L'album

Edy: «Libero al 100% di essere me stesso»

Il musicista catanese Alessio Edy Grasso dopo decenni di tiratissimo rock con band come Jasmineshock e UltraVixen (quest’ultima ancora in vita), il 16 novembre debutta come solista col nuovo moniker pubblicando per Goodfellas "Variazioni"

Il nuovo album ha un insolito approccio pop: «Ho smesso di urlare la mia rabbia ed ho iniziato a raccontare storie e stati d’animo. E poi, dopo il grave incidente di due anni fa, avevo bisogno di prendere completamente la mia vita in mano»

Alessio Edy Grasso

Alessio Edy Grasso

Dopo vent’anni di avant-punk made in Usa con i suoi UltraviXen, il catanese Alessio Edy Grasso ha sorpreso tutti sfornando un disco pop interamente cantato in italiano. L’abbiamo intervistato a pochi giorni dall’arrivo nei negozi di questo primo lavoro solista, a firma Edy, pubblicato da Goodfellas e intitolato Variazioni.
Per te una doppia svolta: album solista e cambio radicale di genere. Iniziamo dalla prima: cosa è successo agli UltraviXen e perché questa decisione?
«Iniziamo tranquillizzando i fans (ride, ndA), con gli UltraviXen stiamo benone. Siamo ritornati in trio e con calma sto scrivendo le nuove canzoni. Nel 2019 faremo uscire qualcosa di nuovo. Ho scelto di presentarmi come solista per due ragioni. Le mie canzoni questa volta hanno un tono decisamente diverso: ho smesso di urlare la mia rabbia ed ho iniziato a raccontare storie e stati d’animo. Per far questo ho scelto un approccio musicale pop che, senza perdere la ricerca e la cura del suono, potesse arrivare a più persone possibili. La seconda ragione è tutta esistenziale, dopo il gravissimo incidente motociclistico che ho avuto nel 2016, dove fra le altre cose in ospedale mi hanno riattaccato l’anulare della mano sinistra, avevo bisogno di prendere completamente la mia vita in mano e decidere tutto io, da solo. Ho sempre lavorato all’interno di band, e pur essendone stato il leader ho sempre rispettato (a volte con sofferenza) le decisioni del gruppo. Questa volta ho deciso di stare in prima linea su tutti fronti assumendomi il 100% delle responsabilità della musica e del progetto».

Variazioni

"Variazioni" in cd e vinile


Come sei arrivato all’elegante pop di Variazioni?
«Io ho sempre ascoltato ed ascolto tantissima musica. Con EDY ho ritrovato il piacere di scrivere una canzone italiana ma senza dimenticare la lezione di sound e di attitudine che ho appreso suonando per 20 anni musica che guardava agli Usa. Mi sento libero al 100% e mi diverto un casino!».
Perché semplicemente EDY?
«EDY è il mio vero secondo nome. L’ha scelto mio padre, all’anagrafe, senza dire nulla a mia madre. Credo di aver preso da lui le mie due caratteristiche principali: creatività e determinazione. Lui è uno che ha sempre creato le sue cose da zero, come me. Ho scelto il nome EDY perché io sono EDY».
Come sono nati i 12 brani di Variazioni?
«Ho scritto una parte delle canzoni inizialmente pensando agli UltraviXen quindi voce e chitarra, poi dopo l’incidente ho avuto quasi un anno di convalescenza ed ho scritto tutte le altre canzoni. Soprattutto all’inizio non riuscivo a suonare la chitarra ma avevo la destra per il synth e la penna, così ho iniziato per la prima volta a scrivere senza la chitarra. Ho scritto tutto velocemente mi sentivo come l’Etna in eruzione, libero creativo ed ho lasciato fluire tutto quello che avevo dentro, come fosse magma. Ho pensato a tutto quello che avrei voluto dire e non avevo mai detto. Variazioni parla di cambiamento, quindi di coraggio, paura, amore, lotta. Dal punto di vista musicale ho lasciato spazio alla mia dimensione pop. Non ho avuto un riferimento preciso, con il mio produttore non ci siamo posti limiti o miti da emulare. Ci siamo solo promessi di non cercare strade facili e di non farci prendere dalla moda del momento. Volevamo fare un disco che fosse attuale per sempre e che fra 10 anni ci facesse ancora piacere ascoltare. Un disco di buona musica italiana».

EDY

Edy/ Alessio Edy Grasso


Hai registrato il disco al Posada Negro di Roy Paci, con alla produzione Marco Fasolo dei Jennifer Gentle. Come è nata questa collaborazione?
«Ho conosciuto Marco tramite Nora Bentivoglio di Fleisch Agency, il mio ufficio stampa, che sapendo della mia voglia di cambiamento ha pensato che io e Marco potessimo fare qualcosa di buono insieme. Marco è stato il mio principale partner, e un amico, lungo tutte le fasi di lavorazione del disco. Il momento topico è stato quando ha fatto per la prima volta un paio di ascolti di fila dei miei provini e togliendosi le cuffie, mi ha detto: “Ale, questo è un disco pop, te la senti?”. Abbiamo lavorato un mese d’inverno a Milo (all’Emperor Riskio’s Milo House), poi due mesi in Salento (al Posada Negro). Marco ha da subito alzato l’asticella e abbiamo subito trovato grande sintonia artistica e personale perché in comune abbiamo l’amore per la melodia, per i bei suoni e per il confronto intelligente. Ho scelto di andare da Roy perché è un amico ed ha uno studio con un outboard eccezionale ed un ambiente confortevole. E poi io sono molto legato al Salento per ragioni di cuore».
Come primo singolo hai scelto Fai quello che vuoi. Ce lo presenti?
«Ho scelto questo brano perché ha un sound che rappresenta bene tutte le varie anime di Variazioni, ci sono i chitarroni fuzz dell’inizio, poi apre piano, sottovoce ma da subito si intuisce che la dolcezza e la rotondità della melodia litiga con il testo a tratti pungente, c’è il rhodes, il solina ed un giro di basso stilosissimo. E per finire chiude con un ritornello mega-pop. La canzone litiga e rotola esattamente come la coppia di cui parla il testo».
Hai dedicato un brano a Catania. Un pezzo che parte come una ballata dolente e poi si colora di elettronica fino ad esplodere col suo ritmo travolgente. Ormai vivi a Roma da tempo, ma quale è il tuo rapporto con Catania?
«Catania è uno dei brani più intimi del disco. La canzone contiene dei forti contrasti musicali e cambiamenti che non ti aspetti… è imprevedibile così come io vedo Catania, una città contrastata, spesso ferita ma capace di riservare guizzi di creatività unici al mondo. Nella canzone il mio amore per Catania è paragonato al mio amore per una lei non catanese. Ho avuto la fortuna di vivere da protagonista gli anni migliori di Catania, i ’90. Sono andato via nel 1998 tenendo sempre un legame continuo con la città. Catania è la mia città e l’amo infinitamente».
Dal 16 novembre sarà possibile acquistare Variazioni sia nel formato fisico (cd e vinile) in tutti i negozi di dischi che in digitale sui vari iTunes, Amazon, ect. Il tour di EDY, curato da Locusta, inizierà con tre concerti: il 25 novembre a Roma come guest a @Spaghetti Unplugged, poi Milano al Fabrique e infine Catania, il 22 dicembre, al Mono.
gianlucasantisi@gmail.com

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