Il disco

Oi Dipnoi: «Pontos è il nostro viaggio per i mari del mondo»

La formazione etnea di word music composta da Mario Gulisano, Valerio Cairone, e Marco Carnemolla è volata in Australia per il tour di presentazione del nuovo album che a gennaio sarà pubblicato dall'etichetta ungherese NarRator Records

Il nuovo album della formazione catanese di world music - Valerio Cairone, Mario Gulisano e Marco Carnemolla - racchiude in 14 brani inediti le esperienze maturate negli ultimi anni in contesti internazionali. Il disco uscirà in questo emse pubblicato dalla etichetta ungherese NarRator. Mario Gulisano: «Pontos ha il sapore del mare che ne è filo conduttore. Mare inteso come veicolo, non come qualcosa che ti blocca e ti isola»

Oi Dipnoi

Gli Oi Dipnoi, dal vivo a Budapest: Mario Gulisano, Valerio Cairone e Marco Carnemolla

«In questo disco c’è tutto l’amore per la nostra città, Catania, per le nostre spiagge e anche per l’Etna che la sovrasta. È il mare che ci scorre dentro, che non possiamo dimenticare, che non smette mai di rimescolarsi. Ma anche il mare che ci unisce agli altri mondi, il mare che ci rende isola in mezzo ai popoli».
Mario Gulisano ci racconta così Pontos il nuovo disco degli Oi Dipnoi, il progetto musicale di world music che condivide con Valerio Cairone e Marco Carnemolla, che sarà pubblicato a gennaio dall’etichetta ungherese NarRator Records (che già nel 2015 aveva pubblicato il loro Bastrika) e che è stato presentato in anteprima a Catania a fine dicembre.

La copertina di Pontos di Oi Dipnoi

La formazione che prende il nome dai pesciolini arcaici capaci di una doppia respirazione (con le branchie e con i polmoni) sono tornati, questa volta con un disco che è un lungo viaggio attraverso i mari del mondo da cui sono rientrati con un bagaglio importante, frutto dell’esperienza degli ultimi quattro anni. Pontos, che in greco antico significa “mare profondo”, è infatti un grande viaggio in musica che in 14 tracce inedite attraversano tutta l’Europa fino ad arrivare all’Australia, continente in cui gli Oi Dipnoi sono tornati per una serie di date che li terrà impegnati dal 27 dicembre scorso fino a fine gennaio.
«In Australia siamo stati chiamati a partecipare ad alcuni importanti festival folk – racconta Marco Carnemolla, basso fretless, voce e composizioni - siamo partiti con il Woodford di Brisbane 27 dicembre - 1 gennaio), e dopo 4-5 giorni ci sposteremo a Melbourne per fare un paio di date fuori dai festival. Successivamente saremo al Cygnet Foolk festival in Tasmania (12-14 gennaio), poi a Sidney con un altro paio di date e infine all’Illawarra Folk festival (18-21 gennaio)».

Oi Dipnoi

Oi Dipnoi: Marco Carnemolla, Valerio Cairone e Mario Gulisano

«In questi anni abbiamo capito che per affrancarci musicalmente dovevamo uscire fuori da quest’isola - aggiunge Mario Gulisano, tamburello, marranzano, cajon, dumbek, voce e composizioni -. Pur rimanendo ancorati alla Sicilia, dove viviamo, siamo riusciti ad avere un respiro più ampio rivolgendo il nostro sguardo anche ad altri palcoscenici, che rappresentano l’unica alternativa concreta di lavoro per gli artisti siciliani».

