Graphic journalism

Bonaccorso e Rizzo: «Basta fare politica sulla pelle dei migranti»

Il fumettista messinese Lelio Bonaccorso e il giornalista trapanese Marco Rizzo, pluripremiati autori di "Salvezza", l’esperimento di graphic journalism nato a bordo della nave Aquarius, continuano l'impegno civile contro le fake news sul tema delle migrazioni

Marco e Lelio alla fine dle 2017 avevano condiviso 20 giorni di navigazione sulla nave della Ong Sos Mediterranée per raccontare, in un esperimento di graphic journalism unico nel suo genere, il primo contatto in mare tra chi salva e chi viene salvato. Un impegno civile che prosegue: per Rizzo sui luoghi degli sbarchi da dove realizza documentari, e per Bonaccorso anche sui social, dove pubblica vignette a sfondo satirico

"Salvezza" di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso

Una delle tavole di "Salvezza" di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso per concessione di Feltrinelli Comics

«L’Italia è una nazione che salva la gente, non che la lascia morire. Non è sulla pelle dei deboli che si gioca una partita politica, quella si fa nei palazzi e soprattutto non al prezzo di vite innocenti. Ci fa paura il ribaltamento dei valori cui stiamo assistendo». Quando il 3 maggio scorso, il loro reportage a fumetti Salvezza, edito da Feltrinelli Comics, arrivò in libreria, il giornalista e sceneggiatore trapanese Marco Rizzo e il fumettista e illustratore messinese Lelio Bonaccorso non avrebbero mai immaginato di ritrovarsi, appena un mese dopo, a seguire preoccupati le vicende dell’Aquarius, nave della Ong Sos Mediterranée, bloccata nel Mediterraneo in balìa delle decisioni del governo. Increduli e preoccupati, Marco e Lelio sono rimasti per giorni in contatto costante con l’equipaggio e i soccorritori con i quali, 6 mesi prima, avevano condiviso 20 giorni di navigazione dopo essersi imbarcati proprio per raccontare, in un esperimento di graphic journalism unico nel suo genere, il primo contatto in mare tra chi salva e chi viene salvato.

Salvezza di marco Rizzo e Lelio Bonaccorso

L’idea alla base del progetto Salvezza (www.salvezza.feltrinellieditore.it) era nata a maggio 2017 quando il fumettista Tito Faraci, al suo debutto come curatore della collana Feltrinelli Comics, chiese a Rizzo e Bonaccorso, coppia pluripremiata e conosciuta nel settore del graphic novel in Italia, di proporre una storia per la nuova collana. Un’occasione che i due autori siciliani non si sono lasciati sfuggire, chiedendo all’editore, appunto, la possibilità di essere sostenuti nell’impresa di imbarcarsi sulla nave di una Ong e poter così raccontare quello che avrebbero visto a bordo.
E così, per tre settimane, a partire dal 10 novembre 2017, Marco e Lelio hanno vissuto accanto ai soccorritori, partecipando ai briefing e a quattro rescue («purtroppo per il quinto fummo bloccati perché il barcone si trovava ancora nelle acque di pertinenza della Guardia costiera libica», raccontano) e raccogliendo il materiale utile a riconsegnare in forma di fumetto le storie di soccorritori e migranti.

lelio Bonaccorso sulla nave Aquarius

Lelio Bonaccorso a bordo della nave Aquarius disegna per i migranti

«È stata un’esperienza che ci ha profondamente segnati – raccontano Marco e Lelio – e che consiglieremmo vivamente soprattutto a coloro che non credono che questa gente fugga davvero da guerre, torture e miseria o a coloro che nutrono dubbi sull’operato delle Ong. Quando siamo rientrati a casa, dopo quei giorni in mare, con ancora nelle orecchie le urla di chi chiedeva aiuto, eravamo ancora più determinati di prima a far conoscere le storie ascoltate e a far comprendere come, a poche miglia da noi e nel silenzio generale, si stia consumando uno dei più grandi olocausti di tutti i tempi. Abbiamo raccolto le testimonianze di chi ha percorso il deserto in cerca di una vita migliore, le denunce di chi fuggiva dalla guerra ed è rimasto prigioniero in Libia, i racconti delle violenze e degli stupri e soprattutto il grande desiderio di libertà che spinge uomini e donne ad affrontare l’incertezza del mare».

marco Rizzo sulla nave Aquarius

Marco Rizzo sulla nave Aquarius

Un’esperienza e una pubblicazione che hanno, qualora fosse stato necessario, sigillato l’intesa tra i due artisti siciliani che, dopo essersi conosciuti alla Scuola del Fumetto di Palermo, negli anni si sono distinti per i loro graphic novel di impegno civile, parlando di mafia, ambiente, valori e non ultimo proprio di migranti, con il reportage La macchina dell'accoglienza – Scarpe, pubblicato nell'antologia di BeccoGiallo La traiettoria delle lucciole - Antologia del nuovo giornalismo a fumetti italiano (2015), la fiaba L’immigrazione spiegata ai bambini – La storia di Amal (Becco Giallo, 2016), fino ad approdare a questo esperimento di graphic journalism unico in Italia: 128 pagine di grande impatto emotivo e visivo in cui le tavole puntano tutto sulla bicromia grigio e arancione. «Bianca e arancione – spiegano i due autori – è la nave Aquarius, arancione è il colore dei giubbotti di salvataggio, arancione è, per i migranti, il colore della salvezza».
Un piccolo grande contributo all’informazione, corredato di dati e statistiche, che punta a smontare le fake news sui soccorsi in mare e che è già valso ai due artisti siciliani il premio Graphic journalism a Etnacomics 2018.

Salvezza di marco Rizzoe e lelio Bonaccorso

Una tavola di "Salvezza", per concessione di Feltrinelli Comics

Un impegno civile che prosegue: per Marco sui luoghi degli sbarchi da dove realizza e condivide video documentari, e per Lelio anche sui social, dove pubblica vignette a sfondo satirico.
«Ci sono immagini che nascono spontanee, quelle che un autore non può fare a meno di buttare giù su un foglio - dice Bonaccorso -. Qualche poveraccio ha detto che la morte di questa gente è “un prezzo da pagare”... per cosa? Torno a ribadire che non si può fare politica, né tantomeno filosofia sulla pelle delle persone».

Il silenziod egli innocenti di lelio Bonaccorso

Vignetta di Lelio Bonaccorso

«Il nostro augurio - dice Rizzo – è, oggi più che mai, che Salvezza arrivi soprattutto tra i banchi delle scuole secondarie e superiori. Non ci illudiamo, infatti, che possa essere letto da quegli adulti che tra pregiudizi e paura dell’altro non si avvicinerebbero mai a un testo del genere, ma speriamo che almeno, arrivando nelle mai dei ragazzi, possa fornire loro uno strumento di conoscenza utile a contrastare le falsità, e a costruire una coscienza critica negli adulti di domani».
«Quello che ci sembra allarmante – concludono Lelio e Marco - è il ribaltamento di un sistema valoriale, in cui chi salva una vita diventa un criminale e chi respinge e odia è dalla parte giusta. Noi pensiamo che così non si possa costruire un mondo migliore per chi verrà dopo, ma lascerà loro solo un’eredità di paura e intolleranza».

la pacchia è finita di Lelio Bonaccorso

Vignetta di Lelio Bonaccorso

mariaenzagiannetto@gmail.com

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