Talenti

Andrea Privitera: «La tromba mi dà carica»

Il 14enne trombettista è già un talento riconosciuto. Accostatosi al suo strumento preferito all’età di sei anni nella banda musicale del suo paese Trecastagni diretta dal maestro Alfio Platania, nonostante la giovane età Andrea si è già piazzato ai vertici con primi premi assoluti ottenuti in diversi concorsi nazionali e internazionali

Il 20 maggio il concerto nella sua Trecastagni, come tromba solista, insieme ai 31 clarinettisti del Calamus Ensemble diretto dal Maestro Carmelo Dell’Acquail quale, dopo ascoltato il giovane musicista ad un esame di Prassi esecutiva all’istituto Bellini, ha voluto organizzare il concerto, colpito dalla padronanza di controllo dello strumento e dalla scioltezza di suono

Andrea Privitera

Il giovane trombettista etneo Andrea Privitera

Allievo quattordicenne dell’Istituto Superiore di Studi Musicali Vincenzo Bellini di Catania, al quinto anno del suo percorso sotto la guida del maestro Antonio Torrisi, il trombettista Andrea Salvatore Privitera, originario di Trecastagni, parla con assoluta naturalezza del suo rapporto con la musica. Accostatosi al suo strumento preferito all’età di sei anni, nella banda musicale diretta dal maestro Alfio Platania, nonostante la giovane età Andrea si è già piazzato ai vertici con primi premi assoluti ottenuti in diversi concorsi nazionali e internazionali.

Domenica 20 maggio lo attende il concerto con il Calamus Ensemble, organizzato al Santuario di Sant’Alfio di Trecastagni (ore 20.30) in occasione del 90° anniversario in onore ai santi Alfio, Cirino e Filadelfo. Per l’occasione Andrea si esibirà nel ruolo di tromba solista, accanto al maestro Carmelo Dell’Acqua, direttore musicale dei trentuno clarinettisti, nonché al soprano Marta Romeo, a Franco Barbanera (gaita galiziana) e a Sasha Santonocito (percussioni). Il repertorio della serata, presentata dalla giornalista Ornella Ponzio, comprenderà brani dal Medioevo fino ai nostri giorni: Hildegard Von Bingen, Gluck, Handel, Haydn, Paolo Buonvino, Benny Goodman, fino a brani ungheresi e greci. Promotore dell’evento il maestro Dell’Acqua che, dopo ascoltato il giovane musicista ad un esame di Prassi esecutiva all’istituto Bellini, ha voluto organizzare il concerto, colpito dalla padronanza di controllo dello strumento e dalla scioltezza di suono.

Calamus Ensemble

I 31 clarinettisti del Calamus Ensemble

Andrea come reputi l’esperienza con la banda, che cosa hai suonato con loro e quale genere preferisci?
«Suonare con la banda è entusiasmante e molto formativo, perché ho la possibilità di ascoltare gli altri, coordinarmi con loro e concentrarmi sul ruolo solistico. Ho suonato il brano Tutte le feste al tempio dall’opera Rigoletto di Giuseppe Verdi, trascritto in un arrangiamento orchestrale per banda. Amo la musica classica, che ho avuto modo di ascoltare più volte al Teatro Massimo Bellini, mi piace in particolare il repertorio barocco di Handel, ma anche la musica contemporanea, come ad esempio quella di Paolo Buonvino, compositore di Scordia, di cui mi ha colpito in particolar modo la suite scritta per il film La matassa di Salvatore Ficarra e Valentino Picone, che è uno dei brani che domenica eseguirà il Calamus Ensemble in occasione del concerto a Trecastagni».

Cosa provi quando studi la tromba, cosa ti attira di più di questo strumento rispetto agli altri?
«Mi sento carico, quando studio ho l’adrenalina in circolo che mi dà energia, e sento il suono della tromba che mi coinvolge tutto, sicuramente per la sua pienezza. Studio anche il pianoforte col maestro Sebastiano Paladino, ma non provo le stesse emozioni. E’ la tromba che mi fa sentire protagonista».

Oltre alla tromba, immagino che tu abbia altre passioni...
«Mi piace il calcio, che preferisco seguire alla tv anziché praticarlo, e poi i fuochi d’artificio, infatti faccio parte di un comitato della festa di Sant’Alfio che si occupa tra le altre cose di raccogliere i fondi utili per organizzare proprio le manifestazioni pirotecniche».

Come riesci a conciliare lo studio, certamente impegnativo, dello strumento con la scuola? Hai già dei progetti per il tuo futuro?
«Lo studio della tromba è faticoso per il dispendio di fiato, ogni giorno gli dedico circa due ore e mezza, cercando di conciliarlo con gli studi scolastici, infatti frequento il primo anno dell’Istituto commerciale De Nicola di San Giovanni la Punta. Quanto al futuro mi piacerebbe potermi inserire in qualche banda militare e approfondire il repertorio per tromba».

E’ chiaro quindi che ti identifichi col tuo strumento…
«Riesco a parlare meglio con la tromba, piuttosto che con le parole, perché mentre la suono esprimo me stesso al meglio».

annaritafontana@virgilio.it

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