Il disco

Giancarlo Parisi: «Io e Katia Pesti abbiamo tradito Claude Debussy»

I musicisti messinesi hanno pubblicato "Treason of Debussy" che contiene dieci tracce del compositore francese, morto un secolo fa, tra quelle in cui l’influenza della musica orientale risulta più evidente: «Penso che siamo riusciti a tirar fuori la sua intima ribellione»

Il fiatista messinese, insieme con la pianista e percussionista sua concittadina, con il disco "Treason of Debussy"  hanno in qualche modo assecondato la passione del compositore francese per la cultura orientale, e in particolare per quelle orchestre balinesi che conobbe durante l’Esposizione universale di Parigi nel 1889, inserendo nell’esecuzione strumenti quali lo Zi- flute (inventato e brevettato dallo stesso Parisi), re-jong e gong balinesi, suonati alla maniera di Katia Pesti, che affiancano pianoforte e flauto traverso

Giancarlo Parisi

Il musicista messinese Giancarlo Parisi

A 100 dalla morte di Claude Debussy, il celebre compositore francese considerato tra i massimi protagonisti del simbolismo musicale, i musicisti messinesi Giancarlo Parisi, tra i più accreditati fiatisti del nostro paese, e Katia Pesti, la pianista che suona pianoforte e percussioni simultaneamente, sono tornati a suonare insieme. In omaggio al pianista e compositore vissuto a cavallo tra ‘800 e ‘900, lo scorso marzo hanno dato alla luce Treason of Debussy, pubblicato dall’etichetta giapponese Davinci Editions. Un disco originale che mette insieme 10 tracce di Debussy, rivisitate in chiave moderna, che mettono in risalto il suo animo innovatore e anticonformista.

Treason of Debussy"Treason of Debussy" di Giancarlo Parisi e Katia Pesti

«Per un omaggio a Debussy la cosa migliore ci è sembrata tradire le sue composizioni – spiega Parisi -. Siamo partiti dalle sue composizioni e abbiamo inserito introduzioni e improvvisazioni nel nostro stile, tradendo quella che è la struttura originale di molti brani. Nel titolo del disco c’è anche un riferimento alla sua vita privata, che è stata piuttosto “movimentata”. Quanto all’aspetto musicale, Debussy ha tradito il filone della musica occidentale, è stato un ribelle sin da quando studiava composizione, è sempre andato oltre le regole e la didattica. Penso che con questo disco siamo riusciti a tirar fuori la sua intima ribellione».

Katia Pesti e Giancarlo Parisi con questo disco hanno in qualche modo assecondato la passione del compositore francese per la cultura orientale, e in particolare per quelle orchestre balinesi che conobbe durante l’Esposizione universale di Parigi nel 1889, inserendo nell’esecuzione strumenti quali lo Zi- flute (inventato e brevettato dallo stesso Parisi), re-jong e gong balinesi, suonati alla maniera di Katia Pesti, che affiancano pianoforte e flauto traverso.

Katia Pesti e Giancarlo parisi

Katia Pesti e Giancarlo Parisi

Perché avete scelto proprio Debussy?
«Volevamo evitare di fare un disco di sole forme e pochi contenuti. Se lo si inquadra nel suo periodo storico, Debussy sembra venire da un altro pianeta. La sua musica ha aperto una strada che è arrivata fino ad oggi, è stato un capo scuola, e ancora oggi è una sintesi perfetta tra forma e contenuto».

Nella vasta produzione di Claude Debussy avete scelto solo 10 brani, in base a quale criterio?
«Abbiamo scelto quelli in cui il gusto orientale era più evidente, tipo Pagode, in cui l’influenza orientale si sente molto bene, e poi altri che abbiamo ritenuto si sposassero bene con l’esecuzione dei nostri strumenti».

Dopo il diploma al Conservatorio di Messina ti sei dedicato alle sperimentazioni: dell'elettronica applicata agli strumenti a fiato al folk. Questo disco è un ritorno alle origini?
«Non ho mai abbandonato il flauto né il repertorio classico che continuo ad ascoltare. Il mio percorso di musicista è sempre proiettato in vanti, ho semplicemente fatto ricongiungere le due strade: il linguaggio classico con le sperimentazioni sul folk. Forse per certi versi questo disco è anche un percorso di sintesi: è nell’avvicinare le diversità che crei un percorso nuovo».

Con Treason of Debussy torni a suonare con Katia Pesti con la quale nel 2003 hai pubblicato Terra Celeste.
«Per varie vicissitudini personali era da un po’ che non suonavamo insieme, anche se siamo sempre rimasti in contatto. Terra Celeste era un disco con tutte nostre composizioni originali, mentre adesso sentivamo l’esigenza di ripartire da un materiale compositivo più impegnativo. In un momento in cui la società verte sul nulla è necessario andare ad attingere a fonti di spessore».

Avete già programmato dei live?
«Prossimamente saremo a San Casciano, in Val di Pesa, mentre il 28 aprile siamo stati inseriti nella stagione della Filarmonica Laudamo di Messina».

Debussy a parte, continui a girare con altri progetti?
«E’ un momento prolifico. Nei giorni scorsi ho suonato al Palazzo Marchetti di Salina con il compositore Paolo Vivaldi (che lo ha chiamato a collaborare alla colonna sonora della fiction tv La vita promessa di Ricky Tognazzi, in onda dall’11 settembre su Rai Uno, nda) per un concerto dedicato alle musiche da film, e alla Fiera di Messina con Arie di Faber (il suo progetto dedicato a Fabrizio De Andrè con l’orchestra e i Faber Quartet, nda). E poi continuo a lavorare ad Arie di Sicilia, un nuovo progetto di rivisitazione di brani tradizionali al quale sto lavorando con Maurizio Curcio, Roberta Scacciaferro, Alessandro Librio e Romina Denaro, e che presto diventerà un disco».

laviniapress@gmail.com

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0