Il disco

Suor Cristina: «La felicità è gioia cosciente»

A quattro anni dal “terremoto” di The Voice, la religiosa iblea torna al disco con il secondo album Felice, in uscita il 23 marzo, 12 canzoni personali: «Parlo in maniera implicita del mio amore per eccellenza, quello per Gesù. Ognuno, però, può sentirle a modo suo»

«Il mio augurio è quello di poter toccare i cuori e donare felicità». Con questo spirito nasce "Felice", il nuovo album di suor Cristina Scuccia. Domenica 25 marzo sarà ospite in tv di Fabio Fazio a "Che tempo che fa" in tv, e il 4 aprile di "Insieme" su Antenna Sicilia

Suor Cristina Scuccia

Suor Cristina Scuccia

«The Voice è stato un terremoto, non capivo cosa stesse accadendo, non avevo più una vita». Quattro anni dopo la partecipazione al talent musicale di Raidue, Suor Cristina Scuccia, alla vigilia dell’uscita del suo primo disco di inediti, Felice, racconta con loquace lucidità il suo percorso prima e dopo l’esposizione mediatica internazionale. E lo fa prendendo spunto dai suoi nuovi dodici pezzi. «Ho avuto la possibilità di condividere il mio punto di vista con autori che mi sono venuti incontro adattando i testi ai miei pensieri e sono “felice” perché, finalmente, posso dire qualcosa di davvero mio. Con me hanno collaborato, tra gli altri, Andrea Bonomo e Gianluigi Fazio che hanno lavorato per Laura Pausini. E Lorenzo Vizzini che è ragusano», spiega la religiosa vittoriese. Tra gli autori del disco prodotto quasi per intero da Elvezio Fortunato ci sono anche Rory Di Benedetto e Adam Anders, produttore svedese papà della serie Glee, «che ho conosciuto durante una missione in Argentina e ha voluto regalarmi un pezzo (A love to hold me, inciso in inglese e in portoghese come Sempre estarei aqui, ndr)», e compare anche il nome di Brando che si è occupato della produzione di Grandi insieme. «In tutte le canzoni parlo in maniera implicita del mio amore per eccellenza, quello per Gesù. Ognuno, però, può sentirle a modo suo dedicandole a una persona cara, a un figlio. Il mio augurio è quello di poter toccare i cuori e donare felicità», dice confessando la sua preferenza per L’ombra che non ho più, il brano che apre il disco e che racconta «quello che ho scelto di essere».

Suor Cristina Felice

ESPERIENZA. «Mi piace pensare a questo disco come a una nuova esperienza. Non la chiamo “avventura” perché è un concetto troppo grande come la vita di cui conosciamo inizio e fine, ma non l’evoluzione perché non sappiamo cosa ci aspetta», osserva la 29enne che continua la sua esperienza nella Congregazione delle Suore Orsoline della Sacra Famiglia la cui “avventura” prosegue in maniera non troppo diversa da come l’aveva immaginata da adolescente. «Ero innamorata della musica, a trascinarmi dentro questa passione per il canto è stata Elisa con Luce. L’unico pensiero, in quel momento, era quello di diplomarmi e di andare via da Vittoria per studiare danza, canto e recitazione e farmi strada nel mondo del musical che era la mia aspirazione. Ma i miei genitori non potevano sostenere economicamente questi sogni», ricorda. Le vie del Signore, però, (e mai come in questo caso l’adagio è appropriato) sono infinite. E oggi, dopo il ruolo di protagonista nel musical religioso dedicato alla figura di Rosa Roccuzzo, la fondatrice della Congregazione di cui oggi fa parte; il trasferimento a Roma alla Star Rose Academy sempre vicina alle Orsoline; la «chiamata»; il noviziato in Brasile; la partecipazione nel 2014 a The Voice of Italy e il successo internazionale… eccola qui – minuta come sempre nei suoi abiti neri, ma molto meno esitante della sua prima esibizione televisiva – a parlare del suo secondo lavoro.


POP EVANGELICO. Il genere è poco conosciuto in Italia, ma molto diffuso in alcuni Paesi come la Francia, il Brasile e gli Stati Uniti. «La mia intenzione è evangelizzare attraverso la musica popolare che può arrivare a tutti», ammette suor Cristina. «Mi piacerebbe che la mia musica riuscisse ad arrivare a chi non ha ancora incontrato Gesù e poterne mostrare un altro volto che non è quello del Giudice, ma quello di una Chiesa madre che può accogliere tutti. Sono convinta che la musica possa svolgere questo ruolo per la sua capacità di arrivare dritta al cuore di tutti», continua. «Con me ha funzionato perché la musica ha unito tutte le tappe della mia vita in una maniera che non avrei mai potuto immaginare soprattutto quando, cresciuta in una famiglia con una madre molto fiscale in tema religioso, sentivo Dio molto stretto. Non nego che nell’adolescenza mi ero allontanata tanto dalla Chiesa e ho avuto molte remore prima di decidere di fare il provino per quel musical che è stato l’inizio del cambiamento della mia vita».

Suor Cristina Scuccia

Suor Cristina Scuccia

The Voice. «A quattro anni dal terremoto The Voice posso dire con convinzione che quell’esperienza mi ha fatta crescere tantissimo spiritualmente e personalmente. Ho capito che il Signore mi parla attraverso i terremoti e The Voice è stato il secondo della mia vita. Il primo era stato il noviziato in Brasile», dice sorridendo suor Cristina. «Nei giorni del talent mi sentivo smarrita, tutti parlavano di me, è stato uno sconvolgimento che non avevo messo in conto. All’inizio l’idea era di cantare alla “blind” (la prima esibizione di The Voice in cui i coach ascoltano soltanto la voce dell’aspirante concorrente, ndr) come una giovane suora felice di cantare. Onestamente ero convinta che non si sarebbe girato nessuno, invece è andata diversamente e il tempo di abituarmi all’idea non è stato tanto perché dal momento in cui è andata in onda la “blind” è stato uno sconvolgimento. Per fortuna la Congregazione, che rappresento sempre quando parlo, mi ha aiutata», ammette suor Cristina che, attività artistica a parte, continua il suo “servizio” nella stesede milanese della Suore Orsoline della Sacra Famiglia.

FELICE. Cosa rende felice suor Cristina? «Non le cose effimere, non il possesso che svuota. La felicità è gioia cosciente, non momentanea. Si può essere felice anche durante i terremoti della vita, la trovo nell’ordinarietà dei gesti», spiega anche se la vita di Suor Cristina, più nota in Francia, Giappone e America Latina, non è per nulla ordinaria. Intanto da domani partirà la promozione di Felice. «Domenica sera (25 marzo ndr) sarò ospite di Fabio Fazio a "Che tempo che fa", poi ci saranno dei concerti-testimonianza in cui canterò qualche pezzo e parlerò del mio percorso di vita. A maggio, invece, dovrebbe partire il tour in alcune location all’aperto. Nel frattempo il 4 aprile sarò in Sicilia ospite di "Insieme"», continua. «Il legame con la Sicilia è sempre forte, non si possono negare le proprie origini e la mia famiglia mi ha sempre sostenuta nelle mie scelte: mamma e papà sono subito stati entusiasti della mia vocazione, mio fratello ha fatto un po’ più di fatica, ma poi ha capito».

Twitter: @mariellacaruso

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commenti 1
  • enzo1361

    28 Marzo 2018 - 08:08

    Vai ad aiutare chi ne ha bisogno invece di girovagare per gli studi e i salotti televisivi,cara suora.

    Rispondi