L'album

Subsonica: «Con "8" ripartiamo insieme dalle origini»

Atmosfere Anni '90 nel nuovo lavoro discografico della band torinese che esce il 12 ottobre. Otto come i dischi pubblicati dal 1997, otto come il numero mistico di Castel del Monte, in Puglia, dove lo hanno presentato. Instore tour il 24 ottobre a Palermo e il 25 a Catania

C'è quasi un ritorno alle atmosfere di "Microchip emozionale" e alle contaminazioni elettroniche anni '90 che pervadono molte delle 11 tracce: «Dopo due anni di percorsi singoli tanto distanti tra loro, l'unico punto di partenza per noi doveva essere una ripartenza dalle origini», dice Samuel

Subsonica

I Subsonica davanti a Castel del Monte (Andria), foto di Chiara Mirelli

È un eterno ritorno il cortocircuito di passato e presente che i Subsonica hanno concentrato nel nuovo album, 8, in uscita il 12 ottobre. Otto come il numero di dischi pubblicati dai torinesi tra il 1997 e oggi, otto come il numero mistico onnipresente a Castel del Monte, in Puglia, insolita cornice scelta per presentare il nuovo lavoro. Il numero suggerisce un moto infinito e ciclico - dice la band - presagio di quel ritorno alle atmosfere di Microchip emozionale e alle contaminazioni elettroniche anni '90 che pervadono molte delle 11 tracce: «Dopo due anni di percorsi singoli tanto distanti tra loro, l'unico punto di partenza per noi doveva essere una ripartenza dalle origini», dice Samuel. Per Max Casacci la scelta non è puro modernariato: «Si tratta di una provocazione: oggi questi suoni sono di nuovo nell'aria, e proliferano linguaggi hip-hop come negli anni del trip-hop: gli anni '20 saranno i nuovi anni '90, anche politicamente, penso».

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I Subsonica, da sinistra Max Casacci, Boosta, Samuel, Ninja e Vicio

A mettere da subito in chiaro il rimando agli esordi è Jolly Roger, intitolata come il vessillo dei pirati: «In quel periodo c'era un sottobosco di musica alternativa potente che si stava affacciando nel mainstream: sembrava quasi di andare a rapinare i vascelli più ricchi. Con trap e nuovi cantautori sembra quasi di rivivere quell'epoca», spiega Samuel. Altra tappa è Punto critico, secondo estratto dell'album dopo Bottiglie rotte, che fotografa per immagini le criticità attuali su un beat rotondo d'altri tempi: «Forse è il brano che cerca di guardare di più negli occhi un presente che ci pone davanti a scelte cruciali», spiega Casacci. Un'urgenza politica che traspare anche dai versi di Fenice: «Può riferirsi a quelle figure egotiche, a una in particolare che ha influenzato i nostri anni, ma pure a una classe dirigente odierna sempre a caccia di consensi».

Il cortocircuito temporale si fa evidente in brani che risentono delle esperienze soliste, come Respirare dove domina la melodia di Samuel, L'incredibile performance di un uomo morto scritta da Boosta, e l'asciutta, fragile e frammentata Le onde, omaggio al produttore Carlo Rossi scomparso nel 2015: «L'abbiamo concepita per metà come canzone, per metà come esperienza sonora: Carlo era un uomo di suono, ci sembrava un ricordo rispettoso», dice Casacci, visibilmente commosso.
Se le forme destrutturate ma condite di pianoforti qui puntano allo sperimentale, atmosfere funk e quasi R&B riempiono L'incubo, con il featuring del concittadino Willie Peyote: «Ci sentiamo molto più vicini alle realtà indipendenti di oggi rispetto a qualche anno fa - dice Samuel - Ma non sono nostalgico, se non di quegli spazi culturali che erano centrali per artisti come noi, dove si usciva per andare ad ascoltare e non solo per bere».

Le tracce di 8 saranno presentate dal vivo con 9 date europee (Amsterdam, Londra, Dublino, Zurigo, Parigi, Bruxelles, Colonia, Berlino, Monaco, dal 4 al 19 dicembre) e con un tour nei palazzetti di 8 città, dal 9 al 23 febbraio: Ancona, Bologna, Padova, due date a Torino, Genova, due date a Milano, Roma e Firenze.

L'insore tour toccherà anche la Sicilia, il 24 ottobre alle 18.30, alla Feltrinelli di Palermo e il giorno dopo alla stessa ora alla Feltrinelli di Catania.

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