Il rapper

Niria, parole in libertà

Torna spesso nella sua Mussomeli (vi ha girato alcuni videoclip) il rapper Andrea Scannella in arte Niria ma è a Milano che sta cercando la sua strada nel mondo musicale

Dalla natia terra di Manfredi a Milano per trovare la propria strada nel mondo del rap. Il trentenne Andrea Scannella in arte Niria, è un tipo tenace, e dopo le prime convincenti prove e videoclip girati a Mussomeli, si è trasferito all’ombra della Madonnina dove ha già cominciato a fare serate: «Mi faccio guidare dal ritmo per tirare fuori le emozioni e dar loro voce» 

Niria

Il rapper nisseno Andrea Scannella in arte Niria nel video di “Nella sala dei vip”

Dalla natia terra di Manfredi a Milano per trovare la propria strada nel mondo del rap. Il trentenne Andrea Scannella in arte Niria, è un tipo tenace, e dopo le prime convincenti prove e videoclip girati a Mussomeli, si è trasferito all’ombra della Madonnina dove ha già cominciato a fare serate. «Qui – racconta - mi sto mettendo alla prova, faccio nuove esperienze e ho l’obiettivo di girare per fare più live possibili. Mi piacerebbe, poi, girare la nostra Sicilia, perché no, anche l’estate prossima. Adesso, però, penso a fare bene solo quello che va fatto».
A Milano lo scorso anno, al Barrio’s Cafè, prese parte all’All Or Nighitin Battle ovvero la sfida in diretta tra rapper provenienti da tutta Italia, e più di recente è entrato a far parte del gruppo della 9th Block Army di Niguarda prodotto dallo studio del Papi con cui confida di dare vita a nuovi progetti.

Niria

Niria, e il suo doppio, nel video di “Io no”, girato tra i ruderi del castello di Mussomeli

Andrea/Niria, laureato all’Università di Forlì in Sociologia e Scienze criminologiche della sicurezza, è cresciuto con la musica nel sangue tant’è che la sua tesi di laurea era proprio basata sull’Hip hop di cui il rap rappresenta una delle più gettonate espressioni artistiche. Rientrato a Mussomeli, intraprese una proficua collaborazione col produttore Leo Curiale del Master Play Studio che lo scorso anno firmò un contratto con la maior Sony Music.
Anni di lavoro silente e discreto, con nove brani e testi incisivi che fanno parte di un progetto di ampio respiro: «Sono come l'universo nel senso / che dentro me cerco di colmare un vuoto immenso / vince chi cura le proprie cicatrici / a differenza di chi è convinto che ha già vinto su mille nemici».

Niria

Niria sulla destra insieme con il Papi (a sinistra) e Slim (al centro)

Il primo approccio al rap di Niria (il nome deriva da Andrea, in dialetto arcaico), prendeva spunto dallo stato di abbandono e dal gossip dei quartieri con funeree considerazioni sul futuro della Sicilia che affonda nel malaffare e di cui la mafia è soltanto uno dei problemi.
Lo scorso giugno Niria s’è affidato ad uno studio di Milano per il suo esordio sul web con Nella sala dei vip: “Quante volte faccio a botte le sere / Se mi snobbi per l'accento, me lo dai a vedere / Ma la sera prima volevi da bere / Mi fissavi ora chiami quello scemo del tuo cavaliere”.

Il video, ideato e prodotto da Alessio Garlaschelli e Martino Maggio, girato interamente a Mussomeli, è ben lontano degli stereotipi della Sicilia sole e mare o coppola e lupara. «In origine invero avevo in mente qualcosa di diverso, ma gli esperti arrivati da Milano mi hanno convinto con le loro proposte. Circa i miei testi nascono in maniera istintiva, mi faccio guidare dal ritmo per tirare fuori le emozioni e dar loro parola. Amo i rapper americani, Eminem in particolare, ma anche in Italia ci sono ottimi artisti del genere come Fabi Fibra».
Nella sala dei vip è un video da vedere e soprattutto da ascoltare.

Lo scorso settembre viene pubblicato il nuovo Io no, videoclip girato soprattutto nel trecentesco castello di Mussomeli, anch’esso caratterizzato per l’accuratezza delle immagini e soprattutto per la dissacrazione dei testi. A differenza del primo video caratterizzato da una carrellata di personaggi sui generis, in Io no dominano soltanto Niria e il suo doppio, tra mura merlate e torrioni (a richiamare la doppia anima che alberga in ogni essere umano come ci insegna Mattia Pascal?), e la verde terra della terra manfrida vista dal maniero manfredonico/chiaramontano.
Nel testo che mischia italiano e dialetto, Niria punta dritto al cuore del brano: “Dov’è il mio posto Dio / se nemmeno io mi riconosco / come cadete nell’oblio di dire a posto / ma nel cuore mio devo tenere a bada il fottuto mostro”. Immagini e parole, musica e visioni, con l’italiano che cede al vernacolo quando Niria rappa “Cosa dici? Nenti cuscì / che se mi sveglio attorno vedo solo troppi nemici / e familiari allibiti da me / che non voglio più amici / perché non capiscono i miei sacrifici / e vidi ca ja addiviantu pazzu / pi tutti i voti ca scazzu”.

E infine, lo scorso novembre Niria ha pubblicato Niente da perdere, in coppia con Simona Genko, altro talento vocale. I due danno vita ad un brano intenso di protesta, contro la società superficiale ed edonista verso la quale non possono fare altro che esprimere il proprio distacco ritagliandosi propri spazi dove lasciare fluire musica, poesia, sogni “per andare oltre”.
“E’ l’armatura che mi rende forte / la musica che mi fa andare oltre / E la luce che sento dentro di me / chissà dove mi porterà/hai mai letto la mia anima / e conosce ogni mia lacrima / io non ho niente da perdere / mi sollevo dalle tenebre”.

robmistretta@libero.it

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