Infatti negli ultimi quattro anni gli Oi Dipnoi hanno viaggiato in lungo e in largo per il mondo, portando la loro musica oltre i confini europei ed entrando in contatto con realtà musicali e sociali molto diverse che hanno arricchito il loro background. E in Pontos, che gode di una elegante copertina disegnata da Gigi Greco (mentre le illustrazioni interne sono dell’ungherese Viktória Szijjártó) che ritrae i tre musicisti a bordo di una barchetta sopra lo sguardo vigile di Nettuno, c’è tutto questo.
«In particolare nell’ultimo anno abbiamo viaggiato moltissimo attraversando molti oceani – prosegue Carnemolla - questa cosa ci ha molto influenzato, nei rapporti personali, nella musica e in ciò che abbiamo intenzione di fare in futuro. Tutte queste esperienze ci stanno cambiando, perché stiamo conoscendo tante persone e moltissimi musicisti di ogni parte del mondo (cileni, serbi, australiani, canadesi…) con molti dei quali abbiamo stretto delle solide amicizie che sono anche opportunità di confronto e scambio, oltre che di arricchimento personale. Tutto questo è racchiuso in Pontos che a differenza del precedente Bastrika, gode di un respiro più ampio. Nel precedente disco, infatti, Valerio Caimone (il polistrumentista, virtuoso dell’organetto, nda) era l’autore di tutti i pezzi, mentre in Pontos abbiamo lavorato tutti insieme alla composizione della musica, pur riconoscendo che Valerio è un elemento importantissimo della formazione perché è il classico musicista che compone facendo suonare lo strumento».

Gli strumenti del disco sono quelli che da sempre contraddistinguono la formazione catanese dedita alla word music: organetto su tutti, e poi tamburi, marranzani, zampogna, basso e contrabbasso, ma anche flauto di canna e qualche suono creato con oggetti di uso comune, come la Gym ball utilizzata da Carnemolla nel brano Ponte dell’Ovest di cui è autore (e che si inserisce nella trilogia di suoi brani dedicata ai punti cardinali insieme alle precedenti Polo Sud ed Est, scritte per altre formazioni).
Un disco per lo più strumentale dove però non mancano le voci, come nella melanconica e intimista Ciatu composta da Mario Gulisano, e Suez in cui un canto della tradizione svedese è interpretato dal quartetto femminile Kraja e al quale hanno partecipato gli archi delle statunitensi Laura Cortese & the Dance Cards.
«La verità è che noi non siamo dei cantanti – continua Carnemolla – quindi quando c’è l’esigenza di esprimere un testo ci concediamo di inserire le parole, ma in genere cerchiamo di sopperire a questa cosa diversamente, magari attraverso dei cori. E poi l’espressione musicale ci permette una improvvisazione, quasi jazzistica se vuoi, che è la nostra cifra».

Oi Dipnoi Woodford

Gli Oi Dipnoi al Woodford festival di Brisbane

Ma in Pontos c’è anzitutto il mare, e forse non poteva essere diversamente per tre catanesi doc che vivono il rapporto con lo Jonio in modo intimo e viscerale, quasi carnale. «Pontos ha il sapore del mare che ne è filo conduttore – dice Mario Gulisano –. Mare inteso come veicolo, non come qualcosa che ti blocca e ti isola, ma che anzi ti collega ad altri popoli che si affacciano sulle coste. D’altronde il Mediterraneo è sempre stato questo…».
Ricerca, esplorazione, sperimentazione. Sono queste le parole d’ordine degli Oi Dipnoi che in questo nuovo disco partono da sonorità tipicamente siciliane come nei brani Ciatu, il tradizionale Zagara e Lilla Tarante (l’unione di due tarantelle originali degli Oi Dipnoi), e arrivano fino alle sonorità del centro Europa (con il valzer Zoe) alle ballate celtiche (Scottish), trasportando gli ascoltatori in un viaggio in musica che attraversa la Grecia e l'Ungheria fino ad approdare con Oceania nella tanto amata Australia (dove è stato composto), con un susseguirsi di brani che trovano in Bastrika il cordone ombelicale con il precedente disco: «E' un brano scritto da Valerio dopo l'uscita del precedente disco – conclude Carnemolla -. In sanscrito Bastrika significa “mantice” ma anche “respirazione” e non a caso è anche il titolo del precedente lavoro, perché è il centro del nostro progetto musicale».

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