Targhe Tenco/2

La doppia vittoria di Giuseppe Anastasi

Per l’autore palermitano, l’album d’esordio come cantautore "Canzoni ravvicinate del vecchio tipo" è arrivato "solo" a 42 anni - «Motivato dalla nascita di mio figlio» ammette -, selezionato come miglior opera prima per il Club Tenco: «Un grande traguardo»

Un album acustico "Canzoni ravvicinate del vecchio tipo", dove l'autore palermitano (noto il suo sodalizio artistico con Arisa che ha fruttato due vittorie a Sanremo) ed oggi novello cantautore, analizza la vita, la società e le persone riflettendo sui ritmi meccanici apportati dal web e dal consumismo, racconta storie vissute ed esprime il forte legame con la sua Sicilia, raccontandola nella sua perfezione e imperfezione

Giuseppe Anastasi

Giuseppe Anastasi

A gennaio era uscito con il suo primo album da cantautore, Canzoni ravvicinate del vecchio tipo, quasi una scommessa personale per il palermitano Giuseppe Anastasi, già conosciuto per essere autore di successi di artisti come Arisa (due Sanremo vinti con lei) e Michele Bravi, tra gli altri, e docente al Cet di Mogol. Un album acustico il suo, dove Anastasi analizza la vita, la società e le persone riflettendo sui ritmi meccanici apportati dal web e dal consumismo, racconta storie vissute ed esprime il forte legame con la sua Sicilia, raccontandola nella sua perfezione e imperfezione. Il 5 luglio è arrivata la notizia della vittoria della Targa Tenco nella categoria opera prima.

Canzoni ravvicinate del vecchio tipo di Giuseppe Anastasi

Una vittoria come opera prima per un “ragazzo” di 42 anni può avere un valore doppio.
«La verità è che io non ho voluto mai fare il cantante di base, ho sempre fatto l’autore. Poi, dopo la nascita di mio figlio Vittorio, mi è venuta voglia di comunicare messaggi in maniera diversa, e diciamo che è stata quella la spinta più grande».

Quindi il disco è stato un secondo figlio?
«Esattamente. Il fatto è che prima guardavo al futuro con più ottimismo, adesso col figlio mi salgono di più le preoccupazioni perché non è più il mio futuro quello importante ma il suo. Mi sono posto delle domande, ed è nato l’album. Questa vittoria mi gratifica di tutto. Per chi scrive comunque la Targa Tenco è un grande traguardo».

Un secondo figlio discografico quindi ora si deve fare…
«Beh, in effetti. Io mi ero detto, quando ho composto Canzoni ravvicinate del vecchio tipo, che volevo togliermi uno sfizio a 42 anni e finiva lì. Visto il risultato adesso forse mi tocca farlo un altro. Dalla mia posso dire che ho la fortuna di scrivere parecchio, sono un discreto osservatore della vita, e l’ispirazione non mi è mai mancata. Nel frattempo io non mi fermo mai nella mia attività principale di autore per gli altri. Continuo a lavorare con Arisa, un binomio che portato sempre fortuna, ma anche con tanti altri».

Il titolo Canzoni ravvicinate del vecchio tipo gioca ovviamente col titolo del famoso film di Spielberg Incontri ravvicinati del terzo tipo.
«Quello è uno dei miei film preferiti. Io faccio questo lavoro per mandare messaggi all’universo: ti puoi permettere di parlare a tantissima gente anche se hai poco più di 3 minuti per farlo. In questi 3 minuti devi dire cose che abbiano un senso, che attingono alla vita perché alla fine è la vita la più grande sceneggiatura che abbiamo a disposizione».

Il 18 ottobre sarai sul palco dell’Ariston a Sanremo per ritirare la Targa. Hai già in testa l’idea chiave per presentarti al pubblico del Tenco?
«Sarò me stesso. So che il pubblico del Club Tenco è preparato e che ascolta bene le parole. Con i miei musicisti – il bassista Antonio Lusi, il batterista Valter Sacripanti, il tastierista Cristian Pratofiorito e il chitarrista Massimo Satta - che hanno arrangiato il disco, faremo le cose per bene. Abbiamo fatto tutto insieme quindi non è solo una vittoria mia ma di tutti e cinque».

Ti vedremo finalmente dal vivo in Sicilia?
«Sì, stiamo chiudendo alcune date estive. Il mio, però, non è un concerto proprio da piazza, è più adatto ai piccoli teatri quindi perfetto per la stagione al chiuso. In Sicilia, nella mia Palermo, intanto verrò in vacanza, mia madre non vede l’ora».

Che premio ti aspetti da tua madre per questa bella vittoria?
«Da lei mi aspetto un bel piatto di pasta con le sarde. Vivendo in Umbria, quindi lontano dal mare e dal buon pesce, quello è il primo premio che mi aspetto».

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