Il racconto

"Qui per te" di Simonetta Grasso: quanto amore ci vuole per lasciarti andare

Ispirato da "Here for you" di Neil Young, per concessione di Algra Editore pubblichiamo uno degli otto racconti raccolti su "Antologia di musica leggera" a cura di Alessandro Russo e Gabriella Rossitto, step finale del corso di scrittura creativa "Scritturiamo-Algra"

"Antologia di musica leggera" è una raccolta di racconti scolpita sulle sette note d’un pentagramma. Grazie a Simonetta Grasso, Luana Paladino, Diego Salemi, Maria Cirrincione, Alessandro Buscemi, Caterina Maria Torrisi, Salvatore Giuffrida e Giuseppe Torrisi otto canzoni si trasformano in luoghi dell’anima. Vedono la luce tribolazioni d’amore, danze sensuali e viaggi meta-temporali con un unico fil rouge: il linguaggio universale della musica

Qui per te di Simonetta Grasso

Si chiude il corso di scrittura creativa Scritturiamo-Algra e si apre l’antologia dei partecipanti; germoglia una raccolta di racconti scolpita sulle sette note d’un pentagramma. Un mondo interiore che si spalanca: otto canzoni si trasformano in luoghi dell’anima. Vedono la luce tribolazioni d’amore, danze sensuali e viaggi meta-temporali con un unico fil rouge: il linguaggio universale della musica. Nasce così Antologia di musica leggera (2018, AA.VV. Algra Editore) con i racconti di Simonetta Grasso, Luana Paladino, Diego Salemi, Maria Cirrincione, Alessandro Buscemi, Caterina Maria Torrisi, Salvatore Giuffrida e Giuseppe Torrisi.

Curatori dell’antologia sono Alessandro Russo e Gabriella Rossitto. La copertina è dell'artista Enzo Salanitro.

Per concessione dell’editore pubblichiamo il racconto Qui per te di Simonetta Grasso, liberamente ispirato dalla canzone Here For You di Neil Young.

“Deve andare via, deve andare a studiare fuori. domani sera sarà partito. Il cuore manca un colpo".

