Il concerto

Porgy and Bess, quando il folk americano incontrò la sinfonica europea

Per il cartellone della Camerata Polifonica Siciliana al Sangiorgi di Catania, venerdì 26 gennaio la Jazz Orchestra dell’Istituto Musicale Bellini, diretta da Salvo Torrisi, guest alla tromba Dino Rubino, ripropone l’opera di George Gershwin nella rilettura jazz orchestrale di Gil Evans per il celebre disco di Miles Davis

Salvo Torrisi: «Non ci sono analogie tra il "Porgy and Bess" di Gershwin con quello di Evans, né sotto il profilo del trattamento strumentale, né per quanto attiene all’orchestrazione, in generale. L’arrangiamento di Evans è alla ricerca di timbri e colori insoliti per il suo tempo, che esulano dalla tradizione più autentica del jazz orchestrale». Dino Rubino: «Trovo accattivante in "Porgy and Bess" un mix di musica classica e jazz che si riflette nell’aspetto artistico della scrittura di Gil Evans»

Dino Rubino

Dino Rubino sarà ospite alla tromba dell'IMVB Jazz Orchestra per eseguire "Porgy and Bess"

Composta come American Folk Opera in 3 atti e 9 quadri, l’opera Porgy and Bess di George Gershwin (dalla commedia Porgy di DuBose Heyward, a sua volta adattamento del romanzo Porgy ad opera dello stesso, rappresentata per la prima volta a New York nel 1935), venerdì 26 gennaio sarà in scena al Teatro Sangiorgi di Catania nell’adattamento del musicista jazz canadese Gil Evans, per la rassegna Un palcoscenico per la città del Teatro Massimo Vincenzo Bellini. Promosso dalla Camerata Polifonica Siciliana, sotto la direzione artistica di Giovanni Ferrauto e la presidenza di Aldo Mattina, l’evento vedrà in scena il maestro Salvatore Torrisi nella conduzione di un organico orchestrale di oltre venti elementi, provenienti dall’orchestra del Teatro Massimo Bellini e dell’Istituto Musicale “Bellini”, a fianco della tromba solista di Dino Rubino, docente di tromba jazz dello stesso istituto. Entrambi si sono soffermati a parlare del singolare prodotto, che ci testimonia il passaggio da uno “stile americano” di Gershwin, improntato alla tradizione del blues, del ragtime e delle canzoni popolari, nel solco della musica colta e sinfonica per un connubio della tradizione sinfonica europea col folk americano, a una inedita veste timbrica nell’arrangiamento scritto da Gil Evans nel 1959 per il famoso disco di Miles Davis.

Maestro Torrisi, quali sono i punti di contatto e/o le divergenze con l’opera Porgy and Bess di Gershwin nell’adattamento di Gil Evans?
«Non ci sono analogie tra l’una e l’altro né sotto il profilo del trattamento strumentale, né per quanto attiene all’orchestrazione, in generale. L’arrangiamento di Evans è alla ricerca di timbri e colori insoliti per il suo tempo, che esulano dalla tradizione più autentica del jazz orchestrale. Il compositore canadese adotta ad esempio la tuba, i corni e i flauti contralto e basso per sostituire i tradizionali sassofoni, spesso protagonisti delle big band, innovando così la scrittura orchestrale: infatti è il padre del nonetto definito Tuba band le cui incisioni tra il 1948 e il 1950 confluirono nel rinomato Birth of the Cool di Miles Davis. Sulla tromba di quest’ultimo, Evans si muove con originali rielaborazioni scritte anche per un organico di flauto, clarinetto, clarinetto basso, trombe, tromboni, contrabbasso e batteria, oltre alla sezione citata. Un aspetto in comune ad entrambe le opere è la ricerca di nuovi linguaggi espressivi, in repertori dove innovare comporta da sempre l’inevitabile confronto con l’opera, per Gershwin, o con le orchestre jazz per Evans, che per le sue sperimentazioni ardite si avvicina certamente ai grandi Copland e Ives».

Gil Evans e Miles davis in Porgy and bess

Gil Evans e Miles Davis nel 1959 preparano il loro "Porgy and Bess"

A quali repertori si orienta di solito la sua attività di direttore d’orchestra?
«In genere la mia attività si rivolge prevalentemente alla conduzione dell’orchestra jazz dell’Istituto Musicale Vincenzo Bellini, denominata Jazz Lab Ensemble, che da anni ripropone il repertorio tipico delle big band spaziando dalla tradizione ai compositori più moderni».

Qual è il ruolo di un maestro concertatore di fronte a un arrangiamento?
«Il ruolo è quello di “interpretare” l’arrangiamento di Evans cercando di conciliare le esigenze filologiche dell’autore con l’interpretazione di Dino Rubino sulla tromba solista, musicista eclettico e di grande personalità, che ci offre un’esecuzione filtrata senza dubbio da una visione più moderna del capolavoro di Evans».

Chiediamo dunque a Dino Rubino qual è il compito dello strumento a fiato nell’adattamento di Gil Evans. «Ci troviamo di fronte a una delle menti più brillanti del ventesimo secolo con una scrittura e un modo di arrangiare “non accademico”. La tromba in questa opera, ha il ruolo di esporre i temi principali e di arricchirli con interventi di libera improvvisazione».

Quale aspetto la attrae maggiormente e per quale ragione?
«Secondo il mio modo di sentire, trovo accattivante in "Porgy and Bess" un mix di musica classica e jazz che si riflette nell’aspetto artistico della scrittura di Gil Evans. Personalmente amo la musica che riesce ad emozionarmi, al di là dei generi e degli stili; amo la musica quando è fatta bene, quando in fondo c’è verità di sentimenti e lealtà».

annaritafontana@virgilio.it

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