Il singolo

Luca Caponetto: «Le emozioni del rock contro l’odio»

E’ ben piazzato nelle indie charts digitali "Rock Revolution Day" nuovo singolo del cantautore catanese tornato a incidere nuova musica dopo qualche anno: «Ho avvertito da subito - racconta Caponetto - che potesse essere una canzone di forte impatto

Il singolo "Rock Revolution Day" è stato prodotto insieme con Carlo Longo. Caponetto: «Tratto un tema di attualità, il conflitto tra Islam e Occidente. Come si vede nel video di Adriano Spadaro saranno una ragazza e l’avvolgente melodia del rock a far cambiare idea a un terrorista»

Luca Caponetto

Luca Caponetto in un frame del video di "Rock Revolution Day"

Un appello ispirato e disincantato a deporre le armi e ad abbracciare la vita, abbandonando gli inutili estremismi e trovando le chiavi di volta della propria esistenza nelle emozioni e nei sentimenti che riesce a esprimere la musica rock. Un messaggio che il cantautore catanese Luca Caponetto sta veicolando attraverso il suo nuovo singolo, Rock Revolution Day, prodotto assieme a Carlo Longo. Il brano, disponibile su tutte le piattaforme digitali (Spotify, iTunes, Dezeer, Amazon), è attualmente in classifica nella Indie Charts (sia nella generale che tra gli emergenti) e nella Indie Music Like del Mei, con un trend in salita su tutti e tre i fronti.


Rock Revolution Day è accompagnato da un video diretto dal regista Adriano Spadaro e disponibile su YouTube. «Ho avvertito da subito - racconta Caponetto - che potesse essere una canzone di forte impatto. Ho scelto di trattare un tema di stretta attualità, il conflitto tra l'Islam e l'Occidente. Basta con gli inutili estremismi, i pregiudizi, le forme di violenza. Tanto alla fine sono le emozioni e i sentimenti che prevalgono e decidono i destini di ognuno di noi. Nel video, del quale ho scritto soggetto e sceneggiatura, mi sono immaginato che il terrorista (interpretato da Alfredo Mirenda), venisse sedotto dalla grazia e dalla femminilità di una ragazza (Cristina Tossani) e dalla avvolgente melodia e ritmica di un brano rock. In quattro minuti - continua il cantautore catanese - ho immaginato che questi due elementi possano dissolvere l'odio e il proposito omicida del ragazzo. In tutta questa ricerca, l'impronta divina ce l’ha proprio la musica e senza dubbio questa potenza la esprime al massimo la musica rock. Il riferimento nel testo al “lontano ’63” non è assolutamente nostalgico ma sta a significare che la musica dei Beatles ha dato uno svolta nel secolo scorso».

La carriera di Caponetto nasce a metà degli Anni Novanta. «Ma più che dal cantautorato - spiega - ero coinvolto dalla composizione delle musiche, delle colonne sonore, studiavo piano classico e guardavo più che altro all’America. Mi piaceva la fusion, le grandi orchestre. Poi ho avvertito che la via della comunicazione più immediata era la canzone, che comunque poteva riuscire a coniugare raffinate soluzioni armoniche con la forza della melodia e di un testo. Aspetti fondamentali per la vita di un brano, perché permettono di arrangiarlo in svariati modi a seconda dei tempi senza che perda la sua forza. Le armonie danno il tocco di originalità. In ogni mio brano ci sono accordi di undicesima, nona e settima che sono il mio marchio di fabbrica. Quando ho iniziato era l’epoca in cui nascevano i vari Max Gazzè, Niccolò Fabi, Carmen Consoli, Mario Venuti. La mia mission è quella di scrivere canzoni con armonie eleganti e raffinate».

Luca Caponetto

Luca Caponetto dal vivo

I fatti e i misteri che circondano la nostra esistenza, il descrivere certe figure della nostra società, finisco spesso al centro dei testi di Caponetto. «Mi piace sottolineare alcuni concetti fondamentali per l’uomo. In uno dei miei prossimi brani, per esempio, affronto il tema dei migranti, vero e proprio tsunami di umanità che la nostra coscienza deve necessariamente accogliere». Già finalista di Area Sanremo e vincitore di numerose manifestazioni (tra cui il il South Music East award di Noto), Caponetto recentemente ha avuto la soddisfazione di vedere pubblicato il testo di uno dei suoi brani, Fermati un istante, nel volume di poesie Premio Internazionale Salvatore Quasimodo, edito da Aletti. «Quel brano racconta il mio amore per il mare. Ne ho una passione smisurata. Del resto, ho vissuto sempre davanti al mare, sia a Catania che ad Aci Trezza ormai da 10 anni. La vita è come il mare perché bisogna saperne interpretare la scia. Poi, per carità, gli imprevisti possono succedere, ma nei limiti del possibile occorre capire dove e come tira il vento. La selezione del premio è stata fatta da una giuria di letterati e scrittori capitanata da Mogol e quindi è stata una bella e inaspettata soddisfazione».

Dopo alcuni concerti a Catania, Luca Caponetto è adesso impegnato nella produzione di altri singoli. Per seguirlo ci si può collegare alla pagina www.facebook.com/lumusic9.

gianlucasantisi@gmail.com

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