Talenti del pop

Erika: «Sono una sinfonia, mi sento giusta a modo mio»

Al lavoro sul primo Ep che è prodotto dal chitarrista dei Tinturia Peppe Milia e uscirà nei primi mesi del 2019, la cantautrice di Licata pubblica il secondo singolo "Symphony"

La ventiseienne Erika Ietro, più sinteticamente Erika, prova a scalare la scena pop dance internazionale con un mix di dance oldie e suoni pop contemporanei «In I’m here, il mio primo singolo, urlavo che esisto, con Symphony rivendico le mie scelte e l’essere piena di cose sbagliate che insieme ne fanno una giusta»

Erika Ietro

Erika Ietro

Giovane, determinata e sexy. E con una bella voce, pulita e precisa. La ventiseienne Erika Ietro da Licata, più sinteticamente Erika, prova a scalare la scena pop dance internazionale. Due singoli prodotti da Peppe Milia, accompagnati da altrettanti videoclip, sono già all’attivo, mentre il primo Ep vedrà la luce nei primi mesi del prossimo anno e sarà realizzato sempre in tandem con il chitarrista dei Tinturia.
«Nasco come cantante di band – racconta – e con il mio primo gruppo facevamo i Nirvana, i Pink Floyd e altri artisti molto distanti da quello che faccio adesso. Poi è arrivato il mio primo gruppo “serio”, gli One More Glass, e la musica è diventata un lavoro. Facevamo delle cover R&B e dei pezzi nostri in italiano, ma mi sentivo un po’ stretta, sia per il genere che per l’uso della lingua. Non ero soddisfatta di quello che scrivevo, trovavo tutto sempre molto banale. Poi, per circa due anni e mezzo – continua – mi sono messa a viaggiare per il mondo masticando meglio le lingue straniere. Al rientro ho iniziato a scrivere in inglese è tutto mi è sembrato molto più musicale e omogeneo. Era quello che volevo fare».

Cover Symphony

La cover del singolo Symphony

L’incontro con Peppe Milia è risultato determinante. «Ci siamo conosciuti nel 2016, suonavo ancora con gli One More Glass e aprimmo un concerto dei Tinturia. Peppe mi notò, mi fece i complimenti per la voce e mi disse che se avevo qualcosa di pronto avrei potuto mandargliela. Così feci e lui si stupì perché non si aspettava fossero progetti così completi. Iniziammo a collaborare e nel giro di un anno è uscito il mio primo singolo. La cosa bella tra di noi è che abbiamo gusti in comune, guardiamo verso lo stesso orizzonte e quindi sappiamo cosa vogliamo ottenere».

Il primo singolo si intola I’m Here e si rifà a un certo pop internazionale con richiami al trip pop anni ’80 nelle chitarre e alla pop dance anni ’90 nei synth e nelle batterie elettroniche. Symphony, uscito da pochi giorni sempre per RadioCoop Edizioni, è un mix di dance oldie e suoni pop contemporanei, tra loop di voci, percussioni e un basso incisivo che detta il tempo sulla cassa in quattro. I testi e la linea melodica sono firmati da Erika.


«Entrambi i brani hanno una matrice comune perché vedono me come protagonista. Al momento sono riuscita a scrivere soltanto di me stessa e questo credo sia un’arma a doppio taglio. È bello raccontare di te alla gente ma allo stesso tempo ti metti completamente a nudo. Il primo singolo, I'm Here, è una canzone più arrabbiata, nel senso che volevo con le unghie e con i denti dire a tutti che ci sono e farmi ascoltare. È anche un modo che ho usato per dire al mio paese quando l’ho odiato. Ma in realtà non lo odiavo, odiavo me stessa perché ero io sbagliata nel posto giusto. Symphony è dedicata ai miei genitori. Loro avevano questa figlia che era molto brava a scuola, interessata alla lettura, che guardava i documentari con papà. Pensavano che avrei dato loro le soddisfazioni che non erano stati in grado di prendersi. E invece all’improvviso iniziai a dare dei problemini. Frequentai un tizio che mi mi fece allontanare dalla musica e ebbi un calo grandissimo di rendimento scolastico. Alla fine decisi di non frequentare l’università per inseguire il mio sogno. Con questa canzone ho voluto dire ai miei genitori che se anche ho fatto queste scelte mi sento giusta a mio modo. E mi sento una sinfonia, piena di cose sbagliate che però messe insieme ne fanno una giusta».

Pace fatta. «Mia mamma è entusiasta di quello che sto facendo. Mio padre è una persona più simile a me, molto chiuso e duro, però a modo suo mi ha dato la sua approvazione. Certo non si arrenderà mai nel dirmi di cercare un “piano B”, però rispetto a prima si è un po’ arreso… (ride)».
Il primo Ep uscirà all'inizio del 2019 e conterrà cinque brani, compresi i due singoli già usciti ai quali ne seguirà un terzo. Tra le prime grandi soddisfazioni, la partecipazione al Deejay on Stage di Riccione, sullo stesso palco di Mihail e Alvaro Soler. «È stata un’esperienza incredibile suonare davanti a tutto quel pubblico. Mi sono tuffata e ho dato il 101%. Ho ricevuto anche ottimi feedback anche se, per come sono fatta, penso che le critiche siano le cose migliori da ricevere, perchè ti permettono di migliorarti».
gianlucasantisi@gmail.com

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