Il singolo

17 è il colore della libertà di Dario Greco

Il numero della vita del cantautore pop catanese (è nato il 17 marzo e in quel giorno uscì l’ultimo disco "Libero") è ben visibile sulla chitarra del musicista nel video, girato nel San Berillo District al centro di Catania, del quinto singolo "Regalami una rosa"

Il video di "Regalami una rosa", quinto singolo tratto dall’ultimo album "Libero", è un atto di fiducia e amore verso il quartiere catanese di San Berillo: «Quando la città sceglie di rivalutare un quartiere da sempre considerato off-limits, per me è un dono. Per questo ho deciso di mettere in scena il volto bello di San Berillo»

"Regalami una rosa" di Dario Greco

Dario Greco, al centro con la sua chitarra "firmata" 17, in un frame di "regalami una rosa", video girato al San Berillo District

Ne abbiamo già parlato nei mesi scorsi, quando il cantautore e musicista catanese di pop-folk, Dario Greco, ha presentato al pubblico il suo nuovo disco Libero nel giorno del suo compleanno, il 17 marzo. E il 17 è un numero che ritorna nella sua carriera: stavolta, però, compare sulla chitarra a cui si accompagna nel nuovo videoclip musicale del suo quinto inedito, Regalami una rosa, online da agosto. Il video si apre con lui, Dario, in primo piano che si presenta come il ragazzo della porta accanto e, tra le mani, stringe la chitarra che attualmente usa, con ben visibile in pancia il numero 17.
Dunque, facendo due conti, il suo primo album è uscito il diciassette del mese di marzo, è nato in questo giorno 41 anni fa e sulla chitarra ha pure stampato il numero. Gli avrà sicuramente portato fortuna per esserci così legato… «Ho quarantuno anni “cantati” e “suonati”. Per essere precisi, ventisei sono “cantati”. A qualcosa devo pur legarmi», ammette il cantautore, con tono ironico. E poi, come non fare caso all’anno che per lui ha segnato la svolta, il 2017 per l’appunto, quando pubblica i singoli Libero, Marte, Tu e Andiamo via, che hanno anticipato la realizzazione dell’album Libero, disponibile sulle maggiori piattaforme streaming.

Dopo il videoclip del singolo che battezza l’album, lo scorso mese è stato il turno di Regalami una rosa. «È il quinto singolo che ho lanciato - precisa - e sto emulando i cantanti, “quelli bravi”, quelli “veri”, che pubblicano in pillole i video dei loro singoli. La quinta di Regalami una rosa è San Berillo “discrict”, nel cuore del centro storico di Catania».

Come mai hai scelto di girare il video proprio a San Berillo?
«È una dichiarazione di fiducia, ma anche d’amore. I doni, in genere, si fanno, ma in questo caso sono io che chiedo che mi venga regalata una rosa e, ovviamente, ha un valore simbolico. Chiedo, inoltre, di ricevere in dono un pensiero che mi avvicini a Dio, un miracolo che abbia i suoi occhi. Insomma, chiedo tanta roba. Donare è importante, così come ricevere. Credo che se qualcuno fosse disposto a donare a un’altra persona tanti pensieri postivi, che potrebbero anche tradursi in altrettanti piccoli gesti, ci sentiremmo tutti più motivati a essere all’altezza dei doni ricevuti, attribuendogli un valore tale da essere anche in grado di lottare per custodirli».

Dario Greco regalami una rosa

Un frame del video di "Regalami una rosa"

Vuoi forse dire che san Berillo “discrict” abbia bisogno di ricevere?
«Qui il ragionamento si assottiglia: concepisco San Berillo come un dono che la città di Catania ha fatto ai catanesi e, quindi, anche a me. Sarò più preciso: quando la città sceglie di rivalutare un quartiere, che da sempre è considerata una zona off-limits, questo è un dono. Altrettanto hanno fatto gli imprenditori, ma anche la gente del posto, che ha deciso di mettere radici. E in Regalami una rosa esprimo il mio senso di gratitudine per quanti hanno investito tempo e denaro per fare del bene alla città, intesa come territorio e persone e, per essere all’altezza di questo dono, ho deciso di mettere in scena il volto bello di San Berillo, proponendolo a quanti visualizzano il mio video clip. Per essere più chiaro, esprimo il mio rispetto nei confronti del distretto, frequentandolo, pubblicizzandolo, vantandomene anche al di fuori del contesto».

Hai realizzato il video con l’aiuto di amici e della gente del quartiere. Ha avuto difficoltà a coinvolgere tutti?
«Per niente. Ho avuto carta bianca: anche questo per me è stato un dono. Sono riuscito a girare il video grazie a quanti mi hanno dedicato tempo, disponibilità, esperienza e amicizia. Una canzone che parla di doni si è espressa con i doni: un cerchio che si chiude. È stato bellissimo».

Dario Greco regalami una rosa

Com’è nato il tutto?
«Ho scritto la sceneggiatura qualche mese fa. Erano circa le tre di notte quando l’ho sognata. Svegliandomi, l’ho buttata giù. Poi, durante un sopraluogo, ho compreso che tutto coincideva così come avevo progettato. Forse, spinto da un po’ di vanità e presunzione, volevo essere il primo a sbandierare San Berillo ai quattro venti e girarci un video musicale. Magari non sarò l’unico, ma poco importa. Intanto, l’ho fatto e ogni nuovo passo è una conquista, un traguardo mai scontato».

Soprattutto perché hai scelto di restare in una regione poco “fertile” dal punto di vista musicale.
«Una scelta comoda per alcuni versi, ma difficile per altri: in Sicilia ci sono tante realtà musicali, ma poche possibilità che vengano lanciate. La musica è a totale fruizione del pubblico ed è giusto che sia così, però i locali, spinti dalle richieste dei clienti, a volte fanno meno selezione e si lavora più con le cover, capaci a riempire i locali di fruitori, piuttosto che con gli inediti. Comunque, ci sono diversi imprenditori che offrono ai cantautori locali la possibilità di esprimersi, permettendogli di farsi conoscere e sono come dei piccoli “porta bandiera” da tenere cari perché compiono atti di coraggio, scegliendo di favorire la qualità e la ricercatezza. C’è da fare, però, un’osservazione: la qualità è una ruota panoramica e gli inediti sono una scommessa. Si può vincere, ma anche perdere».

Come sta andando l’album Libero?
«Molto bene, anche se non mi riferisco alle vendite. La gente ne parla e lo condivide nei social, così che va avanti da solo. Già questa è una vittoria. Regalami una rosa è subito piaciuta: è intima, romantica, solida».

Dario Greco, ti identifichi più con la tua persona o col personaggio?
«Sono lo stesso uomo: un cantautore romantico che suona la musica “Pic”. Ho coniato questo termine, che significa Pop italiano cantautoriale. La mia musica non è solo pop né impegnativa. Se poi si vuole giocare con il termine, è presto servita: è indolore, come la famosa marca di siringhe cui rimanda l’acronimo. I testi si adattano a qualunque contesto e sono comprensibili a grandi e piccoli. Per qualcuno la mia musica è un inno alla vita e questa affermazione mi riempie di gioia. Ancora oggi, nel ricordarla, provo un’emozione grandissima. Sono il ragazzo del video, il classico tipo della porta accanto. Sono questo: libero». Di nome e di fatto.

pierangelacannone88@gmail.com

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0