Il disco

Dario Greco: «Il mio canto "Libero"»

Ha esordito una quindicina di anni fa con gli Acappella Swingers, poi sono seguiti anni di musica in proprio o con grandi nomi del pop come Mario Venuti, Mannarino, Mario Incudine. Ora è uscito il primo album solista del cantautore catanese: «Sono libero e forte come mai, il mio disco è una dichiarazione d’amore nei confronti della libertà»

Il nuovo album del cantautore catanese è stato realizzato insieme con Francesco Bonnaccorso ai synth e alle tastiere, Enrico Cassia alle chitarre e Antonio Quinci alla batteria e alle sequenze: «Sebbene i testi parlino di me, in ogni racconto c’è anche molto degli altri. Le canzoni sono introspettive: nel mio viaggio, evidentemente, ci si riconoscono in molti»

Dario Greco

Dario Greco durante lo showcase al MA di Catania

Introspezione, determinazione, coraggio e indipendenza. In una parola: libertà. Di essere e di esprimersi. È questo l’acuto con cui Dario Greco, cantautore e musicista catanese di folk-pop, ha accordato la sua chitarra, intrisa di forza, passione e costanza. Qualità riconosciute il 18 marzo dal pubblico del Ma Musica Arte di Catania, locale scelto per presentare il suo nuovo disco "Libero", uscito il 17 marzo, nel giorno del suo compleanno.
Condito con il mare di Sicilia, impastato di chitarra e batteria, come lo descriverebbe uno dei protagonisti di Boris, "Libero" «è un disco che suona poco italiano», ma lo è sotto ogni prospettiva. L’album, infatti, è intriso di tutte le vite di Dario, come fosse il racconto di un viaggio in treno lungo quasi 18 anni, durante i quali la riflessione ha preso i colori vivaci e confusi dei paesaggi scrutati guardando fuori dal finestrino. Insomma, una colonna sonora diventata adulta insieme al suo compositore. Il disco è anche una proclamazione d’indipendenza, come l’omonima opening track uscita come singolo il 17 marzo del 2017 e «catalizzatrice di un messaggio onesto e trasparente - spiega il cantautore -. Una dichiarazione d’amore nei confronti della libertà, causa ed effetto di tutte le scelte conquistate, pericolosa avversaria di ogni forma di annullamento individuale, portatrice sana di bellezza. Il testo è il mio biglietto da visita».

Greco ha aperto il primo album da solista definendosi “libero e forte come mai”, ma quanto è difficile oggi essere davvero tali? «È uno stato mentale. Basta scegliere di esserlo. Dietro questa espressione, in realtà, si celano dubbi, problemi, incertezze, paure. Probabilmente, è difficile scegliere per sé stessi: è come se fossimo sempre condizionati da qualcosa che ci limita. La mia generazione è cresciuta con l’idea di una vita da sognare, da inseguire, da prendere a morsi. Per questo dico che, in fondo, è semplice essere liberi e forti: basta portare a termine una decisione, ma occorrono determinazione e coraggio».

Dario Greco

Dario Greco

Sfogliando l’album dei ricordi, la carriera di Dario inizia nel 1993 con il blues, il rock e il gospel. Nel 2004 fonda il quartetto vocale The Acappella Swingers con cui, in 10 anni di percorso artistico, realizza tre cd (prodotti da Cyclope Records), esperienze televisive nazionali, consensi oltre oceano e spettacoli in giro per l'Italia. La carriera da solista arriva nel 2013, quando decide di «crescere e cambiare rotta», selezionando ed arrangiando una ventina di brani inediti in italiano. Tra il 2013 e il 2015 collabora con vari artisti tra cui Mario Venuti, Mannarino, Mario Incudine e Massimo Varini. Ma l’anno della svolta è il 2017, quando pubblica i singoli Libero, Marte, Tu e Regalami una Rosa, che anticipano la realizzazione dell’album "Libero", già disponibile sulle maggiori piattaforme streaming.

Dario Greco Libero

Ciascun album è un “contenitore” di emozioni. Cosa c’è dentro “Libero”?
«Il concetto di libertà, che assume le sembianze di un amore sincero e di un’amicizia autentica, ma anche di un rumore bianco come quello del mare, reso egregiamente dai miei musicisti Francesco Bonnaccorso ai synth e alle tastiere, Enrico Cassia alle chitarre e Antonio Quinci alla batteria e alle sequenze».

Nei suoi brani c’è una costante: il contenuto è ciclico.
«Sì, l’intero album è un ciclo. In una pagina scrivo la mia concezione di libertà che è il valore più importante che un uomo debba inseguire, raggiungere e tenere stretto perché un uomo si può definire tale solo se è libero: di pensare, di agire e di esprimersi. Ciò mi porta a essere una persona positiva, propositiva e piena di sentimenti contrastanti. Si può tradurre come inquietudine, in realtà credo sia una condizione che accomuna noi catanesi, circondati da mare e montagna, acqua e fuoco. Siamo carichi di forze diverse, che a volte collidono. Credo di essere parte di questa miscellanea. E nei brani traspare».

Ha aperto il concerto al Ma presentando Cordio, un cantautore giovane e dal “sapore” retrò. Poi si è presentato con “Libero”. Come ha risposto il pubblico?
«Bene, è stata una grande soddisfazione. Sebbene i testi parlino di me, in ogni racconto c’è anche molto degli altri. Le canzoni sono introspettive: nel mio viaggio, evidentemente, ci si riconoscono in molti».

pierangelacannone88@gmail.com

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