La stagione

Associazione Musicale Etnea, il mare nostrum delle 7 note

Tradizione classica, ricerca e dimensione popolare. E’ una visione a 360 gradi della musica senza barriere alla base anche della 44a stagione dell’associazione concertistica catanese. Si parte l’11 novembre con la pianista ucraina Valentina Lisitsa, star di YouTube

Il cartellone 2018-2019 dell'Ame fa sua una massima di Albert Camus: "Soltanto la musica è all’altezza del mare". Il presidente Biagio Guerrera: «Il mare è elemento di comunicazione e l'Associazione Musicale Etnea si caratterizza per questo incontro fra musiche di qualità»

Valentina Lisitsa

La pianista ucraina Valentina Lisitsa aprirà la stagione 2018-2019 dell'Associazione Musicale Etnea

Con buona pace del famoso assunto del compianto Roberto “Freak” Antoni degli Skiantos, in Italia c’è ancora “gusto” ad essere intelligenti. Una piccola prova a sostegno di questa contro-tesi è osservare come una associazione concertistica, come l’Associazione musicale etnea di Catania, riesce a mettere in piedi una rassegna composita e varia, che coniuga l’aspetto della tradizione classica, della ricerca e della dimensione popolare, con un profilo generale molto alto. C’è ancora quindi un pubblico che non si accontenta e ha voglia di andare oltre. «C’è ancora un pubblico – commenta Biagio Guerrera, presidente dell’Ame - e noi stiamo ancora cercando, con grande energia, di rinnovarlo, di cercare di aprirci alle nuove generazioni». Stagioni molto varie ed eclettiche, quest’anno siamo alla 44a, una visione a 360 gradi della musica senza barriere, questa è stata da sempre la caratteristica del lavoro dell’Associazione musicale etnea che si fonda su un think tank di cui fanno parte, oltre Guerrera, il compositore Emanuele Casale, il musicista Luca Recupero e l’operatore culturale Diego Vespa. Guerrera: «L’Ame si è sempre più caratterizzata per questo incontro fra musiche di qualità che appartengono ad una dimensione internazionale».

Qualità, è questo il concetto chiave. In una parola, però, cos’è oggi la musica di qualità? «Se è possibile mettere insieme la grande canzone d’autore o popolare con la musica classica – ribadisce il presidente Ame -, è perché da una parte cerchiamo di proporre la classica in un modo più fresco, meno formale, pur portando artisti di grandissimo livello - a cominciare dalla pianista ucraina Valentina Lisitsa con cui apriamo (dopo l’anteprima di fine settembre con i nubiani Alsarah & Nubatones ndr) -, e dall’altra la musica popolare è portata in contesti teatrali, un incontro fra generi diversi puntando all’essenza della qualità della musica». La Lisitsa – in calendario l’11 novembre all’Odeon di Catania - incarna questo spirito in quanto si è fatta conoscere tramite YouTube dove alcune sue performance hanno avuto milioni di visualizzazioni. Guerrera: «Incarna quella forma meno paludata della classica che sta vicina anche agli ascoltatori più giovani, musica contemporanea caratterizzata dalla freschezza e dall’energia che nulla ha da invidiare alle stelle del pop».

La sostanza al di là dei formalismi. Da questo punto di vista l’artista simbolo di questa stagione dell’Ame è il brasiliano Egberto Gismonti, che chiuderà il 12 aprile sempre all’Odeon. «Gismonti è un musicista che vanta una grande formazione classica in Europa e che poi ha trascorso anni nella foresta amazzonica al fianco degli indios, dove ha scoperto questa dimensione naturale e originaria della musica. Sappiamo come in Brasile la musica popolare e la musica alta si mescolino. Con lui vogliamo iniziare anche un percorso sul territorio che parte dalle radici nostre di Gismonti, la cui madre era catanese. Gismonti ha detto che il suo rapporto con la chitarra gli veniva dalla madre, forte di una tradizione tutta catanese molto forte ai primi del Novecento. Ecco, Gismonti è uno che unisce il mondo della classica con quello delle radici popolari mantenendo un rapporto con la tradizione che si proietta nel mondo: incarna le linee del lavoro che l’Ame sta portando avanti».

