Il singolo

"Sentire ancora", l'inno alla fratellanza di Ego & The Bang

Il nuovo singolo della band catanese capitanata da Ego, ovvero il compositore, cantante e chitarrista Alberto Bucchieri: «E' un inno alla voglia di vivere in un mondo che possiamo insieme rendere migliore in modo concreto»

La band catanese, in attività da 17 anni, torna alla canzone mettendo in musica un collage di due poesie di Maria Pristeri Bucchieri, madre del compositore, cantante e chitarrista e fondatore della band Alberto Bucchieri, in arte Ego. "Presto dammi la mano, chiunque tu sia, che mi cammini accanto insieme potremo aprirci un varco e illuminare questa notte senza fine sentire ancora il canto della vita" recita il testo.

Ego & The bang

Alberto Bucchieri (Ego) a sinistra e i The Bang, Klaus Santonocito, Carmelo Marino e Alessandro Nocita

"Sentire ancora" è il nuovo brano del gruppo catanese Ego & The Bang, disponibile nell'online shop del sito www.egoandthebang.com/albums/audio/(brano 12).

La band, in attività da 17 anni, torna alla canzone, dopo aver pubblicato lo scorso anno “While You Sleep”, brano interamente strumentale. Il testo è un collage di due poesie di Maria Pristeri Bucchieri. «Ho voluto fare un omaggio alla bravura artistica di mia madre, facendole una sorpresa - spiega Alberto Bucchieri (in arte Ego) -. E’ un inno alla fratellanza e alla voglia di vivere in un mondo che possiamo insieme rendere migliore in modo concreto, senza pensare che questa sia solo un’utopia». "Presto dammi la mano, chiunque tu sia, che mi cammini accanto insieme potremo aprirci un varco e illuminare questa notte senza fine sentire ancora il canto della vita" recita il testo.

Gli Ego & The Bang sono formati da Ego - compositore, cantante e chitarrista - e tre musicisti che hanno scelto di chiamarsi The Bang (nome che evoca il colpo di pistola, diretto e penetrante, così come la band definisce la propria musica): Carmelo Marino alla chitarra, Alessandro Nocita al basso, e Klaus Santonicito alla batteria. «Niente riferimenti “egocentrici” o autocelebrativi nel mio pseudonimo - precisa Alberto - esso vuole soltanto sottolineare il passaggio dalla fase di componente di gruppi alla fase individuale di cantautore, una fase dove l’”io” riveste un ruolo fondamentale nelle scelte musicali».

Caratteristica dei brani l’accostamento di chitarra “pulita” e “distorta” e un modo compositivo che concede ampi spazi alle parti strumentali. Intensi assoli di chitarra si alternano a parti vocali quasi “parlate” che raccontano temi cosmici e profondi. Il ritmo incalzante della batteria si incontra con la forza del basso per creare ritmi allegri e solari: una musica che si rifà indubbiamente al rock internazionale degli anni ’70 e '80. Hanno arricchito il brano con la loro partecipazione: Francesca Guccione al violino, Gianni Amore alla fisarmonica e Daniela Vitali ai cori.

Guccione, Amore e Vitali

Francesca Guccione, Gianni Amore e Daniela Vitali

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