L'intervista

Marianna Musotto: «La tromba non ha sesso»

La musicista palermitana ha pubblicato col trio Metamorphosis (Franco Mezzena al violino e Stefano Giavazzi al pianoforte) "Soundtracks Project" disco arrangiato da Ermanno Corrado che sarà presentato domenica 16 dicembre al Real Teatro Santa Cecilia di Palermo

La giovane e grintosa artista che sin da piccola ha amato la tromba e ne ha fatto il suo strumento principe sdogana il preconcetto legato alle trombettiste: «Se hai personalità, rigore e carisma, puoi suonare anche una pentola»

la trobettista Marianna Musotto

La trobettista Marianna Musotto

C’è aria nuova in campo musicale. O meglio un’aria classica, quella della musica da camera, che vuole attraversare il tempo, riproponendo la magica atmosfera delle colonne sonore cinematografiche. E’già disponibile su tutti i digital stores e le piattaforme streaming di ascolto Soundtracks Project, l’ultima fatica del trio Metamorphosis (Franco Mezzena al violino, Marianna Musotto alla tromba, Stefano Giavazzi al pianoforte), un progetto crossover che unisce tradizione e modernità, che appunto vede nella riproposizione delle colonne sonore dei più grandi film della storia del cinema, la presenza di una formazione prettamente cameristica. Per la realizzazione del disco, di cui firma gli arrangiamenti Ermanno Corrado, il trio ha collaborato con Michele Colaci al basso e Alessandro Monteduro alle percussioni.
Prodotto dalla Corrado Productions di Lecce e da Luna Rossa Classic, l’album - che sarà presentato il 16 dicembre al Teatro Santa Cecilia di Palermo - contiene nove brani strumentali: Beautiful that way (da La vita è bella), Nuovo Cinema Paradiso, Moon River (Colazione da Tiffany), The way we here (Come eravamo), Il Padrino, Besame mucho, My heart will go on (Titanic), What a feeling (Flashdance), Over the rainbow (Il mago di Oz) rivisitati e arrangiati grazie alla sinergia di strumenti diversi, ma magicamente armonizzati.

Trio Metamorphosis

Da sinistra Stefano Giavazzi, Marianna Musotto e Franco Mezzena, il trio Metamorphosis


Ne abbiamo parlato con la trombettista palermitana Marianna Musotto, una giovane e grintosa artista che sin da piccola ha amato la tromba e ne ha fatto il suo strumento principe, affermandosi nel panorama nazionale e internazionale.
Com’è nata l’idea del gruppo Metamorphosis, ensemble di violino, pianoforte e tromba?
«L’idea è nata dal Maestro Franco Mezzena, virtuoso italiano del violino, che da anni aveva in
mente di realizzare un progetto discografico crossover. Quando è stato trovato il giusto connubio fra aspetto artistico e umano, tutto ciò è stato possibile. La tromba, solitamente, non è uno strumento legato alla musica da camera, e per questo è stata una esperienza unica e straordinaria. Uscire dai canoni, quasi sempre, risulta essere non solo innovativo, ma anche meraviglioso. I risultati sono unici, e la tromba, essendo uguale alla voce umana, riproduce in una formazione cosi ridotta un vero e proprio canto».


Soundtracks project, il vostro nuovo lavoro discografico, unisce tradizione e modernità. Come siete riusciti in questo difficile intento?
«La cosa fondamentale è trovare sempre il giusto equilibrio. Le musiche sono state scelte sulla base di ciò che erano per noi, dal punto di vista emotivo principalmente. Unire tre strumenti solisti, fra cui la tromba, non è mai semplice. E’ fondamentale riuscire a creare un’unica voce, un tappeto sonoro omogeneo. Bisogna sdoganare la musica classica dai canoni strettamente accademici, e nella musica da camera non ci sono regole, perché ci si può armonizzare come si vuole».
Con quale criterio avete selezionato i brani?
«Il criterio resta sempre la bellezza, la musica è bellezza. Le colonne sonore belle sono quelle che restano nel tempo, e non necessariamente legate alla vittoria di un Oscar. Sono stati scelti dei brani che esaltassero al meglio la caratteristica di ogni strumento e che armonicamente fossero adeguati alla trascrizione. Ognuno di noi aveva un ruolo, come un do ut des, un botta e risposta, uno scambio alla pari».


Essere una trombettista, una donna che suona la tromba oggi è ancora un problema?
«Quello che non corrisponde alla normalità è un concetto astratto e vastissimo, ed è visto con una punta di snobismo e incredulità. Io non ho mai voluto essere come gli altri, e nemmeno rientrare nei canoni di normalità imposti dalla società.
La tromba non ha sesso, è l’esecutore che gli conferisce una identità. Per suonare è necessario avere personalità, rigore e carisma, con queste caratteristiche si può suonare davvero tutto, anche una pentola».

silvalaporta@tiscali.it

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