Egberto Gismonti

Egberto Gismonti

Una citazione di Albert Camus - Soltanto la musica è all’altezza del mare - è la massima della stagione. «Il mare è elemento ideale di comunicazione fra varie parti del mondo, è Mediterraneo, è rapporto con le Americhe, come stiamo facendo da qualche anno. Quest’anno, infatti, le Americhe sono presenti, oltre che con il brasiliano Gismonti, con Ginevra di Marco che canta l’argentina Mercedes Sosa (4 gennaio), così come gli Archi Sinfonici della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana di Palermo, Marcello Panni direttore, eseguiranno Philip Glass (24 marzo). Nell’ambito delle nostre collaborazioni, oltre la Foss, c’è una collaborazione con la Scarlatti Jazz Orchestra del Conservatorio di Palermo che ospiterà una residenza del sassofonista e clarinettista Gianluigi Trovesi che poi si esibirà sia a Palermo sia da noi (16 novembre)».

Ginevra Di marco

Ginevra Di Marco

A cavallo fra musica e teatro si inserisce The Hidden Sayings del Workcenter di Jerzy Grotowski e Thomas Richards (22 e 24 gennaio). «Richards, erede di Grotowski – spiega Guerrera - ha sviluppato un lavoro sulla coralità dove il canto è centrale. Durante la loro permanenza a Catania svolgeranno un laboratorio con gruppi corali locali con cui realizzeranno, il 27 gennaio, un concerto per coro che si terrà nella Chiesa di San Nicolò l’Arena». Altra commistione fra musica e teatro è il concerto dell’Ensemble Suoni riflessi, che vedrà l’attrice Maddalena Crippa alla voce narrante (8 marzo): «E’ tutto un lavoro centrato su Debussy: le sonate che saranno eseguite, un estremo contributo del compositore al futuro della musica, sono anche un affettuoso e nostalgico omaggio a un passato illustre, quello della civiltà strumentale francese del Settecento». L’esecuzione è alternata alla lettura di scritti di Debussy, tratti dal suo straordinario epistolario (reso disponibile nella sua integralità dall’editore Gallimard nel 2005), e da “Le temps retrouvè” di Marcel Proust, altro grande “profeta” della fine di un’epoca.

Maddalena Crippa

Maddalena Crippa

Altra artista di confine è la violinista e pianista inglese Poppy Ackroyd, una che ha inciso per l’etichetta di Björk e che usa anche i campionamenti elettronici. Guerrera: «E’ una delle nuove leve del cosiddetto modern classical, il nuovo minimalismo che si va molto diffondendo. Anche qui per valorizzare le risorse locali, abbiamo chiesto al giovane trio catanese Lumi, che si inserisce in questo filone musicale, di aprire il concerto».

Poppy Ackroyd

Poppy Ackroyd

Sul fronte delle musiche di radice popolare, oltre il già citato concerto di Ginevra Di Marco su Mercedes Sosa, che le ha fatto vincere il Tenco l’anno scorso, ricordiamo il 27 dicembre i polacchi Warsaw Village Band, e il progetto catanese della Pocket Poetry Orchestra che il 28 novembre renderà omaggio al ’68. «Un progetto che svolge un lavoro sulla canzone di poesia – annuncia Guerrera - e dove sono coinvolto. Partendo dai 50 anni del ’68, vogliamo mettere l’attenzione su determinate canzoni legate alla protesta ed alla rivoluzione, allargando lo sguardo al Medioriente, all’Africa e al Sud America».

Pocket Poetry Orchestra

Riccardo Gerbino, Biagio Guerrera e Giovanni Arena durante una performance della Pocket Poetry Orchestra

Al di là della stagione teatrale, l’attività dell’Associazione musicale etnea si svolge anche fuori dal palcoscenico. A cominciare dalle scuole, con i laboratori realizzati a scuola con gli studenti, passando per le carceri: «La Jacaranda, piccola orchestra giovanile dell’Etna, che sta lavorando alla produzione del primo disco, sta lavorando, per quanto riguarda i testi, al laboratorio che stiamo realizzando al Carcere minorile di Acireale».

Il programma completo su www.ame.ct.it.

Twitter: @Gnc1963

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