Si aggira per casa e lo sguardo vuoto fissa tutta quella roba disordinatamente ammonticchiata qua e là. “Che casino” pensa.
Sente il bisogno di vedere ogni cosa al suo posto.
Sono giorni che acquista cose, oggetti utili, tutto quello che può, potrebbe, forse anche solo in caso eccezionale,servire a suo figlio. Scarpe, calze, medicine… Ah, il Bentelan. Non ricorda se lo ha comprato. “Mica è allergico”, ma non si sa mai. E se poi lo punge un insetto strano? Riflette, domani c’è ancora tempo per passare di nuovo in farmacia.
Per il resto è sicura di avere comprato tutto. tutto in quei mucchi che dovranno essere stipati nella valigia. La vede piccola. La
vorrebbe immensa perché sicuramente servirà ancora qualcosa.
Come può bastare se Giacomo deve lasciare la sua casa?
Deve andare via, deve andare a studiare fuori.
Domani sera sarà partito.
Il cuore manca un colpo. Domani sera tornerà l’ordine. Al rientro dall’aeroporto si ripromette di mettere via ciò che è rimasto, che non è entrato in valigia o che sarà stato disdegnato. Ci saranno sicuramente da sistemare tutti quei caricabatteria e quei cavetti che poi non sono mai quelli giusti.
«Mamma, ma non lo vedi che l’attacco è diverso?»
Beh, allora li metterà in una scatola, ammassati tutti insieme.
Cerca di concentrarsi su cos’altro potrebbe servire.
Oggetti, oggetti. Forse ci sono tutti.
Ma allora ha finito!
È tutto qui?
Ma come può bastare?
e l’odore della casa?
e il guaire del cane che ti viene incontro quando arrivi?
Si siede per terra in mezzo a quel tutto.
ed ecco che la voragine di emozioni, tappata da un pezzetto
di carta velina, risucchia tutta l’iperattività degli ultimi giorni.
Ma com’è che è finito tutto così in fretta? È l’ora di andare, già.
L’infanzia e l’adolescenza di suo figlio le vede passare in un fiat. Che cretina quando tutto le sembrava faticoso. Le infinite letture serali per accompagnarlo al sonno; portarlo a scuola ogni mattina di corsa; e poi le estenuanti discussioni che finivano sistematicamente in lite. E la volta che da piccolo gli aveva dato uno schiaffo. Perché, perché lo aveva fatto? Lo sapeva che era stato uno scatto di rabbia e ora avrebbe voluto cancellarlo.
Tornare indietro e aggiustare tutte le cose storte. Tutte le volte che non lo aveva ascoltato o non aveva capito che era in difficoltà o che era stata troppo severa.
Come avrebbe voluto che rimanessero solo le manifestazioni di amore per lui. Per quell’esserino che non appena nato le era
stato posato sulla pancia e che, con uno sguardo assurdamente indagatore, aveva guardato lei e papà come volesse subito valutare in che situazione era andato a finire.
E ora è già pronto per andare? Lo sa che è pronto.
Lui sì che è pronto.
Guarda la valigetta. Per quanto potrà dilatarsi perstipare cose, non potrà mai contenere l’amore di cui sei circondato.
“Quanto amore ci vuole per lasciarti andare, addirittura incoraggiarti ad andare, figlio mio. unico figlio mio”, questo pensiero le scatena il pianto.
Deve dirglielo ancora una volta che lei lo ama. Deve dirglielo che ci sarà sempre. Ma non può dirlo a parole.
È pomeriggio. L’ansia di arrivare in aeroporto – che tanto per Giovanni c’è sempre tempo. Ok, bagagli chiusi.
«Hai messo il lucchetto?»
Check-in: tutto fatto. Adesso deve infilarsi in quel serpentone per i controlli.
Oddio, è ora. deve salutarlo. Lo sguardo non deve tradire i sentimenti. deve partire sereno.
Lo bacia. Gli augura in bocca al lupo e furtivamente gli mette in tasca il fogliettino su cui ha ricopiato le parole di una canzone
di Neil Young, Qui per te.
Quando i tuoi giorni d’estate vanno in pezzi
E ti trovi da solo
Allora puoi ritornare e restare con me
Chiudi gli occhi e io sarò lì
Ascolta il suono
Di questo vecchio cuore
Che batte per te
Sì, mi manchi
Ma non vorrei mai frenarti
Si potrebbe dire che
Sono qui per te
Quando scende l’inverno sulla tua nuova casa
E cadono i fiocchi di neve
Allora puoi ritornare e restare con me
Chiudi gli occhi e sarò lì
Ascolta il suono
Di questo vecchio cuore
Che batte per te
Sì, mi manchi
Ma non vorrei mai frenarti
Si potrebbe dire che
Sono qui per te
In primavera ti circondano le braccia protettive
In autunno ti lasciano andare per la tua strada
Felicità, so che ti troverà sempre
E quando lo farà spero che resterà
Sì, mi manchi.
Sarò sempre
Qui per te
A casa è un macello.
deve trovare subito una scatola per tutto quel groviglio di cavetti così che quando tornerà non se la prenderà con lei accusandola di averli persi.

Neil Young

Neil Young


Here For You, Neil Young, 2005
(dall’album Prairie Wind)

When your summer days come tumblin’ down
And you find yourself alone
Then you can come back and be with me
Just close your eyes and I’ll be there
Listen to the sound
Of this old heart
Beating for you
Yes, I miss you
But I never want to hold you down
You might say
I’m here for you
When winter comes to your new home
With the snowflakes fallin’ down
Then you can come back and be with me
Just close your eyes and I’ll be there
Listen to the sound
Of this old heart
Beating for you
Yes, I miss you
But I never want to hold you down
You might say
I’m here for you
In the spring, protective arms surround you
In the fall, we let you go your way
Happiness, I know will always find you
And when it does, I hope that it will stay
Yes I miss you
But I never want to hold you down
You might say
I’m here for you
I’ll always be
Here for you

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