Il disco

NiggaRadio: «La nostra Sicilia tra le radici e il futuro»

Il 28 gennaio è uscito "Santi, diavuli e brava genti", terzo disco della band catanese formata dal chitarrista Daniele Grasso, dal batterista Peppe Scalia, dalla cantante Vanessa Pappalardo e dal polistrumentista Andrea Soggiu, che mette ancora una volta in gioco il blues, il folk e i suoni campionati. Grasso: «E la sponda del Mediterraneo si avvicina sempre di più»

Il gruppo capitanato dal vulcanico Daniele Grasso – con lui Vanessa “Goldie” Pappalardo (sempre più intense e passionali le sue interpretazioni), Peppe “Thunder” Scalia e Andrea Soggiu - ha fatto di nuovo centro. Con "Santi diavuli e brava genti" – questo il titolo del nuovo lavoro firmato Dcave Records – i NiggaRadio hanno messo un nuovo punto fermo in quel percorso di crescita costante avviato nel 2013

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I NiggaRadio: sa sinistra Daniele Grasso, Vanessa Pappalardo, Peppe Scalia e Andrea Soggiu

Uscirà tra qualche giorno, esattamente domenica 28 gennaio, il terzo disco dei NiggaRadio. L'abbiamo ascoltato in anteprima e ne siamo stati felicemente travolti. Il gruppo capitanato dal vulcanico Daniele Grasso – con lui Vanessa “Goldie” Pappalardo (sempre più intense e passionali le sue interpretazioni), Peppe “Thunder” Scalia e Andrea Soggiu - ha fatto di nuovo centro. Con Santi diavuli e brava genti – questo il titolo del nuovo lavoro firmato Dcave Records – i NiggaRadio hanno messo un nuovo punto fermo in quel percorso di crescita costante avviato nel 2013 con il primo ep, Two Sides, e poi proseguito con la pubblicazione di altri due dischi: 'Na Storia, che li ha portati all'attenzione della critica facendoli salire sul palco del Primo Maggio romano, e FolkBluesTechno’n’Roll… e altre musiche primitive per domani, del 2016, candidato al Premio Tenco come Miglior Album in dialetto. Nelle undici tracce di Santi diavuli e brava genti convivono le radici del blues con le sue chitarre slide, il drone ossessivo ma naturale del marranzano e i trilli del mandolino, le voci popolari urlate e sussurrate dei mercati. Ci sono i rumori urbani dei synth, le percussioni primordiali, la ritmica folle e sudata di basso e batteria dei “juke joint” e delle feste improvvisate. Un piccolo gioiello a cui ha dato un'anima Daniele Grasso, nella sua triplice incarnazione di chitarrista, autore e produttore.

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Santi, diavuli e brava genti: tre categorie in cui dividere il mondo?
«Il mondo? No, il mondo è troppo ricco e variegato ma di sicuro queste tre categorie son ben rappresentate e non è detto che i ruoli siano quelli che i nomi lasciano pensare».

Chi è la “brava gente” oggi?
«La brava gente è quella che tira avanti con fatica giornalmente ma a cui stanno togliendo una cosa fondamentale, l'empatia verso chi sta peggio...».

Ancora una volta siete riusciti a mescolare analogico e digitale, il blues delle origini e l'elettronica, le vecchie chitarre e i computer...
«E' la nostra insalata, quella “a la NiggaRadio”. In realtà c'è anche dell'altro dentro. Nuovi sapori nascosti, nei suoni, nella ricerca della scrittura tutta e delle linee melodiche, la sponda meridionale del Mediterraneo si è avvicinata un po' di più, così come alcuni suoni "futuri". Speriamo che piaccia...».

Sulla tua vecchia Gretsch acustica c'è scritto: “This machine kills ignorance”. Sei sempre convinto che la musica possa abbattere le barriere mentali?
«Assolutamente sì. L'arte tutta è la via. La musica, quando non svilita da usi "impropri", è la lingua universale, il veicolo di tutti i sentire, forza ultra umana».

Un pezzo del disco che ti sta particolarmente a cuore e perché?
«Un brano dici? Uhm difficile uno solo, anzi direi tutti... insomma concedimene almeno tre. Elektromoaning per tutto: suono, radici, futuro e il modo in cui “non parla” dell'argomento. A processioni da Madonna, perché è venuta come un lampo, una Sicilia antica e moderna insieme. To Mama, per un motivo personale, l'amore per una giovanissima donnina messa a dura prova, insieme alla sua famiglia, dagli ostacoli che la vita ti pone all'improvviso davanti».

L'uso del siciliano può essere un limite per “l'esportabilità” delle vostre canzoni, così cariche di riferimenti sociali?
«Per l'estero lo sarebbe di certo l'italiano, tutto chiuso com’è nei suoi obblighi. Il siciliano, oltre agli evidenti meriti storici sulla nascita dell’italiano, è incredibilmente versatile, duttile, emozionale e musicale. Dove non arriverà la comprensione verbale arriverà l'emozione. Siamo fiduciosi».

Come ascoltare/acquistare il disco?
«L’abum si troverà in digitale dal distributore solito di Dcave, Believe digital. Per il fisico, inizialmente (e per scaramanzia) lo si potrà richiedere a Dcave, che ha un ottimo sistema di spedizione, o trovare ai nostri concerti».

Dove e quando vi vedremo dal vivo?
«A breve comunicheremo un primo giro promozionale che toccherà alcune delle principali città: Milano, Torino, Bologna, Firenze e Roma, poi torneremo a Catania. E poi... state in campana».

gianlucasantisi@gmail.com

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