Il disco

"Synderesis", viaggio nell’insofferenze dell’animo di Antonio Aiello

Il nuovo disco del contrabbassista catanese, prodotto da Doremillaro, è un misto di monotonia, rumore, voci a volte sgradevoli, note volutamente stonate accanto a musica come siamo soliti ascoltarla, un urlo della disillusa generazione X

L’insofferenza a 360° nei confronti dell’esistenza conduce alla nascita di questo disco che diventa un modo per condividere questo malessere. Un disco scuro, ossessivo e a tratti psichedelico. Con Aiello, Giuseppe Schillaci al synth, L. Lombardo alle chitarre, Emiliano Cinquerrui alla voce e Alex Munzone alla batteria

Antonio Aiello

Antonio Aiello

"Synderesis" è il nuovo album di Antonio Aiello, in uscita il 3 aprile su etichetta Doremillaro Records. Un disco scuro, ossessivo e a tratti psichedelico. Un viaggio nell’insofferenze dell’animo dell’autore. Monotonia, rumore, voci a volte sgradevoli, note volutamente stonate accanto a musica come siamo soliti ascoltarla. Si fondono e si confondono ossessione ed unicità.
Il disco è un misto di musica, parole e lunghi silenzi. I silenzi che alle volte sono respiri, altre volte sono semplicemente dei vuoti.

Synderesis di Antonio Aiello

I brani che compongono "Synderesis" (termine uguale sia in inglese che in tedesco) hanno un'origine breve, tra la fine dell'autunno e l'inizio dell'inverno 2016, a cavallo del compleanno, il 33simo, di Antonio Aiello. L’insofferenza a 360° nei confronti dell’esistenza (lavoro, famiglia, salute, relazioni umane, denaro) conduce alla nascita di questo disco che diventa un modo per condividere questo malessere e, un modo per passare il tempo che scorre o che ci rimane (dipende sempre dai punti di vista). Il disco è un urlo che, purtroppo, appartiene ormai ad una generazione (la famosa X) che, disillusa, affronta una realtà alla quale non appartiene più o a cui non ha mai appartenuto. Un disco scuro, ossessivo e a tratti psichedelico. Monotonia, rumore, voci a volte sgradevoli, note volutamente stonate accanto a musica come siamo soliti ascoltarla. Si fondono e si confondono ossessione ed unicità.
Il disco è un misto di musica, parole e lunghi silenzi. I silenzi che alle volte sono respiri, altre volte sono semplicemente dei vuoti, non resta che nulla. Come in ogni viaggio, Antonio si avvale, oltre che del suo contrabbasso, di compagni essenziali quali: Giuseppe Schillaci al synth, rumori, voce in diversi brani, fonico, tecnico, ingegnere del suono e sostegno essenziale nell’assecondare le follie dell’autore; L. Lombardo alle chitarre e per la prima volta in studio alla tromba; Emiliano Cinquerrui alla voce (Morire d'Inedia); Alex Munzone alla batteria (Ivanov).

Il 34enne catanese Antonio Aiello è musicista, scrittore, ballerino, attore. Inizia a studiare basso elettrico nel 1999 con F. Di Pietro e Massimo Moriconi. Nel 2007 passa allo studio del contrabbasso con particolare attenzione per la musica classica. Eclettico musicista negli anni ha fatto parte di numerosi gruppi musicali dell'hinterland catanese passando dal metal alla musica cantautorale, dal punk alla pop. Ha partecipato al primo raduno manouche in Sicilia (Petralia Sottana) con i 4Django, ha suonato per anni con i Jaguar and the Savanas grazie ai quali ha partecipando a festival anche internazionali di musica surf, con i Peek-a-boos è stato citato in una fanzine e riviste cartacee Usa di rock'n roll, per anni ha suonato musica klezmer facendo parte della Badchonim klezmer band, ha suonato insieme a Kenobit (Milano) in concerti di musica 8bit, ha contribuito in maniera importante al primo disco del progettoSaint Huck e, da anni partecipa al circuito di musica free jazz e di sperimentazione ed improvvisazione.

Ha fatto parte di un collettivo di arti visive (Officina 66) e per due anni ha collaborato col collettivo Rudere Project all'interno della Cultural Farm di Favara. In qualità di contrabbassista fa parte degli RA trio (T. Vespo, A. Longo. Dal 2016 si sono uniti al gruppo in maniera stabile anche S. Barbagallo e D. Chillemi), Pantomima band (G. Schillaci, A. Sciacca), dell'orchestra sinfonica Ars Fidelis diretta da G. Drossart (Paris) e della compagnia di danza di Thierry Verger (Paris). Dal 2010 fa parte della compagnia teatrale Teatro degli specchi di Catania. Dal 2013 al 2016 ha fatto parte dell'orchestra sinfonica Le violon d'Ingres diretta da C. Raymond (Paris), nello stesso anno ha iniziato la collaborazione col compositore Kevin Tourné (Paris). Dal 2014 fa parte della Berlin Improvisers Orchestra, grazie alla quale ad oggi ha potuto condividere il palco con artisti di fama internazionale quali: Tristan Honsinger, A. Kaluza, H. Lin, W. Gerorgsdorf, M. Siebenstadt; nello stesso anno ha iniziato a lavorare con l'attore/regista D. Sbrogiò (Augusta), collaborazione ancora in corso che l'ha portato a calcare i palchi siciliani più prestigiosi. Nel 2014 ha pubblicato per la casa editrice Carthago il suo primo romanzo “Succo di cactus elatinizzato”, anno in cui è stato diretto come ballerino dalla coreografa M. Gramaglia (Noto). Dal 2015 è socio dell'etichetta discografica Doremillaro Sb(Rec)s anno in cui ha iniziato la collaborazione con numerosi componenti della London Improring Orchestra. Dal 2017 suona in duo: Takahashi (Tokio)-Aiello. A Marzo è uscito “Le Sopravvissute ai Nostri Occhi”, il suo secondo romanzo per il gruppo editoriale AlterEgo (Viterbo).

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