Il ricordo

Federica Raccuglia: «Vi racconto don Pino Puglisi, il comunicatore»

Nel libro, edito da La Zisa, dedicato al prete ucciso dalla mafia a Brancaccio nel 1993, la giornalista palermitana ne valorizza la propensione al dialogo: «Talvolta - diceva il sacerdote - occorre parlare il linguaggio dei bambini per farsi capire»

La giornalista palermitana, che aveva appena tre anni quando ammazzarono il sacerdote, è stata colpita dalla visione del film di Roberto Faenza "Alla luce del sole". «Avevo 16 anni - ricorda - e mi emozionai tantissimo. Ho voluto mettere in luce il rapporto che don Puglisi sapeva creare con tutti. Nessuno escluso»

Federica Raccuglia

La giornalista palermitana Federica Raccuglia

«Sento che è un modello autentico, per me e per i preti che non possono fare a meno di guardare a lui come quel fascio di luce che irradia la terra del Sud. Modello, perchè ha saputo camminare a testa alta». Così scrive monsignore Giancarlo Bregantini, arcivesco metropolita di Campobasso, nella prefazione del saggio L'uomo del dialogo contro la mafia. La storia di Padre Pino Puglisi, scritto dalla giornalista palermitana Federica Raccuglia per i tipi di Edizione La Zisa. «Ho voluto mettere in luce - spiega la giornalista - il rapporto che lui sapeva creare con tutti. Nessuno escluso, dai bambini ai giovani agli adulti, sapeva portare il messaggio d’amore per la vita. Con la sua semplicità, conquistava. Quando andò via da Godrano, i parrocchiani gli regalarono la macchina perchè ne era sprovvisto».

L'uomo del dialogo contro la mafia di federica Raccuglia

Nel saggio, la Raccuglia ha valorizzato lo stile comunicativo di padre Pino, il fil rouge che ha attraversato la sue esperienze, da Godrano all'Addaura, dalla direzione del Centro Vocazionale alla nomina di parroco della Chiesa di San Gaetano a Brancaccio. Alla sua biografia, accompagnata da numerosi testi scritti da padre Puglisi, vi sono anche lettere appunti, registrazioni di incontri e testimonianze di collaboratori, colleghi amici, familiari e studenti. Indispensabili i documenti dell'Archivio Giuseppe Puglisi a Palermo, realizzato grazie al certosino lavoro di Agostina Ajello, assistente sociale missionaria e storica collaboratrice di Pino Puglisi. Federica Raccuglia realizza e pubblica alcune interviste inedite. «Diceva: io so che l’ultimo attentato al cantiere della parrocchia è rivolto a me. Io so anche che voi siete figli di questa chiesa, qui siete stati battezzati. Le porte della chiesa resteranno sempre aperte per voi. Vi aspetto. Parliamone». Parliamone? Un parroco che invita i mafiosi al dialogo?

È uno dei passaggi dell’intervista a Salvo Palazzolo, oggi giornalista affermato di giudiziaria di La Repubblica di Palermo che lo conobbe nel periodo in cui era della Fuci. Le altre, a Rosalba Peligra, a cui lo legava un’amicizia duratura negli anni e a Pino Martinez, del Comitato intercondominiale di via Hazon. Padre Pino, con la semplicità che lo contraddistingueva e la forza della parola, si unì alle lotte di quello che è stato un laboratorio di progetti ed iniziative per restituire dignità e speranza agli abitanti di una delle periferie di Palermo più degradate. «La situazione nel quartiere Brancaccio portò padre Puglisi - si legge nel libro - all'urgenza di trovare una soluzione: nacque così il 29 gennaio del ‘93 il Centro Padre Nostro. Padre Pino Puglisi dovette chiedere un prestito dando come garanzia il suo stipendio di insegnante e le offertedei fedeli».

Federica Raccuglia, che aveva appena tre anni quando ammazzarono Padre Puglisi, è stata colpita dalla visione del film di Roberto Faenza Alla luce del sole. «Avevo 16 anni - ricorda - e mi emozionai tantissimo. Volli saperne di più e quando a 23, dovetti preparare la tesi di laurea in editoria e comunicazione all'università di Tor Vergata a Roma, non ebbi dubbi». Raccuglia inizia a preparare la sua tesi incontrando anche, tra gli altri, don Mario Torcivia, redattore della “positio” per la betificazione di don Pino, avvenuta il 25 maggio del 2013. «Sono tanti i tasselli che mi legano a Padre Pino Puglisi - spiega la giovane autrice palermitana -. Sono stata studentessa in quel liceo, il Vittorio Emanuele II dove lui insegnò, ho abitato in quel quartiere Settecannoli frequentando anche la chiesa dove lui era stato e con la mia famiglia abbiamo abitato in quella piazza Anita Garibaldi, dove venne ammazzato».

A distanza di 25 anni dal suo martirio, padre Pino Puglisi segna una tangibile testimonianza di fede e d'amore. «Le idee si possono comunicare attraverso il gioco - diceva - talvolta occorre parlare il linguaggio dei bambini per comunicare in maniera diretta e far arrivare messaggi di fede e di speranza ai cuori degli uomini».

messinagiusy@libero.it

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