L'intervista

Giovanni Caccamo: «Abbiamo bisogno di un quotidiano fatto di emozioni»

Il cantautore ibleo, reduce dal buon esito del suo terzo Sanremo, uscirà a breve col video del nuovo singolo "Bisogno di tutto" tratto dall’album "Eterno": «Pensiamo di aver bisogno di cose che in realtà rappresentano la futilità che ci allontana dall’essenza dell’animo»

Il video del nuovo singolo dal titolo "Bisogno di tutto" è frutto di un contest web dove il cantautore ibleo ha voluto offrire un ruolo da protagonista ai fan: ognuno di loro ha inviato un pezzo di playback filmandolo in un posto significativo della loro vita: «Ci tenevo che fosse un posto importante per loro proprio perché l'idea è quella di mettere in risalto le emozioni e credo che sia la prima volta che in Italia si realizzi un prodotto musicale con questo format»

Giovanni Caccamo

Giovanni Caccamo è nato a Modica l'8 dicembre del 1990

Reduce dalla sua terza partecipazione al Festival di Sanremo con il brano Eterno, estrapolato dall’omonimo album, Giovanni Caccamo in copertina compare con un suo primo piano da cui traspare uno sguardo intenso associato a un sorriso discreto e appena accennato così come del resto è nello stile bon ton del cantautore ibleo. Con Eterno, per il quale è stato già fatto il firmacopie in giro per le città italiane subito dopo Sanremo, Caccamo abbandona il personaggio e lascia spazio alla persona e alla sua storia raccontata attraverso testi firmati dallo stesso interprete. Sulla scia di questa scelta nasce anche il videoclip del suo nuovo singolo. «Il video del nuovo singolo dal titolo Bisogno di tutto è frutto di un contest web dove ho voluto offrire un ruolo da protagonista ai miei fan, ognuno di loro ha inviato un pezzo di playback filmandolo in un posto significativo della loro vita. Ci tenevo che fosse un posto importante per loro proprio perché l'idea è quella di mettere in risalto le emozioni e credo che sia la prima volta che in Italia si realizzi un prodotto musicale con questo format».

Giovanni “bisogno di tutto” in che senso?
«Costituisce una sorta di elenco di tutte le cose di cui pensiamo di aver bisogno ma che in realtà invece rappresentano la futilità che ci allontana dall’essenza dell’animo facendoci perdere il significato di una quotidianità fatta di emozioni, di parole, di sguardi. Il punto è che spesso siamo distratti da molte cose che ci portano lontano dalle persone che amiamo e forse è per questo che oggi si perdono di vista sempre più o valori autentici della vita».

Giovanni Caccamo

Giovanni Caccamo

Quanto amore “eterno” esiste nel tuo immaginario?
«Eterno è un album molto introspettivo, è frutto di un amore che ha colpito me innanzitutto. Un sentimento che mi ha talmente scosso positivamente che alla fine ho deciso di scriverlo e di parlarne attraverso la mia musica. L’amore riesce a fare miracoli anche dal punto di vista artistico, ti porta a raccontare attraverso i testi ogni stato d’animo».

A proposito di sentimenti, di recente hai postato sul tuo profilo Instagram un pensiero molto profondo legato al ricordo di tuo padre. Che rapporto avevi con lui?
«Sì, in quel post che ho pubblicato nel giorno della festa del papà ho voluto condividere questo ricordo di quando ero bambino, ogni volta che rientrava a casa capivo se la sua giornata era stata positiva o meno dall'intensità del rumore che faceva con le chiavi quando le poggiava. Purtroppo lui è venuto a mancare quando io avevo undici anni e già stava male da quando ne avevo otto. Per quel po’ che ho potuto vivere del rapporto con mio padre non posso che dire che era bellissimo! Caratterialmente ci accomuna la sensibilità artistica e la ricerca della bellezza in tutto ciò che ci circonda».

Giovanni Caccamo Eterno

Tu sei molto legato alla tua famiglia e in modo particolare ai tuoi nonni…
«Sì, quando torno a casa e vedo i mei nonni il cuore mi si riempie di gioia. Peraltro, parlando di amore eterno, loro quest’anno compiono sessantanni di matrimonio e a volte mi chiedo in cosa stiamo sbagliando noi della nostra generazione e perché i legami non possono perdurare nel tempo così come appunto accadeva una volta. Probabilmente siamo troppo intenti a focalizzarci e a sottolineare il nostro io invece di pensare che in una relazione bisogna dare spazio anche all’altro. Oggi i rapporti sono fatti di fugacità e per questo motivo che in controtendenza ho scelto di scivere Eterno».

Quanto è importante per un artista il rapporto con i social?
«Oggi è un mezzo fondamentale per parlare a tutti, annulla le distanze e il rapporto con i fan diventa molto più diretto e confidenziale. E’ pure vero che con i social viene meno quell’alone di mistero che un tempo possedevano gli artisti, oggi è tutto a portata di mano. Resta comunque un’ottima opportunità per creare un link diretto con il pubblico e condividere con essi anche i momenti della tua vita quotidiana fuori dai riflettori».

La Sugar di Caterina Caselli è l’etichetta discografica che ti produce, qual è il tuo rapporto con lei?
«Caterina è una mamma musicale, fonte di contenuti di saggezza, di storie da raccontare il tutto coniugato a una grande competenza. E’ colei che insieme a Franco Battiato hanno creduto nella mia musica e mi hanno fatto crescere».

Quanto di quella ragazza dal “caschetto d’oro” è rimasto nella Caterina Caselli di oggi?
«E’ rimasto tutto, l’identità molto forte che ha manifestato sia come cantante allora che come discografica oggi. E’ una donna assolutamente coerente con se stessa che sa dare grande disciplina a questo lavoro pur mantenendo il giusto equilbrio».

Giovanni Caccamo e Caterina Caselli

Giovanni Caccamo e Caterina Caselli nel 2015

Qual è invece il tuo approccio con il festival di Sanremo?
«La prima volta è stata di assoluto terrore anche perché da giovani gareggiavamo tutti per emergere e diventare big, per cui la sfida è stata molto dura. La seconda volta in duetto con Deborah Iurato è scattata la giusta empatia che ci ha permesso di viverlo più serenamente. Il festival di quest’anno l'ho vissuto con assoluto entusiasmo».

Qualche giorno fa hai tenuto una lezione agli allievi del CET, la scuola di musica di Mogol. Tra i giovanissimi hai intercettato qualcuno che spicca in modo particolare?
«Ho trovato in ognuno di loro una forte passione e talento. Il CET è una scuola che ti permette di relazionarti con professionisti del mondo della musica».

Tu vivi tra Milano e la Sicilia, qual è il tuo rapporto con entrambe?
«Milano è la mia seconda città, un ottimo centro per la produzione, la comunicazione, la musica e la promozione. Il mio rapporto con la Sicilia è di grande amore, scrivo molto ispirandomi alla mia terra. La Sicilia ci permette di contemplare la bellezza e di vivere un tempo umano».

E a proposito di Milano, fino a domenica 8 aprile Giovanni Caccamo canterà dal vivo sul palco del Teatro Manzoni, la canzone “Se partissimo domani” durante lo spettacolo “Non mi hai più detto ti amo” con Lorella Cuccarini e Giampiero Ingrassia, di cui ha scritto le musiche.

agatapatriziasaccone@gmail.com

Questa giornata rimarrà nei miei ricordi felici grazie a voi! La giornata del sole, dei 3.000.000 di views su YouTube,...

Pubblicato da Giovanni Caccamo su giovedì 5 aprile 2018

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