Il disco

Ugo Mazzei: «Canto i sogni con sentimento e melodia»

"Il mondo che vorrai" è il quinto album del cantautore siracusano, nel pieno solco della canzone d’autore, per capire se la gente ha ancora tempo per i sogni. A partire da "Chanson d’amour": «Brano intimo, dove l’influenza della canzone francese è più forte che mai»

Quindici i brani di "Il mondo che vorrai" che spaziano dall’Oriente all’Europa, per capire se la gente ha ancora tempo per i sogni. Il cantautore: «Direi per dedicarsi al proprio sogno». Nel disco, che si sviluppa come un concept album, c’è anche la voce narrante, in tre momenti (introduzione, intermezzo e finale) dell’attore teatrale Davide Sbrogiò. I prossimi concerti di Mazzei in Sicilia sono il 17 febbraio al Tyche di Siracusa e il 3 marzo al Teatro Tina di Lorenzo di Noto

Ugo Mazzei

Il cantautore siracusano Ugo Mazzei

E' la sua quinta fatica discografica. Il mondo che vorrai, album uscito nei giorni scorsi per l’etichetta romana Interbeat, conferma l’alto spessore cantautorale di Ugo Mazzei. Fedele al suo stile, il musicista siracusano convince come autore dei testi e degli arrangiamenti. Produzione esecutiva affidata all’esperto Luigi Piergiovanni. «E’ un disco normale - afferma Mazzei –, non ricerco l’originalità se non attraverso l’anacronistico. Sperimentare spesso ha significato tralasciare sentimento e melodia. Dettagli che non ho mai trascurato, inserendo anche qualche richiamo sinfonico ed un omaggio sentito alla canzone francese ed alle radici, con un pezzo a quattro mani scritto ed arrangiato con il partenopeo Tony Cercola».

Ugo Mazzei Il mondo che vorrai

Quindici brani che spaziano dall’Oriente all’Europa, per capire se la gente ha ancora tempo per i sogni. «Direi per dedicarsi al proprio sogno, scelta che può implicare anche la diserzione, come nel brano Mi riprendo la vita dove disertare diventa consapevolezza della certezza di perdere». I sogni sono anche gli Angoli invisibili, brano che oscilla tra Salgari, che descrisse meravigliosamente la Malesia restando in una stanza, e la quarta dimensione, la linea che connette vita e morte. Nel disco, che si sviluppa come un concept album, c’è anche la voce narrante, in tre momenti (introduzione, intermezzo e finale) dell’attore teatrale Davide Sbrogiò. Quasi un omaggio al cinema di Stanley Kubrick e a quel capolavoro che fu Barry Lindon.

Mazzei conferma, inoltre, il grande affetto per Roma, una costante nei suoi dischi. Nel brano Domenica ad Ostia c’è il desiderio di spensieratezza che diventa una metafora del tempo che passa, ricordando Parigi e una donna ma che alla fine sfocia in un selfie coatto in una spiaggia affollata dove regna il caos. Il mondo che vorrai risente dei consigli preziosi del più grande autore vivente, Giulio Rapetti Mogol, con cui Mazzei collabora da alcuni anni, portando in giro un racconto-concerto che ha registrato ovunque il sold-out. «Mogol mi ha insegnato il concetto di chiarezza come semplicità negli arrangiamenti». Tra gli altri temi dell’album c’è la ricerca della solitudine costruttiva (Il bacio della sera), via maestra verso la creatività, e la contrapposizione tra la preghiera religiosa e quella pagana di Annabel. Il tema della perenne lotta tra bene e male fa capolino in Demoni e Dei, traccia che precede Il coraggio di chiamarci amore, il brano dove l’influenza di Mogol appare evidente. «E’ un richiamo – aggiunge Ugo Mazzei – ad essere noi stessi, senza maschere, vivendo il presente».

Ugo Mazzei e Mogol

Ugo Mazzei con l'amico Mogol

Immancabile il momento romantico (Poesia per una rosa) dove il cantautore ricorda Brel. Il punto più alto dell’album è rappresentato da Chanson d’amour, il pezzo che colpisce di più e che Mazzei ha presentato all’Auditorium Parco della Musica di Roma. «E’ il brano a cui sono più affezionato. Un singolo intimo, sussurrato e sinfonico allo stesso tempo, dove l’influenza della canzone francese è più forte che mai».
Il sogno si intreccia ad eventi straordinari, la strada maestra verso destinazioni riservate ad orecchi e menti sensibili. Un lungomare di canzoni forti e temi nascosti, aggrappati al mito e al culto, dove sesso e solitudine si toccano “sfiorando la bolla che racchiude l’oblio” e dove la realtà scompare come le frasi banali a dimensione di menti mediocri sguazzanti in un catino per evitare le insidie e la bellezza della navigazione nel mare aperto dell’arte.

Ugo Mazzei

Armonica, chitarra e voce: Ugo Mazzei

L’ultima traccia è la summa di tutto l’album: “Sono fuori di me, non riesco ancora a capire se la gente vibra, se si accorge che la vita è un mosaico: ogni tessera al posto giusto fino a raggiungere l’armonia. Perché senza quella l’uomo è come un bazar pieno di cianfrusaglie, alcune anche utili ma altre perfettamente inutili”. La sensazione nitida è la stessa di chi, alla fine del viaggio, si ritrova con il tempo ormai andato e altre cose ancora da dire. Quasi come il cavaliere braccato dalla morte di bergmaniana memoria.
I prossimi concerti di Mazzei in Sicilia sono il 17 febbraio al Tyche di Siracusa e il 3 marzo al Teatro Tina di Lorenzo di Noto.

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