avventura di Bonanno sul tema della guerra in Bosnia che uscirà per Frilli nel 2019, e a un nuovo racconto breve, protagonista Bonanno e i gatti, per la seconda antologia noir che uscirà a ottobre in onore dello scomparso editore Marco Frilli.
Il libro sarà presentato oggi alle 19, al chiostro dei Monti di Mussomeli, domani alle 18.30 al Luglio letterario in piazza in piazza Abate Romano di Lercara Friddi, e il 24 luglio, alle 19, a in piazza dei Cosmi a Casteltermini, per la rassegna Lampi nel buio di Sikelianews.

giovannacaggegi@yahoo.it

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