L'intervista

Antonio Monforte: «Credo ancora nelle emozioni delle canzoni»

E' tornato ai concerti il cantautore catanese dove sta sperimentando dal vivo i brani nuovi, come "Musica, musica", "Boogie, boogie" e "Cento passi" dedicata a Peppino Impastato, il cui video diretto da Francesco Lo Bianco il 31 agosto parteciperà al film fest di Militello

Tra i brani nuovi, ancora non registrati, c'è "Musica, musica", canzone-icona del cantautore catanese: «Solo la musica può donarci il buon senso che abbiamo perso, farci abbassare i toni violenti, farci piangere, ridere e stare insieme». I concerti adesso ci sono, forse ne seguiranno altri a settembre, adesso serve una progettualità su un albun nuovo: «I brani li ho, anche tanti, un disco nuovo per la prossima estate lo dovrò tirare fuori»

Antonio Monforte

Antonio Monforte

“Musica, musica, musica fammi cantari, musica, musica, musica fammi abballari, musica, musica, musica canta l’amuri, musica, musica, musica, porta la paci. Musica, musica, nun ti firmari”. In queste parole, e nella forza con cui Antonio Monforte le canta e le suona con la sua fida chitarra acustica in un video postato l’1 agosto scorso sui social, c’è un po’ il manifesto del cantautore catanese: la musica per lui non è solo un’esigenza artistica, è esigenza fisica, tutta da condividere. Questa energia traspare viva dal video, dove Monforte è il migliore testimonial di se stesso alla luce di una serie di nuovi concerti che lo vedranno con Davide Bucceri alla batteria, Seby Barbagallo al basso, Anthony Panebianco alle tastiere e fisarmonica e il figlio Gianluca alla chitarra e cori, il 10 agosto al Boraborabar di Santa Maria La Scala, l'11 agosto alla Pineta Monti Rossi di Nicolosi, il 12 agosto al The Mescan di Acireale (qui in acustico con Panebianco e il figlio Gianluca), e il 17 agosto alla Cala Brigantina sulla spiaggia di Pozzallo, data in cui sarà Marco Asero a suonare tastiere e fisarmonica.

Antonio Monforte

Marranzano e coppola stile "irish", l'identità folk rock di Antonio Monforte

«Concerti nelle piazze con i Comuni se ne fanno sempre meno – commenta Monforte -, qualcosa ancora si riesce a fare con i privati, con quei pochi che ancora apprezzano la musica d’autore e non si accontentano di una tribute band. A Catania non ci sono più neanche i caffè concerto: al centro, in pratica, non si può suonare più con l’amplificazione, troppi divieti».
Durante i live, ovviamente, Monforte mette sul piatto vent’anni di musica cui si aggiunge qualche brano nuovo che comincia ad affacciarsi. A cominciare da Cento passi, brano dedicato al sacrificio di Peppino Impastato e presentato proprio il 9 maggio scorso al centro Impastato di Cinisi: «Un’esperienza indimenticabile», non servono altre parole per Monforte per descrivere l’emozione di quel giorno.

Il video, il 31 agosto, sarà in concorso al festival del cinema Militello International Film Fest  a Militello Val di Catania. Per l'occasione Monforte eseguirà il brano dal vivo durante la proiezione accompagnato dai suoi musicisti.

Altro brano nuovo è Boogie boogie, storia che racconta di quando i siciliani in nave raggiungevano l'America in cerca di fortuna, mentre dall'America arrivava il boogie boogie, il blues e il rock’n’roll: «Ora la musica è cambiata, non si comprano più i dischi, non si balla davanti al jukebox e non si parte per l’America, arrivano i barconi dall'Africa nel canale di Sicilia, c'è chi muore a mare e c'è chi tocca terra “Stu mari di Sicilia fu comu nautra Guerra”». Altro brano nuovo è Malu tempu, sui mille problemi di convivenza civile nel centro storico di Catania: «Dal malcostume sempre più diffuso di automobilisti incivili al fatto che la musica al centro della città non si suona più». E poi c’è Musica, musica accennata all’inizio, nata due anni fa e mai registrata: «Attendo sempre il momento buono, adesso la stiamo sperimentando dal vivo».

Solo la musica può donarci il buon senso che abbiamo perso, farci abbassare i toni violenti, dare una speranza, farci emozionare piangere e ridere e farci stare tutti insieme, non dobbiamo vivere cercando un nemico a tutti i costi” scrive Monforte sui social a commento dell’home live estemporaneo ripreso in video. «Viviamo una fase storica in cui pare che ci si debba schierare sempre, o politicamente (destra contro sinistra), o calcisticamente (interisti contro juventini), se non socialmente (chi contro e chi a favore dei migranti). Quello che, però, mi dà veramente fastidio sono i toni esasperati, soprattutto sui social, e la diffusione di notizia false prese da siti improbabili. La si può pensare diversamente ma non si deve, però, smettere di parlare per ore di qualsiasi cosa in maniera costruttiva». E in questa visione un po’ utopistica la musica può ancora servire a qualcosa? «Penso di sì, l’emozione di una canzone, ascoltata anche a casa con un buon bicchiere di vino in mano, ti aiuta a far riflettere e perché no cambiare anche idea su determinati argomenti».

Antgonio Monforte e band

Monforte con la band al completo

I concerti adesso ci sono, forse ne seguiranno altri a settembre, adesso serve una progettualità su un albun nuovo. «I brani li ho, anche tanti, un disco nuovo per la prossima estate lo dovrò tirare fuori. Ho anche nel cassetto un album intero, registrato nel 1999, dove suonarono e cantarono con me artisti del calibro di Antonio Marangolo, Gionata Colaprisca e Antonella Leotta. Un disco che doveva uscire con la Warner ma non se ne fece niente. Si sarebbe intitolato La vita se ne va. Recupererò prima o poi questi brani, per i tempi era proprio un bel disco».

Twitter: Gnc1963

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