Il disco

"Svuoto i cassetti", il trasloco delle emozioni di Erica Mou

Il singolo della cantautrice pugliese anticipa il nuovo album "Bandiera sulla luna"

Esce oggi nelle radio ed è vionabile su Youtube il nuovo singolo della cantautrice pugliese che anticipa il nuovo album "Bandiera sulla luna": «E' una delle prime canzoni che ho scritto per "Bandiera sulla luna" e ci tenevo fosse anche la prima della title track e il primo singolo. Perché racconta la preparazione al nuovo, un trasloco fisico ed emotivo insieme»

Erica Mou

La cantautrice pugliese Erica Mou

E’ online “Svuoto i cassetti”, il nuovo video di Erica Mou, primo singolo estratto dal nuovo disco di inediti “Bandiera sulla luna”, in uscita il 1 dicembre per Godzillamarket. Disponibile anche il brano per le radio. «”Svuoto i cassetti” – spiega l’artista - è la storia di un trasloco. E lo sappiamo tutti che incubo possa essere! Così come conosciamo tutti la soddisfazione di farcela con le proprie braccia e guardare la nostra nuova casa pronta ad accoglierci. E' una delle prime canzoni che ho scritto per "Bandiera sulla luna" e ci tenevo fosse anche la prima della title track e il primo singolo. Perché racconta la preparazione al nuovo, un trasloco fisico ed emotivo insieme. Il tempo passa e cambiamo gusti e taglie, gli abiti di un tempo non ci si addicono più. Non resta che svuotare i cassetti, spogliarsi, guardarsi nudi e ricucirsi partendo dalla stoffa. Un abito su misura è più costoso, ha tempi più lunghi di lavorazione, è più complesso da realizzare. Ma poi sì che ci si sente in sé. Abbiamo girato il videoclip nella storica bottega di tessuti Bassetti, in centro a Roma. Le "attrici" che mi cuciono l'abito addosso sono le sarte di Madamina, una giovanissima realtà di confezionamento di abiti su misura».

Si intitola “Bandiera sulla luna”, il nuovo atteso disco di inediti di Erica Mou, in uscita venerdì 1 dicembre per l’etichetta milanese Godzillamarket, con distribuzione Artist First. “Bandiera sulla luna” racconta la conquista di nuovi spazi interiori, così sconosciuti e desiderati da rappresentare “la luna”. Descrive una generazione intera e la sua irrequietezza. Parla della capacità di amare senza possedere e di comunicare in maniera diretta senza vergognarsi.

E’ il primo disco che Erica Mou scrive totalmente lontana dalla sua terra d’origine, la Puglia: soprattutto a Roma, ma anche in Portogallo, Francia e Cambogia. Il suo mondo musicale nasce dall’incontro tra cantautorato classico e sensibilità moderna: Erica si conferma portavoce di una nuova poetica cantautorale femminile, volta all’essenziale ma ricca di introspezione e personalità. A soli ventisette anni, Erica Mou ha già all’attivo oltre 500 concerti in Italia e all’estero (Brasile, Stati Uniti, Gran Bretagna, Belgio, Francia, Germania, Ungheria), ha pubblicato quattro album in studio e ha preso parte al Festival di Sanremo (2012), nella sezione Giovani, classificandosi seconda e vincendo il premio della critica Mia Martini, il Premio Sala Stampa Radio Tv e, successivamente, il premio Lunezia.

Nella sua decennale carriera, ha aperto i concerti di artisti come Paolo Nutini, Patti Smith e Susan Vega, e ha calcato grandi palchi come quello del Primo Maggio di Roma, dell’Heineken Jammin’ Festival, del Wind Music Awards e dello Sziget. «Idealmente ho voluto dividere questo lavoro in due parti – racconta la cantautrice -. La prima parte della scaletta è il viaggio di andata, di ricerca, di demolizione, di inquietudine. “Svuoto i cassetti” è un trasloco emotivo che dà inizio al viaggio; Roma era vuota è un sogno che si scontra con una realtà diversa; “Irrequieti”, “Ragazze posate” e “Amare di meno” hanno quello spirito di ricerca di un contatto profondo con le cose da parte di una generazione intera, che si sostiene come può; “Al freddo” è una lettera che rivendica calore.
La seconda parte del disco è l'arrivo sulla luna, l'assenza di gravità, una leggerezza ritrovata potendo guardare da un punto di vista diverso, nuovo, non necessariamente ideale ma senza dubbio guadagnato e onesto. “Bandiera sulla luna”, “Canzoni scordate”, “Arriverà l'inverno”, “Non so dove metterti”, “Souvenir” e “L'unica cosa che non so dire” sono dei brani anche a volte musicalmente più lievi, a volte divertiti o con il cuore più spalancato che arrivano a dire dell'impossibilità di raccontare, per il troppo sentire, per il troppo vivere.
Al centro di questo viaggio c'è “Azzurro”, che nel 2018 festeggia cinquant'anni. Ho voluto spogliarla per mettere a nudo il testo e l'immobilità che racconta. Quasi come se prendere atto dei limiti che ci auto-imponiamo possa essere la prima spinta per superarli, per provare a prenderlo, stavolta, quel treno dei desideri, che porta altrove nello spazio. Questo è in sintesi il percorso dietro il mio lavoro di adesso, dietro quest'ultimo anno che mi ha scavata senza rubarmi niente e in cui sono stata devota a questa musica. Ora è tempo di lasciar andare anche lei. Non vedo l'ora di iniziare, ancora».

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